I misteri dell’Ermetismo: lo stile


Ci sono, in poesia, degli elementi in comune, che oltrepassano le mode storiche.
Il primo è la conoscenza perfetta della lingua nella quale l’autore scrive.
Se io possiedo, e non solo per sentito dire, la grammatica e la sintassi italiane,
posso esprimermi efficacemente.
Il secondo elemento necessario è la voglia del dire comunicando:
si scrive per se stessi e per gli altri simultaneamente.
Punto terzo: l’originalità. Leggere è soltanto l’inizio e non si piglia spunto
dalla poesia altrui scopiazzando qua e là e rielaborando furbescamente,
sempre che il rifacimento riesca. Non funziona così, è dentro se stessi
che si scava, non nelle cose degli altri.
Lo studio continuo è indispensabile, ma uno che studia non è automaticamente
un autore né prosastico né poetico.
Lì deve scoccare la passione malgrado tutto, perché la poesia sovrasta la
cultura come il volo dell’aquila quello della gallina.
Difatti è la passione che attraversa la storia formando il presente poetico.
Dante e Saffo sono attuali oggi come ai propri tempi.
Ciò che colpisce nei grandi è l’incisività.
Dante: La bocca sollevò dal fiero pasto (Inferno, canto XXXIII)
            La divina foresta spessa e viva (Purgatorio, canto XXVIII)
                    L’amor che move il sole e l’altre stelle (Paradiso, canto XXXIII).

Saffo: Mi pare simile a un dio
colui che ti siede di fronte
e ti guarda mentre parli dolcemente.
                                       (Ode della gelosia, purtroppo frammentaria)

Gli altri due elementi comuni sono la semplicità espressiva e la vitalità.
Il resto è impalcatura e moda che passano, se non zavorra da gettare.

                                                                   Domenica Luise

Vi comunico che QUI è stata pubblicata una mia poesia sul suicidio
che ho scritto da giovane, se volete potete leggerla e partecipare
alla conversazione.

 

 

 

33 pensieri su “I misteri dell’Ermetismo: lo stile

  1. grazie Mimma di questo post, lo trovo semplice e chiaro perfino per i non addetti ai lavori.. e dire che invece i "poeti" si azzuffano per una parola

    Oggi ho pubblicato nel mio blog un'altra delle tue vecchie poesie (è la terza che trascrivo). Mi farebbe piacere se ci passassi anche solo per dare uno sguardo. Certo.. oltre quella che hai visto tu, ne ho scelto altre come Un fatto di cronaca e Il suicida che sono argomenti seri, ma penso che attraverso uno sguardo da "credente" autentico, privo di formalismi, ma pieno di amore.. per Dio e per il fratello (perfino quello ancora non nato) si possa cambiare il mondo.

    Un saluto 

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  2. Buongiorno o buonanotte a tutti o quello che è. Eccomi qui pimpante o quasi e comunque sbadigliante. Ciao, barone rosso, benvenuto. Cara Letizia, sono passata nel tuo blog e ho partecipato alla conversazione sul suicidio, ti ho anche fatto il link al blog: apri L'usignola Mimma, vai alla tua sinistra, su categorie, e vedrai "agape" in ordine alfabetico tra i link amici al secondo posto. Sono contenta che le poesie del mio libretto di quand'ero giovane abbiano prodotto un loro seme. Grazie, ti abbraccio.

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  3. Bellissimo blog, profondissime riflessioni, che vanno all'Essere. Ci sarà tempo per rileggere, meditare, riflettere…

    "… come il volo dell'aquila (sovrasta) quello della gallina": un immediato pensiero a quel grande Anthony De Mello quando affermava che si è nati per volare, alti, come aquile reali, maestose, libere… mentre molti di noi son costretti dalle vicende della vita a dover restare come… polli castrati in stie obbligate con quei capponi; i quali, vedendo che quell'aquila ridotta a pollo è ben diversa da essi, la spennano, la beccano, la finiscono…

    Grazie, grazie di cuore, davvero, per tutto quanti esprimi, la Poesia, che  nasce dal cuore, dalla mente, dall'anima ed è irripetibile, unica, vera, sentita, passionale ad appasionante… Una ricchezza. Di umanità, di sentimenti, cioè di spiritualità.

