Il pastore, la pecora nera e il Natale

                  

  Era la pecora nera di un  vecchio pastore, che per lei ebbe tenerezza,
la difese dalle altre pecore che l’avevano emarginata, la crebbe e la chiamò
Brunella. Le mise un fiocco rosso al collo e lei lo seguiva ovunque, quando egli si fermava anche lei si fermava standogli timidamente vicino in silenzio,
desiderosa di una carezza.
Il pastore era povero, possedeva soltanto cinque pecore e tre galline col gallo.
C’era una grotta naturale proprio di fronte alla sua catapecchia e lì
dentro teneva questi animali, insieme ai buoi, agli asini, al numeroso gregge
ed al grande pollaio recintato di suo fratello ricco.

Quella sera faceva fresco e si sentiva quasi un re sul trono col braciere ai
piedi e una bella coperta di vera lana sulle ginocchia. La pecora nera,
sua
prediletta, stava accucciata il più possibile vicina a lui sul pavimento
di terra battuta. Per risparmiare aveva spento la piccola lampada palpitante,
pensò a sua moglie, che era morta molti anni prima, ai figli lontani sotto
un padrone, alla vita e a come gli facevano male le articolazioni, ciò gli
provocò un poco di tristezza ed allora pregò il Dio altissimo nel quale lui e
la sua famiglia e tutta la sua razza credevano fermamente. Egli sarebbe
disceso in terra a liberarli, nascendo da una vergine, era scritto. Come
ciò potesse avvenire il vecchio non sapeva immaginare, ma del resto nemmeno
si spiegava perché i fiocchi di neve fossero così morbidi e bianchi né da
dove fosse venuto fuori il sole o come facessero gli astri a restare sospesi
per aria senza cadere. Mentre pensava a tutte queste cose che non capiva,
ma gli sembravano belle, dalla porta socchiusa vide passare un gran chiarore,
si alzò ed andò a guardare: una stella con la coda veniva giù rapidissima
dal cielo come se volesse incendiare la terra, egli gridò sgomento, ma
all’ultimo minuto la cometa si fermò sulla grotta dove lui teneva gli animali
insieme ai buoi, agli asini, al gregge ed al grande pollaio di suo fratello ricco.
La luce divenne sempre più intensa ed il vecchio alzò la testa spalancando
gli occhi e le orecchie: nella sua catapecchia stavano entrando giovinetti

Angeli

 

bellissimi, in massa, cantavano e dicevano che il Dio bambino era appena

nato e riposava nella mangiatoia proprio lì di fronte.
 

 

Il fratello povero con la pecora

La pecora nera,
a sua volta, alzò il capo a guardare gli angeli e le uscì un belato che sembrò anch’esso una dolce nota musicale.
I canti di lode divennero fragorosi ed il vecchio sentì la propria voce
mescolarsi al coro, e non tremava né era roca per l’età.
Corse, con la pecora nera, verso la grotta senza sentire più male
alle articolazioni né freddo né niente.

 

