La teoria mimmiana del cappuccino

Il cappuccino

 

Dunque: qui in famiglia e dintorni tutti conoscono il mio amore
viscerale,è proprio l’attributo giusto, per il cappuccino.
La mattina non transigo. Dentro una bella tazza panciuta riverso un
po’ di latte e molto caffè, che deve essere appena amarognolo.
Riscaldo a microonde e ci inzuppo, poiché sono in dieta, tutti i cereali
che mi pare, quelli semplici senza cioccolatto né mandorle né frutti secchi.
Con questo metodo dimagrisco rapidamente, se però passo
ai biscotti ingrasso nella stessa maniera.
Quindi niente dolci, mai o quasi: mi conforto col cappuccino.
Ecco.
Quando Iole era incinta di Mariachiara, io facevo il catechismo
ai bambini della prima Comunione la domenica mattina.
Avevamo un libro di testo che seguivo a modo mio leggendolo e spiegandolo
insieme ai bimbi. Rapidamente scattò fra noi un’intesa profonda per cui
la domenica, alla fine del catechismo, c’era la gara a chi mi potesse
stare più appiccicato e, soprattutto, impadronirsi di una delle mie mani.
Ricordo la risata del parroco quando, una volta, mi vide uscire
dalla saletta del catechismo con due grappoli di bambini,
uno a dritta e l’altro a manca, tutti vogliosi di sedersi
accanto a me durante la messa che sarebbe seguita.
Il culmine lo toccò Grazia, che faceva il fioretto di NON sedersi
accanto a me. Eppure io non sono una che incita alle “grandi” penitenze. Mah.
Grazia era un caso a parte, adesso è una dottoressa e pittrice.
Mi disse, sottovoce, che Gesù “le allargava il cuore”.
Ricordo come avvenne quella preziosa confidenza. Basterebbe
un momento così ad accendere una luce perpetua nella vita di una catechista.
Ora il libro di testo iniziava col segno della croce e un accenno
alla santissima Trinità.
Ed io dovevo spiegare un tale argomento a una schiera di infanti inquieti,
perché all’inizio gli allievi non sanno cosa li aspetta e provano
a divertirsi un po’, dopo ascoltano per rendersi conto con chi hanno
a che fare e, se trovano un punto debole, non li pigli più.
Non ricordo se mi sono raccomandata l’anima a Dio il primo giorno, all’incontro,
ma suppongo di sì poiché lo disturbo continuamente per molto meno.
Ho detto che c’è un solo Dio in tre persone e ogni persona ha un proprio compito.
Il Padre crea l’universo, la terra e tutti gli esseri viventi; il Figlio
si sacrifica sulla croce per salvare ognuno di noi e lo Spirito santo
tiene sempre uniti Padre e Figlio col suo amore e dove va l’uno
lo segue anche l’altro perché stanno sempre abbracciati.
Ho abbracciato due bimbi: <Se noi ci vogliamo tanto bene e
non possiamo vivere separati, dove vado io ci siete anche voi>.
A questo punto mi è venuta l’ispirazione: <Che cosa mangiate la mattina?>.
Subito è iniziato il coro: il latte, il cioccolatto, il cappuccino.
Appunto.
<Prendiamo il cappuccino, come si fa?>.
<Col latte, col caffé, con lo zucchero>. Questo lo sapevano tutti.
<Quindi ci vogliono tre cose diverse, come le tre Persone della santissima Trinità>.
<Certo, tre cose>.
<Allora al Padre che crea tutto l’universo ed è come una mamma
facciamo fare il latte?>.
I bambini riconobbero che il ruolo del latte gli calzasse a pennello.
< E a Gesù, che prova i dolori della croce, cosa facciamo fare?>.
<Il caffè perché è amaro>.
<E allo Spirito Santo lo zucchero, che addolcisce latte e caffè>.
Tutti d’accordo.
<E dopo che mescolate il cappuccino, potete più separare latte, caffè e zucchero?>.
La risposta fu un coro trionfale: <NOOOOOO>.
<Proprio come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo> conclusi, anch’io in trionfo.
Dopo un anno, le prime Comunioni si avvicinavano e ne interrogai uno.
<Parlami della santissima Trinità> dissi.
<La santissima Trinità è come un cappuccino> rispose lui.
< E noi siamo il biscotto che s’inzuppa dentro> concluse un altro.
Dieci con lode a tutti i bimbi.
Diteglielo a qualche teologo…ah, ah, ah.
 