    Un cordiale saluto.

    Abele
    (dal blog di elleletizia).

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  4. Quando si ha nel cuore il desiderio di esprimere calore umano, che è umanità, verso gli altri in generale; interesse, attenzione, pathos verso il fratello e la sorella che ci camminano accanto, si esprime autentica spiritualità, che non è (soltanto) quella della… religione.
    E' ciò che ci manca e che sta mandando alla malora il nostro mondaccio di supponenti, prepotenti, arroganti, superbi padreterni, "tu non sai chi sono io!",  egoisti ed edonisti…
    Io resto semplicemente estasiato quando incontro espressioni di tale spiritualità.
    Ed anche incoraggiato per poter continuare a… restare a galla!
    Forse sono un idealista, spennato come quell'aquila costretta a dover restare nella gabbia dei pollastroni…

    Abele (2)

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  5. "la poesia sovrasta la
    cultura come il volo dell’aquila quello della gallina.
    Difatti è la passione che attraversa la storia formando il presente poetico."

    Mi ritrovo in tutto quello che hai detto, ma il periodo evidenziato è una verità così incisiva che andrebbe pubblicato da solo o scolpito.

    ciao

    franca

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  6. Cara mimma, avverto proprio la necessità di condividere in proposito,  come dicevo sotto, nei precedenti commenti, non mi interessa più scrivere gradevoli poesie, piuttosto dare risposta a una reale esigenza scrittoria, soddisfare l'impulso che è il motore della poesia, o intuizione come vogliamo chiamarla.
    Penso (e non scopro l'acqua calda) che, a meno che poetare sia un piacevole hobby, è necessario sviluppare una coscienza di sè, una propria etica creativa che permetta di capire la propria verità poetica e di conseguenza darle vita nel modo più puro e reale senza orpelli, zavorre come tu stessa dici. Per me raggiungere questo stato significa "liberarsi"
    da ogni clichè o filone modaiolo e anche quando si volesse forzare un testo o una produzione poetica all'interno di una qualche corrente letteraria, se si è stati "onesti" con sè stessi, meglio, fedeli a sè stessi, non se ne risente il colpo, o se ne risente meno.
    C'è anche il rischio che questa operazione liberatoria e minimalista (adesso voglio esagerare) porti a un isolamento, alla solitudine, perchè accade che non si venga capiti, in quanto la parola per sua natura comunica e la sua drastica compressione o  nuova connotazione simbolica riduce, complica questa possiblità.
    Queste sono esclusivamente mie opinioni opinabili. Penso che il confronto, in qualsiasi campo, produca crescita e mi piacerebbe che ci fossero più condivisioni in materia.  Intanto grazie mille per questo prezioso spazio e un abbraccio e un caro saluto agli amici poeti, e a te mimma, bella nella tua nuova veste di libellula (leggasi "dimagrita").
    Ciao ciao e tanta buona scrittura a tutti.

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  7. Passo. leggo ma no ce la faccio a commentare per un impegno forte in casa , comunque brava mi piace quello che  hai scritto.
    Sulla poesia del suicidio vorrei tornarci con calma , mi interessa molto la discussione.Un caro saluto.