Ester la vedova, quella sera, non aveva potuto dare ai suoi tre bambini che
una fetta di pane per uno ed un po’ d’acqua presa alla fontana. Si vergognava
tanto di chiedere nuovamente una pagnotta alla moglie del fornaio.
In quanto a lei, aveva fame. Si stringeva i pugni sulla pancia nel tentativo
vano di calmare i crampi. I figli avevano piagnucolato che volevano
un poco di latte caldo, anche mezza tazza, anche un sorso. Le si era
spezzato il cuore ed aveva cantato a lungo dopo averli messi a letto,
alla fine si erano addormentati vicini. Faceva freddo e la legna
stava per esaurirsi, i pochi soldi rimasti erano finiti quella mattina.
Non poteva prendere sonno sia per la fame e sia perché non sapeva come
fare a sopravvivere dopo la morte improvvisa di suo marito.
Si avvicinò al piccolo letto nel quale avevano dormito insieme ed accarezzò,
come sempre faceva, il cuscino di lui striminzito e duro.
Di giorno in giorno spariva il sapore della vita di prima, il ricordo della
sua voce,  i baci e le carezze dell’amore coniugale, i figli, il lavoro, tanto,
troppo lavoro, ma anche tutto quell’amore.
Quali gioie segrete avevano vissuto insieme e come egli le mancava, e non
soltanto perché adesso non sapeva più come sopravvivere.
C’erano tanti mendicanti nei posti affollati, frequentati dai ricchi e dai
profeti, ci sarebbe andata anche lei a tendere la mano per i figli.
Incominciò a piangere senza riuscire a smettere. Badava a fare piano
per non svegliare i piccoli, affinché non ricominciassero a chiederle un
po’ di latte caldo.
Il fuoco, adesso, si stava spegnendo e lei aveva finito l’ultimo pezzetto
di legna. Andò a prendersi la mantellina dal gancio al quale la teneva
appesa, era troppo sottile, consumata per il lungo uso, non l’avrebbe riparata granché, sospirò e se la strinse sulle spalle, era giovane e forte, ce l’avrebbe
fatta a trovare qualche rametto lì in giro prima che venisse a nevicare.
L’aria le punse il naso ed incominciò a starnutire.
Si mise a ridere nel gelo, come a confortarsi da sola, e guardò le stelle
così nitide. Una di esse, in quel momento, sembrò precipitare dall’alto
puntando dritta verso di lei o così le parve. Ester gridò dalla paura, ma
anche per uno strano incanto, in quel chiarore si accorse che, tutt’intorno
a lei, erano sparsi tanti rami di legna, sia piccoli che grossi. Si chiese
come avesse fatto a non vederli il giorno prima e li raccolse, un occhio
alla stella ed un occhio per terra, ne ebbe presto le braccia cariche e
vide che la cometa si era fermata sulla grotta dove i due fratelli pastori,
uno povero ed uno ricco, tenevano gli animali.
Si avviò verso casa ed aggiustò il fuoco, che subito riprese a lampeggiare.
I bambini, intanto, si erano svegliati, anche perché si sentiva un canto
bellissimo, delicato e forte contemporaneamente e quella piccola stanza
presto fu piena di esseri alati, giovani e ridenti, che annunciavano la
nascita del Re, Figlio di Dio, proprio in quella grotta lì accanto,
nella mangiatoia, riscaldato dal respiro di un bue e di un asinello.
Subito i bambini incominciarono a vestirsi, ed era la prima volta che il
più piccolo lo faceva da solo, < Ma cosa gli portiamo,
non abbiamo niente>

 

Ester e i bambini

disse Ester guardandosi intorno,
< Perché non raccogli i fiori che nascono
qui avanti ? > le rispose uno degli angeli indicandole la nuda terra coperta
di neve, Ester seguì con gli occhi il suo dito e vide che c’erano parecchi gigli
alti e bianchissimi ed una pianta di rose scarlatte, tutte fiorite contemporaneamente, proprio sull’uscio di casa.

 

 

La moglie del pastore ricco aveva appena finito di litigare con suo marito
perché si sentiva trascurata e disse che lui la lasciava sempre sola in quella
casa troppo grande, egli aveva strillato a sua volta che il proprio lavoro
non era uno scherzo e la sera si ritirava stanco morto e affamato, col
desiderio di buttarsi a dormire senza nemmeno togliersi i calzari.
Aggiunse che avrebbe dovuto essere contenta di vivere in modo talmente
opulento, con una serva che veniva tutti i giorni a mettere a posto la casa, provvedere a prendere l’acqua, lavare, stendere e cucinare. Lei, piuttosto, si passasse il tempo a filare e si rendesse utile: nessuna moglie di nessun pastore
stava così bene, sbraitò, sempre con la pancia piena, guardasse quel
poveraccio di suo fratello vedovo e povero, aveva quattro figli, lui,
tutti lontani e poveri a loro volta.
< E noi, invece, non abbiamo figli > disse piano la donna, ma così piano
da non farsi sentire per non ferirlo, < e nessuno ci vuole bene
né si ricorda di noi >.
Si slanciò sul suo petto per fare la pace con le lacrime agli occhi,
mentre gli chiedeva perdono ed egli chiedeva perdono a lei, ed erano
due vecchi tremanti e pieni d’amore,
sentirono uno strano e delizioso rumore che veniva dal cielo, aprirono il
loro elegante portone di legno massiccio e videro la cometa precipitare
in un lampo di luce sulle loro teste. Gridarono entrambi di panico e di
una insolita gioia. La stella aleggiava lì davanti, sulla grotta dove lui
teneva gli animali ed ospitava anche quelle quattro bestie di suo fratello,
che altrimenti avrebbe fatto la fame.
In quel momento, al ricco, non sembrò poi di avere fatto granché per
il fratello povero, che abitava nella catapecchia più indietro.
Simultaneamente molte creature alate, giovani, bellissime e canterine,
si affollarono intorno al portone proclamando che, proprio in
quella grotta, al chiarore della cometa ed al caldo del fiato di un bue
e di un asinello, era nato il Re del cielo.
I due vecchi restarono sbalorditi, si buttarono i mantelli buoni sulle spalle, prepararono in un grande canestro latte, uova, formaggio, burro, ricotta
ed una bella pagnotta di pane fresco e si precipitarono alla grotta, dove