                                             Domenica Luise              
 
 

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25 pensieri su “La teoria mimmiana del cappuccino

  1. Quando si dice avere fantasia, Mimma, questo episodio che ci racconti sembra una favola da quanto è delizioso. Adesso anch'io ricorderò il cappuccino come metafora divina !Sei una forza della natura, Mimma, per fortuna che ci sei a darci sempre  quel pizzico di buon umore in più con queste belle storie d'amore vere…Dieci e lode, ecco

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  2. certo che è stata una fortuna per quei bambini averti per catechista anziché un vecchio barbogio di parroco!…hai spiegato loro un concetto infinito facendolo entrare in un cappuccino.non ti è mai mancata la fantasia, eh?ciao, grazie di questo bell'aneddoto.

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  3. Buongiorno, care, sono contenta che le mie "parabole" vi piacciano, è stata una meraviglia quel periodo felice in mezzo ai bimbi. Poi ho dovuto lasciare perché mi prendevo cura di papà e zia Maria anziani, intanto Iole è stata costretta a passare un lungo periodo della gravidanza qui a letto poiché, appena si alzava, subito c'era minaccia di aborto e le mie forze non bastarono più, la mattina a scuola, il giorno libero dal medico a fare le file e coi servizi domestici che più arruffati non potevo, la domenica non riuscivo a mantenere quell'altro impegno. Poi la zia finì in ospedale ed io facevo direttamente scuola ospedale, tornavo il pomeriggio distrutta. Insomma, un periodo difficile, durante il quale morì anche una persona a me cara.È vero che Maria Chiara, ieri, mi ha rimesso a posto il computer e la connessione, ma fa uno strano rumore anche da spento, non vorrei che si bruciasse qualcosa. Appena chiudo stacco la spina. Comunque ormai, per la messa a punto definitiva, è questione di giorni: oggi gli imbianchini hanno già preparato tutto per pitturare salone ed ingresso, dopo di che l'elettricista metterà le prese nuove nei punti già pronti e per prima cosa farò spostare questo computer e chiamerò un tecnico per aumentare la memoria e vedere come migliorarlo. Mi sa che questa presa non è perfetta, fulmina regolarmente le ciabatte e le lampadine della lampada da ufficio mediante la quale, la sera, mi piace leggere nel letto.Quando procederò alla ristrutturazione anche di queste altre due stanze e bagno saranno cambiate tutte le vecchie prese come dall'altra parte e, se il Fato non si accanisce, forse riuscirò perfino a leggere la sera.Per il momento, finché il computer funziona, VIVETE FELICI.Oggi gli imbianchini arrivano alle otto, hanno detto che faranno rumore col trapano e non possono iniziare prima per evitare di disturbare la gente che dorme qui intorno.Intanto io sono sveglia dalle tre ed ho innaffiato tutto il giardino, c'è un gran caldo e l'acqua ci vuole.Ho già fatto un po' di pulizia in cucina, ho anche mangiato il cappuccino coi cereali, vi lascio adesso, ci sentiamo stasera. Un grande abbraccio mimmiano.

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  4. Glielo diremo ai teologi, glielo diremo: semplicità, concretezza, fantasia e amore. E grappoli di bambini ( come mi son piaciuti quei grappoli ): ti ho letto molto volentieri. Vedo che hai già iniziato la giornata in pienezza e dunque: buona giornata!ciaofranca

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  5. Ciao,che splendido aneddotoho sorriso al pensiero dei grappoli.Sono proprio così i bambini,quando amano, amano a grappolo.Certo che d'ora in avanti quando prenderò il capuccinolo gusterò molto di più.Un abbraccioChiara

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  6. Quest'episodio del cappuccino è proprio straordinario ed è anche un esempio calzante che fa capire bene un mistero così grande ai più piccini. Per adesso nella mia Parrocchia c'è il "Grest" per bambini e adolescenti e mia figlia Chiara è stata invitata dal parroco a tenere un corso di pittura . Già è andata due volte ed è tornata con un sorriso a trentadue denti e con un fascio di piccoli capolavori tra le mani che ha cercato di spiegarmi. E' bello stare insieme ai bambini, con il loro candore ci arricchiscono e se si da loro un po' d'amore te lo restituiscono centuplicato.