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  8. Benvenuto, Abele, finalmente un altro signore si unisce alla mia sparuta schiera maschile. I tuoi commenti mi hanno dato gioia, è bello non solo leggere dietro lo schermo, ma anche intervenire dicendo sinceramente la propria opinione. Abele, io credo di capire che la Divina Poesia si effonda da sempre per sempre in amore non solo di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo in Se stesso, ma anche in tutta la creazione. Lo Spirito Santo è la Divina Poesia in dono all'essere umano ed è gioco, fantasia, tenerezza materna e abbandono filiale, fraterno e nuziale.
    Una pienezza d'amore che permea la comunione dei santi, dove il tempo e lo spazio non esistono più perché non occorrono oltre.
    La poesia umana esprime il dolore e l'amore che riusciamo a provare nelle nostre vicende storiche così labili eppure così eterne, cambiano le persone, gli animali e i vegetali, la vita continua.
    La morte è un accidente occasionale. Un castigo, una purificazione, quello che vogliamo, ma è così poco che nemmeno esiste.
    Grazie, Abele, per avermi dato l'occasione di approfondire un colloquio prezioso.
    Grazie, Francuzza, per il tuo costante incoraggiamento: non sono di acciaio inox, fortunatamente, direi, sono di carne, sangue, anima e fragilità, ho bisogno del vostro sostegno. Non traditemi troppo per facebook!
    Angela, scrivere gradevoli poesie sarebbe così poco da essere niente. La tua è una crescita, stanne sicura. Non forzarti, resta serena, va bene così. C'è un momento nella vita dei poeti migliori in cui è la poesia a scriversi come sussurrando all'orecchio parole amorose, con una larga dimensione di segreto, l'autore acchiappa frammenti di un tutto ineffabile ed osa balbettarne. Non è una composizione, bensì un afflato. E dopo c'è sotto la mia firma, ho partorito qualcosa che non viene dalle mie forze ed umilmente lo so.
    Angela, la solitudine è inevitabile. Si ottiene anche con molto meno. I poeti sono come i mistici: un po' stranieri alla terra, che pure è bellissima.
    Sono dimagrita per motivi di salute, Angela cara, tuttavia anche la mia veterana vanità è appagata: è un piacere sentire belli lenti quei pantaloni dentro i quali schiattavo. Tuttavia dovrei togliermi altri quattro o cinque chili per sentirmi bene, ma non psso perché mi sono sciupata un po' troppo.
    Dimagrire è facile: basta togliere spietatamente tutti i dolci e le bevande industriali.
    Falconier, allora ti aspetto quando puoi e grazie comunque per esserti fermato con parole incoraggianti.
    Buonanotte, cari.Stasera crollerò presto, ieri e oggi ho faticato un bel po'.

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  9. Grazie, di cuore, a te, cara Mimma, per il tuo commento che porta a profonde, coinvolgenti rflessioni, che vanno all'anima (o a quella "cosa" che  solo la creatura umana sente, e sente di avere dentro di sè).
    Avrò tempo per ritornare con calma, a rileggere, a meditare.
    La Poesia è quel sentire, che è un "unicum", un tutt'uno, spiritualità che è umanità, sentimenti di fraternità, fra creature di un Creatore…

    Cordialmente.

    Abele.

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  10. Già, Abele. La poesia è il mare nel quale confluiamo come fiumi e lì ci appaghiamo, di qualunque religione o non religione sinceramente siamo.
    L'appagamento poetico (come quello mistico della preghiera) dura un po' di tempo, svanisce e riprende magari in modi diversi e sotterranei. Poi c'è l'aridità, che è quando il prato secco è pronto alla divina scintilla. Per questo dico sempre a qualche amica preoccupata perché non scrive più di stare tranquilla: non scriviamo né preghiamo con le nostre sole forze o studio o buona volontà o rimarremmo alla fredda composizione.
    Grazie della tua presenza.