Il fratello ricco con la moglie

incontrarono il fratello povero, che aveva portato in un canestrino latte,
uova, formaggio, burro, ricotta ed una pagnottella di pane del giorno prima.
Lo tallonava, come sempre, la pecora nera. Nel frattempo arrivava Ester
coi suoi tre bambini , che avevano in mano i gigli e le rose, < Li ho raccolti
davanti casa > disse Ester dinanzi al loro sguardo interrogativo.
Dietro, a piccoli gruppi, venivano tutti i pastori dei dintorni. E dovunque
c’era lo splendore della stella cometa, sempre più intenso e tiepido, ed il coro
degli angeli e quel profumo di fiori.
Incominciò a nevicare, ma non faceva freddo.

Madonna con Bambino

Maria Vergine santissima  si alzò dalla comoda pietra sulla quale stava
seduta e mostrò il Bambino ai pastori aprendo la mantellina ricamata
nella quale l’aveva avvolto. Non sembrava una donna che avesse appena
partorito: serena, colorita, ridente come se niente fosse stato.
Gesù era preciso a  tutti i bambini appena nati: rosso, grinzoso ed urlante, nell’insieme bellissimo.
Tese le piccole braccia proprio verso i pastori e smise di piangere.

San Giuseppe

San Giuseppe badava ad aggiungere legna al fuoco.

Tutti i pastori si affollarono con le proprie ricottelle, il latte, le uova
ed il pane fresco oppure del giorno avanti.
La Madonna sistemò Gesù, che intanto si era addormentato, nella mangiatoia,
la pecora nera ne approfittò subito per accucciarsi lì accanto,
allungando il muso verso di Lui.
Dopo Maria vergine si rivolse ad Ester, i cui bambini le porgevano
gli splendidi fiori:
< Grazie > disse soavemente, con una nota di pietà così tenera che nessuno al mondo si sarebbe potuto offendere, < è un dono raro. I fiori sono la cosa più gratuita e bella della terra. Ma i tuoi figli non avevano voglia di latte caldo e di pane? >.
I piccoli si ricordarono di avere la pancia quasi completamente vuota e si imbronciarono come fanno i bambini.
Intanto la grotta si riempiva di ogni ben di Dio portato dai pastori.
< Per noi è troppo tutto questo cibo > disse san Giuseppe, < se i tuoi figli hanno
fame, puoi prendere quello che vuoi >.
La Madonna sembrò che si rivolgesse proprio alla moglie del fratello  ricco :
< Questa signora cerca un lavoro > disse.
< Io ho latte, burro, uova e pane a sufficienza per me e per loro > rispose
subito il fratello povero.
< Ed io avrei bisogno di una brava rammendatrice > aggiunse altrettanto rapidamente la moglie del fratello ricco, < ma saresti un’amica per me e
non una lavorante, anche se ti pagherò il giusto prezzo. Mio marito
è sempre fuori al lavoro ed io mi sento sola >.
< E voi due fratelli, perché non vivete insieme, nella stessa casa ?
Forse non avete posto? > chiese la Madonna. A nessuno parve strano
che sapesse tante cose della loro vita.
< Mi sembra una buona idea > rispose subito il fratello ricco,
ed abbracciò il povero, che  lo abbracciò a sua volta. < La nostra casa
è grande ed è vuota. I tuoi figli, invece di stare lontano, potrebbero
tornare qui e lavorare con noi >.
Erano tutti commossi.
Il canto degli angeli diventò sublime. La pecora nera, strusciando di muso
e di zampe, tanto fece che si slacciò il suo bel fiocco rosso, al quale teneva moltissimo, e lo lasciò nella mangiatoia, in dono per Lui.
A Gesù, che faceva finta di dormire, scappò da ridere.

