Il problema originale


L’uomo pensava aggirandosi nel Paradiso terrestre.  Sapeva che la conoscenza era dono divino e che sarebbe stato immortale e sempre felice e contento. Sorrise tra sè e sè colmo di gratitudine.
Stava seduto sull’erba accanto a un laghetto pieno di pesci  e giocherellava con l’acqua distrattamente.
<Ehi, che fai?> gli chiese una sirena, aveva volto e torso molto simili ai suoi, ma più delicati, lunghi capelli e una coda multicolore. Pareva di vedere la sirenetta della Walt Disney.
All’uomo, osservandola, venne la curiosità di toccare quelle due strane bozze che portava a destra e a sinistra, sapeva che si chiamava seno. Delle volte aveva visto sirene mamme coi piccoli che succhiavano all’una o all’altra di quelle bozze.
<Si guarda, ma non si tocca> disse la sirena, <ricordati che siamo nel paradiso terrestre>.
L’uomo sospirò ed annuì.
<Mi sembri un po’ triste stamattina> continuò lei acciambellandosi sull’erba, ed incominciò a cantare per rallegrarlo.
<Tu lo sai che in paradiso non si è mai tristi realmente, soltanto mi manca una persona che somigli a me, ma sia diversa. Vorrei crearla con la terra come fa Lui, l’ho osservato di nascosto quando ha inventato le conchiglie trilobate. Potresti farmi da modella?>.
<Iooooo???> chiese la sirena lusingatissima.
<Tu certo, non sei una bella femmina?>.
La sirena si mise in posa:
<Con la testa più alta e il braccio destro sollevato, ecco, adesso prendi una ciocca di capelli e sorridi>.
L’uomo ammirò il modo in cui il seno della sirena si protendeva e qualcosa gli si rimescolò, scosse la testa stranito per l’esperienza nuova.
Però che la parte inferiore del corpo fosse una coda di pesce non gli andava e così le fece due belle gambe lunghe e tornite, meno muscolose delle proprie.
Venne fuori un donnone col vitino sottile, la pancia sproporzionata e il seno indescrivibile per un blog serio come questo mio.
<Quella è brutta, piena di cellulite sul, sul… e sulle, sulle…non sono io> disse la sirena offesa e si rituffò nel laghetto.
All’uomo pareva bellissima e incominciò a lisciarla tutta con le mani bagnate d’acqua.
<Adamo, che fai?> disse una voce affettuosa.
<Oh, Signore, aiutami> rispose l’uomo, <sto creando la donna>.
<Ah, ah, ah> rise Dio, <ci vuol altro. Vedo che i capelli non sono rifiniti filo a filo>.
Allora l’uomo incominciò a rifinire i capelli a filo a filo, così ebbe il tempo di pensare perché ci volle un bel po’.
Quando i capelli furono rifiniti filo a filo l’uomo era esausto.
<Adamo, che fai?> disse Dio trattenendo una risatina.
Adamo giaceva su un’amaca di liane con le braccia penzoloni:<Signore, l’ho finita> ebbe la forza di rispondere.
<Veramente è appena sbozzata, di che colore li vuoi i capelli? Bruni mediterranei, biondi norvegesi, neri africani, rossi lava dell’Etna oppure castani?>.
<Non scherzare, Signore> rispose l’uomo, <mi è costata molta fatica. Tu che colore mi consigli?>.
<A te deve piacere>.
<Ho sonno adesso, Signore, non possiamo finirla domani?>.
<Ma certo, piccolo, dormi pure> rispose Dio. Appena Adamo prese sonno egli impastò di nuovo la terra, sorrise e la donna si animò. Era bellissima, con capelli e linea perfetti.
<Però non chiacchierare sempre> le raccomandò Dio. La donna si coricò accanto all’uomo e si addormentò. Nessuno può dire la gioia di Adamo al mattino, ma la sera la musica era cambiata.
<Parla sempre, Signore, non mi fa dire una parola> si lamentò l’uomo.
<Ci vuole pazienza, Adamo, sono i guai del matrimonio, anche lei è venuta da me, piangeva implorando udienza, dice che non parli mai. Vuoi che l’impasti di nuovo e te la tolga di torno?>.
<E cosa sarebbe di lei, Signore?>.
<Ritornerebbe terra e prato>.
<No, Signore, lasciamela, è talmente bella e affettuosa. Non fa niente se parla troppo, parlerò un po’ di più anch’io e vedrai che ci capiremo>.
Pochi alberi più in là Dio trovò la donna torva sotto un pesco in fiore.
<E allora cos’ha detto Adamo?> gli chiese giocherellando con una ciocca dei suoi capelli dorati.
<Che cercherà di parlare un po’ di più perché tu sia felice> rispose Dio.
<Allora mi ama davvero. Anch’io cercherò di parlare meno per farlo felice>.
<Ecco, così si fa> disse Dio.
                                                               Domenica Luise