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  11. Mimma, forse sto… inflazionando il tuo blog, ma trovo molto profonde e sentite le tue riflessioni, che ritorno a rileggere e a meditare.
    "L'appagamento mistico della preghiera… svanisce e riprende in modi diversi e sotterranei… l'aridità, quando il prato secco è pronto alla divina scintilla…".
    "La poesia umana esprime il dolore e l'amore… è il mare nel quale confluiamo come fiumi e lì ci appaghiamo".
    Ci sarebbe da scrivere all'infinito. Ma temo di essere parolaio, prolisso, logorroico e, mi diceva un amico sociologo, a furia di meditare e parlare di cose tanto profonde, rischi di… restare, laggiù, in fondo, sol soletto perchè alla gente interessa soltanto stordirsi di rumori, superficialità, divertimenti, banchetti, edonismo…
    Forse anche per questo allora che ci illudiamo di avere una "felicità" solo quando si hanno cose e case ed averi, apparenze, danari, bella vita?
    Certo che è così, l'hai capito solo adesso?
    No, la felicità è sentirsi sereni perchè, dentro, si è; ma forse son rimasto un povero idealista.
    Scusami il mio… sproloquiare.
    Grazie perla tua pazienza e per l'ospitalità.
    Cordialmente.

    Abele.

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  12. Grande capacità espressiva e profonda sensibilità: hai compreso benissimo il mio commento…grazie della tua dolce risposta: mi hai toccato il cuore..a volte basta una frase carismatica per sentire il mio respiro più profondo.
    farò ciò che mi hai detto…come non potrei?
    Grazie di cuore 🙂
    Se avrai tempo ti invito a leggere qualche mio post nel mio blog LUCE: ci sono delle riflessioni di pura sofferenza importanti, leggi i primi post…gli ultimi non vanno molto bene, ho difficoltà ad ascoltare le mie senzazioni.
    Ti auguro una felice domenica
    Chiara

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  13. Abele, togliti per sempre dalla mente l'idea di inflazionare questo blog, magari ne avessi tante inflazioni di questo genere. Ti propongo una cosa, gira in tutte le pagine e, quando ti piace qualcosa, ringiovaniscimi il post commentandolo con le tue belle riflessioni, sono un dono ed una corrispondenza inaspettata.  Io vedo subito gli ultimi commenti alla mia sinistra appena apro e rispondo al più presto. E comunque hai ragione, l'edonismo annoia. Ripenso sempre ad una frase di S. Agostino molto nota: È inquieto il nostro cuore, o Dio, fino a quando non riposa in Te.
    Questa è l'unica verità,. E dopo avere provato una scintilla di quel riposo, si entra nello struggimento " perché appressando sè al suo disire nostro intelletto si profonda tanto che dietro la memoria non può ire" (Dante, Paradiso). E quindi non si ricorda il gusto, che è svanito né si può riacciuffare, ma rimane qualcosa di potente in mezzo all'anima.
    Chiara, che gioia il tuo commento, considera questo blog come la tua casa. Io sai come lo immagino? C'è un bosco opulento e un piccolo fabbricato un pietre irregolari, una torre sta su un lato, alla mia destra e c'è una finestrella coi vetri colorati alla quale mi affaccio per guardare la magnificenza intorno, che sono il dolore e l'amore. Il dolore è l'amore in maschera. Il tuo, il mio, il nostro.
    Verrò con gioia sul tuo blog, ti dirò cosa ne penso e saremo amiche.
    Mikemcold: ricambio l'abbraccio.
    Vivete felici.

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  14. no! ho ancora sbagliato.ho cambiato quattro blog ecco la confusione..
    speriamo bene altrimenti guardo bene domani.
    oggi è stata una giornata difficile
    allora il blog è : cinzia20.blogspot.com…speriamo bene
    buona notte 🙂

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  15. "… guardare la magnificenza intorno, che sono il dolore e l'amore. Il dolore è l'amore in maschera. Il tuo, il mio, il nostro": una splendida comunione di umanità e fraternità. Tralci, magari lontani tra di loro, come noi sul piano materiale, ma uniti idealmente e concretamente nella stessa Vite, con la stessa linfa.
    Una espressione di immensa spiritualità che va oltre le parole e rende il tuo blog quasi come… un santuario di fraternità nel quale ci sentiamo davvero uniti come creature dello stesso Creatore.