                                                      Domenica Luise

(Se volete leggere i post degli anni precedenti, fate clic qui sotto su
“buon natale” e vi appariranno tutti dall’ultimo (questo) al primo)

Cristina Bove ha creato un video bellissimo dove legge per noi una sua poesia,
è una meraviglia, vi metto il link:

http://cristelia.splinder.com/post/23740923/per

                                                        (Schizzi a matita di Domenica Luise)

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40 thoughts on “Il pastore, la pecora nera e il Natale

  1. Se potessi tornare bambino, nella nicchia del focolare vorrei ascoltare una storia come questa la sera di Natale.
    Perché non ti fai insegnare a postare un racconto letto con la tua voce, sarebbe un ulteriore approfondimento di amicizia non credi?.
    Mi piace come hai concluso dicendo che a Gesù scappò da ridere, perchè ha dato gioia anche a me la tua parabola.
    Spero di venire qui prima di Natale per farti gli auguri, però ne approfitto per anticiparteli con tutto il cuore. Grazie per  il buono e per il bene che porti con i tuoi racconti.
    Il falconier

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  2. Carissimi amici, voi mi commuovete, e non poco. Conto proprio di riuscire a leggervi qualcosa di mio con la mia voce, Cristina Bove mi insegnerà come agire, avete visto lei che meraviglie è riuscita a fare? 
    Vi ci metto il link in fondo a questo post.
    Quella donna è straordinaria, non solo, ma ha un grande amore che la spinge a condividere tutto quello che sa. Non pensavo di avere un'amica del cuore a questa venerabile età…accidenti.
    Io non imparo rapidamente col computer, vado imboccata, ma quando capisco è per sempre.
    Le vostre parole mi smuovono tante cose innocenti e belle nell'anima. Abbiamo un grande bisogno del Natale a lettera maiuscola, perché nasciamo e moriamo molte volte nel corso di una vita.

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  3. Che storia incantevole… chissà quanti miracoli come quelli da te narrati sono veramente accaduti nella notte santa della nascita di Gesù!  Riesci sempre a raccontare le storie con quel quid in più che incanta e che coinvolge tanto il lettore da sentirsi lui stesso dentro la tua narrazione non più spettatore ma protagonista! Mi hai fatta piangere ed ho subito stampato la tua favola natalizia per rileggerla anche dopo. Un bacio dalla tua sorellina Iole.

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  4. Cara DomenicaLuise
    La Tua fiaba non solo è bella ma è bellissima. Specie la parte che riguarda il pastore con la sua pecora prediletta. Sai che Ti dico ? Penso che si tratti di un nuovo bellissimo presepio (mi riferisco alla fiaba) che dovremo collocare, nel nostro animo, accanto a quello consueto delle nostre infanzie. (Buon Natale, cara Mimma) Ciao.
                                                                                           Bluewind
     

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  5. Carissima Mimma bisognerebbe leggere sempre delle favole così a se stessi e ai bambini.Mi sono molto commossa, è veramente bellissima, la farò leggere a mia sorella,ad una bimba lontana e la conserverò tra le mie cose più care.
    Tanti auguri di Buon Natale cara,che sia sereno e bellissimo con le persone che ami.
    Hai visto? è caduta la prima neve 
    un abbraccio

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  6. Grazie per aver ravvivato la speranza di un disilluso.
    Sarebbe bello sperare in un cambiamento istantaneo della propria vita. La speranza ci permette di sorridere alla vita; speriamo che anche lei ci sorrida di rimando.
    Ti voglio bene.
    Giovanni