 
 
 
 
 

20 pensieri su “Il problema originale

  1. Quanto è reale questo tuo Adamo, stordito da desideri "inappropriati" al luogo in cui si trova. E questo Dio affettuoso, che comprende e asseconda.E fuor di metafora, la paziente ricerca di un equilibrio in un giusto e armonioso alternarsi di parole e silenzi.Patrizia

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  2. E' proprio così. Con qualche compromesso e tanta pazienza si costruisce una serena vita a due…e se poi c''è la benevolenza di Dio che ogni tanto dà una mano ( aiutati che il Ciel t'aiuta!) il quadro è bello e fatto.Buona giornata, dolcissima usignola poetessa!

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  3. Mimma bella tu e il paradiso siete in combutta per farmi morire dal ridere.quindi ti racccomando di crearmi un miniparadiso tutto per me senza alcun Adamo, anzi se parli con Quello di sopra digli che lo reimpastasse meglio, che mi sembra piuttosto grossolano.

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  4. E' meravigliosa questa storia, Mimma cara. Il rispetto per la figura Divina, che rischiava di essere lesa a causa dei risvolto comici che hai dato al tracciato, resta perfettamente intatto. Bellissimi Adamo ed Eva in versione mimmiana, bellissimo il finale, messaggio lieve, senza la seriosità di un sermone, che fa capire molto bene quanto facile possa essere aggirare gli ostacoli, addivenire ad un accordo se solo si usa un pizzico di buon senso.Etensibile, per di più, ad altri tipi di rapporti non necessariamente di coppia.Un abbraccio immensoRossella

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  5. Benvenuta, Hanna, ho trovato belle poesie sul tuo blog. Sono contenta quando la famiglia cresce perché al giardino si aggiunge una nuova pianta.Già, Katherine. Il matrimonio è cedere un po' da tutte e due le parti per amore, così si fa. E ci vuole la passione, ma anche la pazienza.Cristina, non mi provocare, potrebbe uscire un'altra favola con te come protagonista in un paradiso assolutamente proibito ai maschi. Ah, ah, ah.Gli elettricisti, nella zona accanto della casa, lavorano di gusto, il trapano mi ha assordato e mi sento stanca e affamata, ho pure finito la frutta che, nel mio caso, è gravissimo inconveniente.Restano alcune fragole, le condirò con zucchero e limone, non c'è altro. Domattina vado al supermercato. All'improvviso tutto tace di là, stanno facendo un ottimo lavoro.Buona serata a tutti e felice notte. Vivete felici.

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  6. Rossella cara, il tuo commento è arrivato simultaneamente al mio, evviva, hai perfettamente ragione: venirsi incontro cedendo un po' non vale soltanto nella coppia, ma in tutti i casi, con parenti, amici e conoscenti.La diversità è una ricchezza bellissima, anche se faticosa.

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  7. Quando ti decidi a impastare la pizza, prova a pensare ai due impasti per la coppia : un Adamo Meno distratto e una Eva che non abbia sempre ragione!Sei troppo divertente!Un caro saluto dal falconiere

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  8. Sto ridendo, sto ridendo! … pochi alberi più là…così ebbe il tempo di pensare perchè gli ci volle un bel po'…l'ho osservato di nascosto quando ha inventato le conchiglie trilobate… e via e via. Solo un luminoso cristallo può inventare tutto ciò. Ne sono entusiastati abbracciograzie per tutta questa leggerezzafranca

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  9. Bella storia, certo! e poteva essere altrimenti?Ma io so anche il perché, cara Mimma: la tua anima era lì, presente, quando quelle scene si sono svolte! e ora, a distanza di tempo, le ha rivissute.Essere testimoni di qualcosa, non si sa come, non si sa quando, permette poi di "rivelare" ciò che si è visto così nitidamente.E se non fosse così come ho detto, allora vuol dire che Adamo stesso, o forse Eva, o entrambi, ti hanno confidato il "fatto".Insomma, è possibile avere così fine fantasia e fine visione, da soli?O sei ispirata direttamente da Dio in persona?Comincio a pensare che sia quest'ultima l'ipotesi più corretta!Ebbene sì, mi è piaciuta un sacco! E sei proprio tu che hai questo bel dono.Complimenti! Bravissima.Ciao,Wilma.