    Peccato che io sia un "utente anonimo" obbligato e non posso esprimere null'altro se non i miei limitati commenti. Resta grande l'adesione e la condivisione ideale con il tuo, vostro, nostro "sentire".
    Grazie.

    Abele.

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  16. Uno scritto resta nel cuore quando è coinvolgente e fluido, una poesia è un raggio di sole che abbaglia quando s'imprime sia per lo stile che per la raffinatezza. Condivido tutto quello che hai scritto: vi sono scritti e poesie che non temono le mode erano e saranno sempre attuali.  La passione è fondamentale per il vero poeta e scrittore. 
    I tuoi scritti, cara Mimma, oltre che belli, avvolgenti, profondi e, a volte, ironici, sono originali e fantasiosi, e non è da tutti; ti faccio tanti complimenti, di vero cuore.

    un bacio
    annamaria  

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  17. Chiaretta, tesoro, non ti porre problemi: domattina, a mente fresca, mi mandi l'indirizzo preciso. Anch'io di sera, certe volte, mi sento cotta. Poco fa mi ero addormentata fuori orario, poi mi sveglio la notte e faccio ore di insonnia. Mah. Poi ripiombo di giorno. Coraggio, piccola: la sofferenza deve essere davvero l'unica moneta sempre valida, il mondo ne è pieno in una maniera o nell'altra e tutti abbiamo la parte adatta a noi.
    Caro Abele e utente anonimo obbligato, io non sono una donna curiosa, intravedo un barlume della tua anima e mi vai benissimo così come sei. Grazie a tutti gli amici vecchi e nuovi. Un abbraccio serale e vivete felici.

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  18. Annamaria, amica dolce e generosa, i nostri commenti si sono intrecciati affettuosamente. Grazie della tua presenza su questo blog. Un abbraccio fraterno a tutti. Passo, chiudo e riapro domani.

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  19. Dai il tempo a Mimma, amico Pasquale che ripassi per un saluto e il solito caffè, di cliccare su "usignolastonata.splinder" dove hai lasciato un tuo pensiero…
    Intanto ripassa per il solito caffè…

    Abele.

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  20. Quando ciò che si scrive, sia prosa che poesia, viene prepotentemente da dentro lascia sempre qualcosa di importante a chi legge…
    per impalcatura intendi la metrica ?

    bacini bacini

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  21. È verissimo quello che dici, Paolam, se io scrivo sotto ispirazione rimane sempre qualcosa in chi legge. Ieri in televisione ho incominciato a vedere un film sulla storia di due tigrotti, bellissima fotografia e qualche scena di animali che sarà costata fatica immensa, ma mancava l'afflato, l'ho chiuso a metà. Però scrivere sotto ispirazione non basta, ci vuole anche la cultura, che tuttavia non deve essere prevaricante o sarebbe soltanto uno sfoggio del proprio impegno nello studio. La poesia va ben oltre.
    Insomma leggere gli altri poeti con passione non è sufficiente per diventare poeti.
    Per impalcature non intendo la metrica e la rima: se mi ispirano sono liberissima di usarle, ma in quel caso non posso fare zoppicare i versi, debbo conoscere la metrica senza addomesticarla quanto mi pare. O metrica o non lo è, o è rima o non lo è. Una volta appurato ciò, sono anche libera di inventarmi una metrica a modo mio, ma se ci sono delle regole, per quanto create da me, debbo seguirle sempre e no a comodo. Dopo di che è necessario che il risultato siaa naturale e non forzato.
    Per impalcature intendo l'aggettivazione eccessiva, più aggettivi metti e meno dici, ce ne vogliono pochi, ma pregnanti, meglio di meno che di più. Intendo anche una lisciatura esasperata della forma, l'esibizione di cultura, insomma tutto ciò che è eccessivo e toglie incisività al pensiero. Quando il palazzo è finito si deve togliere il ponte di legno e ferro sul quale sono saliti gli operai per lavorare, ecco, queste sono le impalcature poetiche. Il proprio studio non si deve vedere, la poesia deve sembrare essersi fatta da sè passando per l'anima dell'autore e toccando quella del lettore.