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  7. è una favola deliziosa anche per me che non sono credente, perché porge in maniera delicata e divertente il tema dell'ingiustizia sociale e dell'incapacità di calarsi nei problemi degli altri.
    Se la nascita di Quel bambino portasse davvero nei cuori degli uomini la consapevolezza della necessità dell'amore, avremmo risolto tutti i problemi dell'umanità.
    Alcune immagini mimmiane, lievi come merletti, sfiocchettano il bel racconto, ne fanno una fiaba per ogni età, e poi quel Bambino sornione che ride facemdo finta di dormire è talmente tenera!…

    In quanto a Cristina, essendo più che altro una donna "normale", non ha alcun merito di essere così come è.
    Fa bene prima di tutto a lei stessa condividere, perché non avrebbe senso tenere qualcosa di buono soltanto per sé.
    Lei pensa che donare è come ricevere, anzi, a volte è più difficile ricevere.
    L'amicizia poi è un sentimento che nasce spontaneo, e riscalda e rischiara chi lo prova. Non abbiamo meriti,cara Mimma, se non quello di resistere alle difficoltà, non lasciarci abbattere, e se un'amica contribuisce a darci forza, ecco che la ricambiamo con altrettanto affetto.
    Vedrai che riuscirai anche tu a fare un video con la tua voce e ti divertirai a farlo.
    un abbraccio enorme
    cara amica del cuore!

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  8. Grazie, cari: ogni vostra parola è un regalo inestimabile, che mi dà coraggio per fare altre cose belle. La pecora affezionata al pastore, tanti passi lui altrettanti passi lei, sempre appiccicata il più vicino possibile, io l'ho vista realmente quando insegnavo in Calabria. Erano uno spettacolo entrambi, lui pudico, ma orgogliosissimo e lei con un atteggiamento deciso, come a dire: provate ad allontanarmi dal padroncino.
    Poiché stupivo vedendo quell'animale, il pastore mi ha detto: <Io non me la potrei mangiare>.
    Sono sempre più commossa per la vostra corrispondenza, grazie, che il Natale vi dia gioia.
    Iole, tu sei sorella ed amica: la sorella nasce col sangue, l'amica si sceglie.
    Buon Natale anche a te, Bluewind. Chissà quante meraviglie ignote ci sono nella vita di Gesù ed in tutte le vite. Quando compiamo un gesto di vero amore allora avvengono tutti i miracoli.
    Già, Daphnee, le colline qui intorno sono innevate, difatti oggi ho sentito un gran freddo, mi sono difesa a base di termosifoni, ma stamattina sono dovuta uscire di necessità perché erano finiti i croccantini per i mici miei clienti…Il pomeriggio il senso di freddo è aumentato, non ti dico l'artrosi come mi si è ringalluzzita. Adesso sto bene, la casa è bella calda. E i vostri commenti mi allietano l'anima.
    Giovanni, anch'io ti voglio bene ed è bellissimo, penso alle tue disillusioni, tutti prima o poi ne riceviamo e talora ne diamo. Allora coraggio, vale la pena sperare anche se fosse una possibilità su un milione, e non mi pare che tu possa avere questa striminzita statistica. Un incontro con Gesù nel presepio può rianimare ciascuno di noi. Egli non ci fa prediche né rimproveri, lo vedi come nascono gigli e rose nella neve là dove non c'era niente?
    Cristina, umile, generosa e geniale poetessa, dare il sostegno sì, è senz'altro più facile  che accettarlo. Eppure non possiamo farcela da soli, abbiamo bisogno degli amici, la poesia è una grande passione, condividerla è una magnificenza. Sono sicurissima che gliela farò anch'io a leggere i video con le mie poesie.
    Buonanotte a tutti, vivete felici.

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  9. Son tornata un pò bambina, e un pò ho sorriso anch'io, cara Mimma, e donare un sogno e  un sorriso a qualcuno è il più bel regalo che si possa fare!!
    Grazie!
    Graziella
    Attendendo la tua voce….e il Natale….