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  7. Sei grandissima , non è solo fantasia questa, vorrei dire un dono grande che hai saputo fare fruttare al 100%. Sono anche io catechista dal '84 ora mi occupo dei genitori dei bambini ma stai certa che il prossimo autunno questa parabola entra anche nel mio repertorio. Un grazie grandissimo e un abbraccione dal falconiere

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  8. eh mi sa che se ci fossero tante catechiste come te le Chiese avrebbero un sacco di fedeli in più! Come a scuola si studiano meglio le materie dei prof che piacciono, così  succede per il catechismo. E' proprio bella la parabola del cappuccino: piace anche a me che bimba non sono più!

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  9. Buon pomeriggio, cari amici. Francuzza, veramente ho preso questo brano e l'ho spedito come allegato al mio padre spirituale, che è un teologo e gesuita, professore universitario in pensione, conferenziere e scrittore. È piaciuto anche a lui e mi ha risposto che va bene per bambini e per adulti.L'aneddoto, Chiara carissima, è avvenuto proprio così com'è scritto, un'esperienza indimenticabile, è come se da allora non fossero passati più di vent'anni. Forse perché l'amore, quando si manifesta, è l'eterno presente.Iole, al tuo posto conserverei i disegni dei bambini, sono tesori di sensibilità. Porta qui tutti i fogli la prima volta che vieni, vorrei vederli, fotografarne qualcuno, metterne qualche altro sul blog, se è il caso. E poi ci sarà un miglioramento a livello di crescita artistica, conosco le capacità di Mariachiara.Quando si insegna l'importante è tirare fuori il meglio da ognuno provando a stimolare le persone, io in classe leggevo anche le riviste di astronomia e guardavamo insieme le figure, nessuno faceva chiasso né dava fastidio. Peraltro, sapevano di essere liberi di uscire ad uno ad uno senza nemmeno chiedermelo.Falconiere, grazie a te, sono felice se la teoria del cappuccino può aiutare a capire un barlume vero dell'amore trinitario, non è poco. In colui che insegna o sulla cattedra o crescendo figli oppure in parrocchia si manifesta maggiormente l'amore materno del Padre creatore mentre negli allievi è presente la filiialità di Gesù, obbediente al Padre. Lo Spirito Santo li unisce in un tenero affetto limpido, ecco perché si è o non si è insegnanti e quello che l'educatore ha detto rimane in loro, possono essere piccoli o grandi, ma non basta la pedagogia, ci vuole l'aiuto divino.Angela, sono contenta che questa testimonianza ti sia piaciuta.Katherine, il mio padre spirituale ha detto che va bene per piccoli e grandi, ma poi non siamo tutti piccoli?

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  10. Queste sono le spiegazioni che restano impresse e non si scordano più. Sei un'insegnante con la "I" maiuscola, in te vive la passione e quella non s'improvvisa, ecco perchè sai donare metafore intelligenti e uniche.Il cappuccino, una delizia, e cominciare la giornata con quella soffice schiumetta nella quale intingere anche i cereali è un piacere come pochi.buon tutto, cara.con affettoannamaria

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  11. Non si può dire che la tua fantasia non sappia volare, tu lo sai che il tuo cappuccino ha un posto indelebile nella mia scatola dei ricordi.Un abbraccio, grande-grande.frantzisca

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  12. E tu da quale cielo sei arrivata?
    sai vero che hai ricevuto la grazia? e la stai strasmettendo a tutti noi con la tua gioia leggendo i nostri cuori nella trasparenza della tua anima…
    stanotte ho pensato a Gesù e l'ho visto che camminava…è un lungo viaggio sai?…come è stata la mia vita prima e dopo di ammalarmi…
    sento l'amore che hai dentro….è grande: che viva in te per tutta la vita,
    buona notte.

    Hai trovato il mio blog?
    Chiara

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  13. Chiara, tesoro, non sono riuscita a trovare il tuo blog con gli elementi che mi hai mandato, mi è venuto fuori di tutto, specialmente gastronomia. Il titolo deve essere corretto.
    Sì, sono cosciente di avere ricevuto "la grazia" o meglio le grazie. È per questo che cerco di trasmettere quello che sento e posso attraverso i miei blog e, credimi, non sempre sono rose e fiori. Sono fisicamente fragile, ma non da adesso. Pazienza, faccio quello che posso.
    La creatività affatica, non è uno scherzo. Sembra semplice il risultato, ma il travaglio da cui escono poesie, prose e quadri investe tutta la mia vita. Dopo avere dipinto debbo coricarmi.
    Ti abbraccio, piccola. Mandami questo benedetto indirizzo corretto e verrò subito a trovarti con gioia.