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  22. Mimma, eccomi!
    Arrivo forse tardi per poter seguire come amo fare queste riflessioni che si dipanano dal tuo post, che si irradiano quasi.
    Torno con calma. Un abbraccio

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  23. Ciao mimma, condivido quello che ho letto: ciò che nasce da dentro lascia un segno. Però non dev'essere lo scopo, almeno per me, almeno in questo momento. Se qualcosa viene da dentro  e mi costringe a scriverlo, lo scrivo e basta, qui sta la purezza della poesia.
    Quindi posso comprendere col senno di poi quello che diceva Emily Dickinson: di non darsi alla stamperia.
    Diciamo che lo comprendo a livello emotivo, spirituale.
    La condivisione invece è diversa, lei non aveva questi strumenti moderni, simultanei. Scriveva lettere ok, sembrano cose lontane anni luce.
    Era diverso, oggi tutto è inflazionato, le mode cambiano velocemente e la poesia viene fagocitata dalla miopia generale.
    Così bravi poeti non vedranno mai la luce. Allora perchè scrivere? E torniamo sempre al solito discorso. Scrivo per me o per chi? E continuo a scrivere anche se non importa niente a nessuno?
    Se mi fa bene scrivo, altrimenti non scrivo più.
    Se l'impulso è irresistibile scrivo, altrimenti no. Mimma sono rilfessioni che aiutano me stessa,  mi aiutano a capirci qualcosa e comunque non preoccuparti. Un abbraccio grande e di gratitudine per questo spazio meraviglioso.
    Angela

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  24. Benvenuta, Marzia, che bei ciclamini, è un fiore che amo molto. Sa di bosco, felci e giovinezza, quando mi inerpicavo a raccoglierne grandi fasci e poi li guardavo ogni giorno, toglievo quelli sciupati e cambiavo l'acqua. Mi duravano a lungo.
    Oggi mia nipote Mariachiara mi ha regalato una rosa rossa gigantesca, bellissima, una a me e una a mamma Iole. Non c'era alcun motivo tranne l'amore.
    Hai ragione, questo post è breve, ma impegnativo, va centellinato.
    Lo lascerò un altro giorno.
    Poi noi, benedette donne, abbiamo sempre il carnet pieno di faccende domestiche da eterne angiolesse del focolare. Ci piace la casa pulita e la mensa invitante, ma quanta fatica. Il tempo per i nostri sfizi, tuttavia, va mantenuto, altrimenti distruggiamo noi stesse e diventiamo lagnose.
    Quindi difendiamo i nostri spazi di libertà, la cara famigliola può fare parecchie cose da sè, specialmente quando i figli diventano adulti, sono pronti per amoreggiare, possono bene stirarsi una camicia, maschi o femmine che siano.
    Uffa, li abbiamo viziati.
    Cara Angela, tu stai giungendo all'arte per l'arte, che deve essere lo scopo primario del poeta. C'è una spinta interiore irresistibile alla quale corrispondere, poi è ovvio che c'è anche l'aspettativa: a chi non piace essere commentato positivamente, accorgersi di essere valorizzato e capito? Non saremmo umani se fossimo totalmente indifferenti al successo. Dico solo che non è il successo importante perché siamo veri quando o scriviamo o moriamo dentro e continuiamo a scrivere anche se nessuno ci dà retta. 
    Il poeta non può fare a meno della condivisione, che lo spinge a scavare sempre di più dentro se stesso per toccare livelli elevati. È per questo che ti sembra poco quello che fai in confronto a quello che oscuramente intuisci. E finché saremo in questa fragile e meravigliosa carne, non raggiungeremo mai la pienezza, ci rimarrà una sete ed un anelito. Io identifico la poesia con lo Spirito Santo del Padre e del Figlio, il fiato d'amore eterno e scambievole, che si dona all'umanità. La visione inizierà dopo la morte del corpo, quando saremo liberi. Per adesso qualche barlume oscuro è soltanto un acconto.
    Ci vedremo "dopo", Angela, e comunicheremo come non era mai stato possibile, conosceremo magnificenze inesauribili, la pace, il perdono e molto di più. E non ci sarà differenza di religioni, sarà soltanto amore nell'eternità.
    In questo momento state dormendo tutti di sicuro, com'è umano che sia. Fate sogni felici e abbiate sollievo ad ogni pena.