    Graziella

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  10. Soave. Chissà perché quella pecora nera che si accuccia subito vicino a Gesù e gli dona il fiocco rosso cui teneva tanto mi ricorda qualcuno
    Mi hai immersa in un'atmosfera trasognata di bontà, carità e bellezza: quando parli del tuo Amore dai il meglio di te

    grazie per questa gradevolissima storia

    francuzza

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  11. Temevo di non vederlo più…
    Il mattino di ogni giorno,
    tra merli, passerotti,cinciallegre,
    tortorelle, capinere e cardellini,
    intenti a “pasteggiare” nel mio giardino
    lui non c’era più.
    Quest’oggi era di nuovo lì, in disparte
    da tutti, come una piccola palla su
    stecchini di zampette…il mio unico
    pettirosso del giardino…
    ( fuori tema)

    (cliccare sulla immagine )

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  12. Sono emozionata da questo racconto e dal suo dolcissimo significato, e ti ringrazio per avercelo fatto leggere. Ti confesso anche che  pure io avevo finito di scrivere una storia brevissima incentrata su una stella cadente e la grotta ma, dopo avere letto questo tuo racconto, non so se avrò più il coraggio di postarlo.
    Un sorriso, cara amica.
                         

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  13. Ragazzi, ieri sera sono cascata addormentata presto e mi sono svegliata all'una di notte, ho messo in moto la lavatrice e aperto il computer, così adesso non ho per niente sonno e posso dedicarmi ai miei sollazzi. Voi siete il mio sollazzo. Ecco.
    Francesca 05, quando una mia fantasia vi rasserena e fa sorridere soffiando sull'amore che è in voi, io mi sento la donna più felice, significa che il dono è stato accolto e ha dato un po' di calduccio, non è davvero poco. Ieri, mentre aspettavo che arrivassero mia sorella e mio cognato, ho fatto degli schizzi inerenti a questa fiaba, su un foglio di novembre del calendario vecchio. Se sapevo che sarebbero venuti così bene pigliavo direttamente il foglio d'album. Si possono rielaborare, ma ci vuole tempo, e poi vanno finiti. Uscivano dalle mie dita quasi da soli.
    Grazie della deliziosa immagine coi bambini, quelli siamo noi e Dio è la mamma. Le sofferenze ci sono e non piacciono a nessuno, la vita è dura, ma bella e vale la pena lottare pur di vivere il Natale.
    Francuzza, la pecora nera col fiocco rosso, non è scritto, ma ha gli occhi azzurri…ah, aah, ah, porta pure gli occhiali. È una sagoma, in questo momento ha starnutito energicamente. Dici bene, quel Bimbo nato per morire d'amore ha suscitato perfino nella mia povertà una tenera corrispondenza.  Ed ho belato anch'io una nota soave, contagiata dal canto degli angeli.
    Barone rosso, grazie del bel video. Come capisco la tua gioia nell'avere visto nuovamente in giardino il pettirosso amico. È un gentile regalo di Natale del cielo a te e a noi, che condividiamo la gioia dei nostri amici.
    Il tuo pettirosso non è fuori tema, nel presepio stanno bene tutti gli innocenti e quelli desiderosi di innocenza o che la rimpiangono pensando di averla perduta. Quindi ci siamo tutti noi così come siamo, coi nostri animaletti e i nostri più amati vivi o morti alla terra, comunque vivi dentro di noi.
    Happysummer, ci mancherebbe, posta il tuo racconto, verrò con gioia a leggerlo e commentarlo. Attingiamo ad una ricchezza comune, a disposizione di tutti: la stella, la grotta, il Natale. Un po' di sollievo ai nostri giri e rigiri alla ricerca della gioia.
    Buongiorno a tutti, buonanotte o quello che è.