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  10. Benvenuti, signore e signori, buongiorno o buonanotte o quello che è: ieri sera, come spesso avviene da quando ho iniziato questi lavori di ristrutturazione indispensabili, sono andata a letto presto e verso le venti sono crollata, naturalmente poco fa mi sono svegliata e ne ho approfittato per innaffiare il giardino assetato, dopo di che ho aperto il computer e trovato i vostri bei commenti.Grazie di tanta attenzione.Falconier, mi diverte molto avere un amico fornaio, io so fare bene la pizza e su questo blog, nella categoria ricette, c'è pure la foto scattata da me, la mia preferita è con mozzarella, pomodorini, prosciutto e funghetti champignon dapprima asciugati in padella con lo spicchio d'aglio e il cucchiaino d'olio.Francuzza, le vostre risate nel leggere queste fantasie aumentano la mia voglia di continuare i viaggi fantastici del pensiero. Sento molta gioia perché vi divertite, è una cosa bellissima.Wilma cara, quanto esageratamente cara. Ogni ispirazione viene dal mistero interno all'essere umano ed è suscitata da quello che ci vediamo intorno: una meraviglia. Il dentro e il fuori diventano armonia per cui è facile ordinare con semplicità le parole ed esprimersi. Tutto è dono, come attingere gratuitamente ad una mensa imbandita liberi di distribuire quello che abbiamo nelle mani.Caro Cataldo, sono così felice che ti sia divertito con questa piccola fiaba giocosa che mi è venuta fuori spontanea. Sei sempre il benvenuto.E adesso torno a dormire, ma prima mi faccio il caffè, ecco.

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  11. BELLAbella bella.BRAVA brava brava! Morale della favola?…Per vivere felici e (non) contenti come nelle fiabe amatevi per quello che avete visto date a Cesare quel ch'è di Cesare a Dio quel che è di Dio,voi cambiate solo un pochino pochino ma  tenetevi in mano il filo lungo  lungo della Pazienza.E quello (il filo) non deve mai finire.Tre baci.Uno a te,Uno alla sirena e l'altro all (povero) Adamo.Mirka

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  12. Grazie, Mirka, ma Eva dice che si offende e vuole il tuo bacio pure lei. Ha un bel caratterino! Ricambio con gioia i baci e lo spasso: e chi ha mai detto che si debba sempre vivere mugugnando su tutti i mali sfuggiti al vaso di Pandora? C'è tutt'intorno una gioia e una bellezza immense e dentro di noi un mistero palpabile ancora più grande.

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  13. Un finale sempre amorevole, Mimma, che ci lascia la bocca  buona, è così che dovrebbe essere l'amore, andarsi incontro…ma purtroppo, mi sa che, non è la nostra stirpe quella.Deliziosa davvero questa storia, kisss

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  14. Che meraviglia, un paradiso con un Dio che ama ironizzare e l'uomo poverino da esser solo si ritrova con una donna troppo ciarliera. Ogni medaglia ha il suo rovescio anche nel mondo paradisiaco, per fortuna c'è un epilogo che li mette sulla giusta strada.Gran bella pagina, ma dove le trovi idee così divertenti?Mi piace molto la tua scrittura, ti riconoscerei fra tante.un grande abbraccioannamaria*

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  15. Che bella morale Mimma, se tutti fossimo disposti a rinunciare a qualcosa per l'altro ci renderemmo conto che il paradiso è qua.Come sempre le tue fiabe danno da pensare, anche se apparentemente "leggere" e divertenti.Un abbraccione, a presto.frantzisca

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  16. Buonasera, belle signore, benvenute, benvenutissime e molto più benvenutissime assai. Paola, chi si ama si viene incontro, ma ci vuole attenzione e perseveranza senza fidarsi mai del puro sentire: oggi mi va e sono tutta affettuosa, domani ho i nervi perché sono ingrassata di tre etti e sono tutta sgarbata. Non funziona così, l'amore va coltivato continuamente.Grazie, Annamaria, per le tue osservazioni così affettuose e generose, sei una persona molto cara.È vero, Frantzisca: il paradiso è di qua e ci prepara ad altre esperienze più intense , ma è adesso, subito: il cuore pacificato è già paradiso.

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  17. Ciaofiaba,leggere e trovasi in paradiso per un po' è magnifico!Semplice e avvolgente racconto, la gioia e la docezzanelle righe ti invogliano a proeguire e sopratuttola leggerezza del cuore e delle risate a fior di pellenel vedere quel Adamo codì timido e impacciato,beh, credo che siamo tutte sirene agli occhi di Dioe che ne dici di un Adamo tritone?Sarà un'altra favola…..con il sorriso nel cuoreti abbraccio carissimaChiara

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  18. Ho fatto un mare di errori….scusami tanto, ma scrivere seduta con un piede appoggiato ad una sedia e l'altroche tiene su il pc,storia lunga e noiosa,devi sapere che ho la connessione solo in camera da letto, e per ora il letto lo detesto visto che sono quasi costretta starci per ore,spero che sia ancora per poco.CiaoChiara

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  19. Cara, anch'io quando avevo il gesso scrivevo nelle posizioni più inaspettate, col quaderno sul petto e l'occhio storto. Ormai comunque per te dovrebbe essere questione di giorni, dopo di che vivrai un'estate radiosa.Buongiorno a tutti, vivete felici e poeti.

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