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  25. Dunque mimma, parliamo di poesia.
    Che cosa  sia esattamente non si sa,
    ed ognuno ha tentato di dare di essa una definizione.Poiesis, come tu spesso ci ricordi, deriva da poieo , verbo greco che vuol dire fare, ma fare è tante cose: creare, agire, rappresentare…rappresentare dunque che cosa? La realtà esterna, oppure quella interiore,o quella immaginifica? Sì , io credo che Poesia sia tutto questo insieme,ma questo mai scisso da un valore assoluto “ La Bellezza”.La stessa arte è Bellezza e qui parliamo di Poesia in Arte, e non di quella “zavorra da gettare” che Arte non è, come tu stessa dici. Bellezza poi è sinonimo di armonia e nell’arte poetica l’armonia è costruita da quell’insieme di parole o significanti disposti secondo una pecisa conoscenza di regole grammaticali o di sintassi che possono anche essere sovvertite, cosa che avviene in certi autori moderni e contemporanei, ma non in modo casuale , bensì con spirito creativo , per quella spinta all’ unicità che lo stesso autore inconsciamente persegue ,espimendosi in forme fortemente personali  talvolta alogiche, aderenti al suo profondo. Partendo da questi presupposti possiamo attribuire alla poesia una definizione aggiuntiva ed esplicativa, relativa al suo termine ,ed affermare con certezza che” Poesia” è “ liberta”. L’ermetismo, mimma, a me pare il primo tentativo ben riuscito da parte del poeta di coniugare bellezza e libertà. Ungaretti, e quanti lo hanno seguito, hanno costellato la nostra letteratura di poesie bellissime che si sono svincolate dalla prosodia e dalla rima, scegliendo il verso libero e la libera parola, in un concentrato sintattico niente affatto tradizionale,e non per irridere la sintassi, ma per rendere il periodare più incisivo ed immediato,meno chiaro al lettore ma certamente più suggestivo perché in quella oscurità ,fatta di luci ed ombre, si captasse un plus di significati, un alone di mistero, atto a rendere libero l’autore di offrirsi al lettore
    in dosi stabilite solo da sè e allo stesso tempo a permettere al fruitore di cogliere liberamente dei significati  che gli sono congeniali. Ma l’Ermetismo è solo l’inizio di un percorso poetico ,in letteratura moderna, che sovverte il vecchio modo di scrivere poesia, che personalmente trovo interessantissime, oltre che artistiche, come i molti  altri linguaggi poetici postermetici che sono: il futurismo, il surrealismo, l’espessionismo ….insomma le avanguardie che si spingono fino allo sperimentalismo, sotto forma di attacco compulsivo al naturalismo ottocentesco , alle  stoppie  della vecchia cultura e della vecchia poesia che sono protocultura e protopoesia da cui partire ma da superare, per quel processo dinamico inevitabile , insito nella storia dell’uomo , ivi compreso quello strettamente letterario. Tali forme espessive possono apparire elitarie, astruse, e non sono certamente nazionalpopolari, ma io le condivido e non capisco come e perché si debba pretendere che la Poesia debba essere cosa di massa. Proprio il concetto di rendere la poesia accessibile a tutti, per quel falso senso di democrazia che ci ha poi omologati, ha determinato l' attuale precaria condizione in cui versa la poesia ed ha prodotto  una poltiglia poetica e pseudopoetica che germina e si propaga dappertutto, con in aggiunta la pretesa che essa stessa avanza, spudoratamente, di passare per Arte. Bisognerebbe invertire il percorso di marcia ed offrire poesia
    di nicchia con insistenza, educando il palato del fruitore a cose diverse, uniche,originali e più difficili. E’ solo questione di tempo, ma sono sicura che le masse , che poi tanto" masse" non sono visto che ormai sono state tirate fuori da quell’analfabetismo prebellico in cui guazzavano, riuscirà a comprendere la scrittura di qualità e a metabolizzarla.
    Mimma , ti ringrazio per aver lanciato una pietra nello stagno critico-letterario, che oggi è immoto. Dovremmo affrontare più spesso certi argomenti e dovremmo confrontarci  tra noi, con durezza e senso critico, spinto, verso noi stessi che scriviamo versi. Dei miei versi, ad esempio, amo i più complessi e cestinerei tutto quello che è troppo accessibile. Potrei essere in errore, ma al momento e dopo le abbondanti letture di poesia contemporanea che ho avuto modo di fare ,sono giunta a queste conclusioni. Avrei voluto dissertare ancora, ma non è possibile abusare del tuo spazio più di tanto. Mi scuso con te per questo.
    Ti abbraccio, cara amica…e a presto!(RIMA OHHHH!!!!!!!!!!):-))
    nunù 