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  14. Ciao, Mimma!
    Ho un collegamento "pirata" che va e viene, allora  ne approfitto di quest'attimo. Avevo letto ieri il raccontino, ma non ero riuscita a lasciare niente perché il pirata s'era interrotto. Ora ti volevo dire che mi piace ancora di più con le illustrazioni che hai aggiunto. E comunque, sono sempre educativi i tuoi racconti. Brava, si vede che c'è lo zampino dell'insegnante!
    Un abbraccio,
    da CdO

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  15. Ciao dolcissima mimma, mi piacerebbe tanto conoscerti!… la tua fiaba-metafora mi ricorda che a volte il mistero è una fonte di luce troppo forte da rimanere abbagliati!!….andare olltre… il sogno può diventare realtà!
    BACIONEEEE!!
    Chiaretta

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  16. Bravissima, ho le lacrime agli occhi, credimi è la verità, mi sono commossa. Adoro queste storie, cara Mimma, mi sembra di tornare bambina, di quando aspettavo il Natale con spasmodica ansia, ma non per i regali, non c'erano allora si aspettava la Befana, attendevo il Natale perchè sentivo dentro di me l'emozione della nascita di Gesù Bambino. Anche ora la sento , ma con una nota diversa: ciò che vive un bambino è differente da un adulto. E poi come hanno trasformato ora il natale, consumismo sfrenato per ritrovarsi alla fine con tanto stress accumulato.
    Grazie cara, tornerò a leggere, complimenti anche per gli schizzi, sei proprio brava!

    un bacio
    annamaria

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  17. Scusa Dolù,
    sono rimasta assente per un po' … ma non ho proprio avuto tempo.
    Mi rifarò … oggi no … ma forse domenica riuscirò a leggere la tua storia …
    Baci e baciotti
    Cristiana

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  18. … Io entro qui in punta di piedi per merito di una dolcissima Amica  che abbiamo in comune. Adoro le favole di tutti i tipi, antiche e moderne e da tempo non mi capitava di trovarne una nuova. Da ieri mi ritrovo con questo bel regalo, persino illustrato, e mi rendi conto che non potevo chiedere nulla di meglio. Perciò grazie, grazie davvero 🙂

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  19. Buonasera, amici carissimi, benvenuti a tutti. CdO, non riesco a capire chi tu sia, se ritorni me lo spieghi? Grazie, in ogni caso, delle tue parole. Mi dispiace che il tuo collegamento vada e venga, purtroppo prima o poi capita a tutti e, in quel caso, ci sentiamo "strani".
    Ciao, Cristina, ho pensato che gli schizzi fossero carini e ci stessero bene, ma ho dovuto fare un lavoraccio per inserirli.
    Buonasera sorella-amica Iole, bentornata. Ti voglio un mondo di bene, anzi un Natale di bene.
    Annamaria, anche a noi i regali arrivavano per la befana e tutti aspettavamo che nascesse Gesù, ma nel presepio lo mettevamo subito perché ci sembrava triste e insignificante senza il Bambinello. A casa nostra Lui nasceva il giorno dell'Immacolata, quando la mamma, ad uno ad uno, scartava i pastori come se ognuno fosse un tesoro da preservare.
    Papà era bravo a fare le casette con i vecchi scatoli, ritagliava le finestre e le porte e, se era in vena, le dipingeva. Noi piccole guardavamo ammirate.
    Avere trasformato queste gioie innocenti in un affare economico vergognoso con abbuffate e dieta successiva è uno snaturamento ignobile. Nessuno nega un regalo o un panettone, ciò che non va è l'eccesso tipo ultimo pasto del condannato.
    Cristiana, io sono ben felice di vederti, ma considerati sempre libera con me, leggere e conmmentare deve essere una gioia pura. Vieni qui quando puoi e hai voglia, senza preoccupazioni.
    Caro Raymond, ed io ti ringrazio per avermi invitata su tuo blog. Anche qui, talora, c'è stato qualche disturbatore, finché è stato possibile ho cercato di recuperare le persone, quando ho capito che non c'era niente da fare le ho cancellate da questo blog e dai miei pensieri. Se le stesse persone volessero ricominciare, scriverò a splinder e gli faccio chiudere i blog.
    Ma non sarò io a tenere riservato questo blog, che voglio aperto a tutti. E come vedi dalla qualità degli amici presenti, le cose funzionano, basta isolari quei pochi.
    Hai ragione: Daphnee è una dolcissima amica.
    Happysummer, sei un tesoro a tornare per rileggere questa fiaba, ho voluto fare un tuffo nell'amore innocente. I tempi sono dolorosi e difficili per tutti, occorre riprendere fiato e festeggiare un Natale di speranza.