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  14. Mimma, Chiara… e quante persone come Mimma e come Chiara, e magari come Abele…
    un sincero "sentire" la vostra umanità che avvolge tutte le persone che conoscono, in qualche modo, quell'Amore che tante volte si presenta, come stupendamente hai detto tu, Mimma carissima, con la maschera del dolore.
    Perchè a tante creature l'Amore e a tante altre quella maschera?
    Ma non siamo tutti uguali, tutti figli di un Padre che deve Amare i Suoi figli e le Sue figlie allo stesso modo?

    Forse questa mattina, bruttisima giornata di acqua e freddo vento, i pensieri… vengono influenzati da quel tempaccio!
    Ma il sole splende ogni mattina, da qualche parte!
    Un sincero saluto di cordialità e l'augurio di tantissima serenità.
    Se posso aggiungere, idealisticamente: un abbraccio fraterno.

    Abele.

     

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  15. Abele, il dolore c'è in tutte le vite, anche là dove sembra tutto perfetto e talora i derelitti sono più felici dei ricconi o gli ammalati più dei sani o i vecchi più dei giovani. Io, per esempio, sono una donna felice, ma non perché tutto vada bene ogni giorno. Il dolore è la croce di Cristo in dono alla persona umana, è unione con Gesù. Le domande sono naturali, ma questa unione di Dio con l'uomo creato è un dono soprannaturale, che viene dall'alto e non con parsimonia.
    Ci sono il dolore e l'amore come minimo comune denominatore storico dalla comparsa dell'uomo sulla terra ad oggi, la poesia l'esprime in parole e testamento.
    Le tue domande sono senza risposta, la nostra mente terrena non vi arriva, allora ci abbandoniamo alla volontà divina, che è lo Spirito Santo del Padre e del Figlio.
    Come si dice di un allievo sfaticato? Che non ha buona volontà o amore. Difatti si ama con la volontà, nella buona e nella cattiva sorte, non col sentire, se mi piace o meno.
    Perciò dico che se la volontà è amore e lo Spirito Santo è amore, la volontà di Dio è l'amore di Dio ed è lo Spirito Santo del Padre e del Figlio che sempre si dona agli esseri umani senza fare differenze di razze né di credo.
    Altro che rassegnazione alla volontà di Dio quando ci crocifigge. Qui dovremmo esultare con un magnificat perpetuo. Per questo il dolore è l'amore in maschera. Comunque, soffrire non mi piace, né mi deve piacere, starei meglio se potessi farmi qualche buon antidolorifico, almeno mi ricorderei com'è fare una piccola passeggiata senza dolori nelle articolazioni. Purtroppo quelle medicine fanno a pugni con gli anticoagulanti quotidiani e quando ho fatto due iniezioni per dolori che mi facevano urlare, mi è venuta un'emoragia in una gamba, e fortunatamente solo superficiale e senza coaguli, dalla natica sinistra a tutta la gamba, una cosa vistosissima, da allora mi tengo i dolori.
    Quei dolori violenti, però, sono andati via senza altre medicine e non sono più tornati, sono rimasti quelli sopportabili. Lo considero un atto di compassione divina.
    Ti lascio, debbo andare a dormire, è notte. Ricambio il tuo abbraccio fraterno, viviamo felici: Dio ci ama, anche se siamo senza fede e pieni di peccati.

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  16. Ciao Mimma, è fortissimo questo modo di spiegarlo..

    Io molto più semplice..
    Il Padre (che sta in alto e ci segnamo sulla fronte)
    Il Figlio che è il cuore (è venuto da noi e si è fatto uomo)
    Lo Spirito Santo… (vedi da una spalla all'altra, come un caldo abbraccio che unisce…)

    Chissà cosa diranno se gliela spiego come il cappuccino
    ti farò sapere
    un buon pomeriggio
    letizia

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  17. Prego, Abele, è stata una vera gioia. E vedi di non dire mai più che mi "invadi" il blog e sciocchezzuole del genere, vieni e scrivi quanto ti pare, in questo modo anche altri si faranno coraggio e diranno quello che realmente pensano, un blog è vivo se crea colloquio e amicizia. Grandioso mezzo moderno di comunicazione.
    Letizia, vedo che lo Spirito Santo non si risparmia nemmeno con te, bellissimo il tuo modo di spiegare una tale ricchezza d'amore con la quale sempre tentiamo di armonizzare e sempre siamo manchevoli perché meravigliosamente umani. A Dio piace la nostra povertà proclamata.

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