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  26. Nunù, condivido quanto dici, e come lo scrivi bene, con quanta chiarezza. Le "masse popolari", che quanto più ignoranti rimangono tanto più facilmente sono gestibili come un gregge di grigie pecorelle, non sono poi tanto cretine come si può supporre. La prova? Quando Piero Angela iniziò quark, nessuno poteva immaginare il successo che simili programmi avrebbero avuto in Italia. Adesso di documentari validi ne abbiamo tanti, impegnativi al massimo, lunghi, infarciti di pubblicità eppure seguitissimi. Alcuni mi piacciono meno perché puntano troppo sulla spettacolarità, ma solitamente ci sguazzo. Ora, dico io, perché non mettere la poesia in prima serata almeno su Rai 3? Si dovrebbe iniziare con brevi lezioni preparatorie, un po' sugli argomenti che ho trattato io nella postfazione dell'antologia del Giardino dei poeti , lo scorrere nella poesia attraverso i secoli con estrema chiarezza fa capire bene lo sviluppo storico, poi quello è un filo di Arianna costante, che fa ritrovare la strada nel labirinto dove non mancano strade finte e chiuse, la zavorra, appunto.
    Il discorso tenuto oggi è già molto avanti e tu sicuramente non sei in errore: le "masse popolari" hanno bisogno di preparazione dalle fondamenta o non potranno entrare dalla porta stretta né capire che si possono sorpassare le impalcature esteriori della prosodia e della metrica soltanto conoscendole il più a fondo possibile perché altrimenti il senso del ritmo e la musicalità armoniosa non sussistono anche se, qualche volta, possono uscire a caso in poesie più felici. La sola ispirazione non basta, ci vuole una preparazione seria di fondo. Altrettanti dicasi per la sintassi, che è sorpassata, NON annientata e contraddetta per un rifiuto assoluto delle regole, magari dovuto a ignoranza la più abietta, a prepotenza e voglia di farsi avanti contro gli altri.
    Non sei stata lunga, mia cara, ma densa e chiarissima. Se vuoi leggere, quando ne hai tempo e voglia, gli altri post sull'Ermetsmo, fai clic qui sotto su categoria: i misteri dell'Ermetismo ed appariranno tutti dall'ultimo (questo) al primo, prossimamente ne pubblicherò un altro già pronto.
    Un abbraccio mimmiano e ti ringrazio per il prezioso intervento.

    "Mi piace"

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