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  20. Hai ragione, Chiaretta, ma solo perché volevo approfondire il tuo discorso, tu dici che a volte il mistero è una fonte di luce troppo forte e ci lascia abbagliati e contemporaneamente assetati di andare "oltre",  in due parole sei riuscita ad esprimere questo anelito umano.
    Certe volte nei commenti siete sorprendenti. Ci accostiamo a Dio con la preghiera e ne conosciamo un barlume lucente, ci esprimiamo come possiamo per dire la gioia di avere trovato il Bambino e di nascere con Lui, il suo Natale e il nostro Natale coincidono ed il Figlio di Dio risplende. Ce ne beiamo: sono le prime esperienze, ma ben presto la Sua luce ci acceca, allora sperimentiamo il buio, che è patrimonio umano di tutti su questa terra. Io penso sempre che l'altra vita, quando la troppa luce sarà visione, vivrà di radici al sole: sulla terra è impossibile.
    Per ora siamo costituzionalmente incapaci di andare oltre, quello che sappiamo e quel pochissimo che percepiamo ci debbono bastare. Non è facile, ma non si scappa.
    Aura danzante e Gardenia: come ringraziarvi per la vostra presenza? Un abbraccio per le signore ed anche per i signori.

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  21. Sono ripassato per vedere i disegni sono sempre molto interessato alle forme d'arte. Mi piace molto il primo , quello con gli angeli e poi trovo un applauso per quella pecorella col fiocco rosso, mi ricorda le prime pecorelle del presepe che facevamo a casa da bambini. Le pecorelle avevamo il musetto in gesso e le gambe sembrava fossero di ferro rivestito di carta pesta mentre il corpo era lana vera arricciata e soffice come cotone.
    Un abbraccio dal falconier 

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  22. Frantzisca, ricevo tutto con gratitudine, sia la commozione che il bacio.E ricambio in eguale misura. Falconier, bentornato e grazie, anche io avevo, da piccina, le pecorelle di cui tu parli, col musetto di gesso e il corpo ricoperto di lana vera. Un abbraccio a tutti.

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  23. Una notte speciale, quella in cui nasce Gesù, e tutto s'illumina di nuovo sentimento.
    Un'atmosfera bellissima, MImma, in cui vince la solidarietà e l'affetto…
    Esistono davvero queste situazioni che tu descrivi in questo modo toccante e ci sono anche  queste offerte gratuite d'amore…
    L'essere umano non è poi così male se  solo vuole…
    Bravissima ! E' un racconto che scalda il cuore, grazie !!!

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  24. Oh Dolù è una storia bellissima … una delle storie più belle di Natale.
    L'amore trionfa sempre, sempre!!!
    Grazie di questo tuo dono : storia e disegni splendidi.
    Sei DOLCISSIMA E BRAVISSIMA mia cara Dolù.
    Un abbraccio tenero
    Cristiana

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  25. Paolam e Cristag, benvenute, questo post è un afflusso di pastori, me compresa, e tutti andiamo a guardare il Bambino, riceviamo e regaliamo amore, facciamo un altro passo piccolo, ma necessario. Qui io imparo molto ogni giorno, ogni tanto la mente si apre, appare un nuovo cielo o speranza. E vedo chiarissimamente che tutti siamo amati ed amiamo così come siamo, è vero, personalmente potrei essere un po' meglio, cercherò di smussare i parecchi angoli sporgenti del mio caratterino nient'affatto facile. Ma non occorre poi sforzarsi tanto: l'arancia non fa fatica a diventare matura, grande , bella a vedersi e dolce da mangiare, piena di vitamine. Cresce perché è viva ed il suo compito è crescere. Vivete felici. 

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  26. Arrivo in ritardo e non sono più riuscita a vedere il video di Cristina, ne’ ad ascoltare la sua voce, ma ho provato un grande piacere a leggere la tua storia e ad osservare i tuoi disegni. Abbiamo tanto bisogno di storie positive, di buoni sentimenti, di racconti pieni di dolcezza!
    Ti abbraccio e ti lascio i miei migliori auguri per un felice Anno Nuovo, sperando che tu abbia trascorso un sereno Natale.

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