Il cuore di un cane

LupacchiottoLupo Cuordileone

Avrebbe fatto di tutto per la sua padrona, anche se era nato timido e, forse, vigliacco. Da piccolino lei gli metteva il guinzaglio e lo portava a spasso sulla Nazionale, non per un lungo tratto, ma Lupo, nome solenne e ben poco adeguato, aveva terrore delle macchine, che sfrecciavano noncuranti dei limiti di velocità e soprattutto si impuntava alla vista degli autotreni sbuffanti, puzzolenti e minacciosi. Allora la padrona lo portava in una traversa che giungeva fino al mare, che però egli non poté vedere mai perché sulla destra, in un giardino recintato, c’erano due cani che facevano la guardia e gli abbaiavano contro selvaggiamente. Anche di quei due lui aveva terrore, così la padrona tornava sulla Nazionale, dopo avergli detto, con grande pazienza, che non c’era nulla da temere perché i cani erano chiusi, girava verso destra quindi non verso casa, ma egli era contento perché lo portava dalla fotografa, la prima volta Lupo ebbe la ciotola con l’acqua e subito gli scappò la pipì per tutto il negozio, vide che la padrona, tutta rossa, si scusava e che la fotografa, sorridendo, puliva come se invece le facesse piacere, la seconda volta pure. Entrambe le volte, all’uscita, Lupo tirava il guinzaglio con tutte le forze a sinistra, per tornarsene subito a casa.
                Per questo la padrona lo ribattezzò Lupo Cuor di leone e da allora rinunciò alle passeggiate fuori dal suo spazio, sarebbe a dire dallo spazio del cane,  che era abbondante. Tutto il giardino, davanti, intorno e di dietro, gli apparteneva indiscutibilmente. Lupo faceva la ronda, specialmente quando appariva la padrona, per farsi bello davanti a lei, abbaiava con impegno contro chiunque passasse sul marciapiede e segnalava che la zona era sua con i propri escrementi liquidi e solidi scrupolosamente esibiti davanti al cancello, cosa che non poche volte causò non profumate pedate della padrona, sorella, nipoti, cognato, parenti, amici e conoscenti distratti o ignari. Lupo era un bel cane, un incrocio ben riuscito, nero rifinito di bianco, una specie di pastore belga molto morbido, con grossa testa e robusti pettorali, orecchie sempre tese, coda piumosa e fieramente arricciata sul cocuzzolo, sguardo marrone. E’ vero che non era nemmeno niente di speciale, ma sembrava bello alla sua famiglia, specialmente alla padrona, e tanto gli bastava. Da ragazzo appariva al fischio, dopo però divenne sordo e doveva, con vergogna, orientarsi tramite i gattini, che pure riconoscevano il fischio e volevano bene alla padrona. Lupo li tollerava, era un bravo cane, una volta sola aveva addentato l’orecchio alla rossa, di nome Marilina, perché proprio quella non lo temeva anche se lui era tanto più grosso ed un cane, per quanto vigliacco, ogni tanto perde la pazienza.
Gli piaceva molto mangiare nella propria ciotola di plastica arancione ai piedi della padrona, il mattino, lei si metteva seduta sugli scalini dell’ingresso e lo vezzeggiava dicendogli che era bello e sincero.
Mimma con LupoQualche volta, più contenta, incominciava a
cantare ed anche se egli, ormai, non sentiva più bene, quello che gli arrivava del canto felice lo spingeva a saltare di gioia dimenando più fortemente la coda. Guardava la padrona con tutto il suo cuore di cane, la festeggiava ogni volta che entrava ed era triste ogni volta che usciva, gli cadeva giù la coda anche se lei gli diceva che sarebbe tornata presto. Non avrebbe voluto farla arrabbiare, ma ogni tanto capitava perché aveva bisogno della sua tenerezza oppure gli veniva fame e la chiamava abbaiando dietro la porta e facendosi tutte le finestre ad una ad una fino a quando magari lei spuntava, con gli occhi semichiusi perché stava facendo la pennichella e una bottiglia d’acqua in mano, lo sgridava e lo spruzzava, brutto segno: Lupo scappava e non si sentiva più…fino alla prossima volta.
Il quindici di marzo la padrona uscì, Lupo aveva mangiato al mattino con appetito tutto quello che c’era nella ciotola, sembrava in perfette condizioni, ma quando la padrona tornò lo trovò buttato per terra, che rantolava con la bava alla bocca. Si era fatto addosso i suoi bisogni, nei quali giaceva senza dare segni di riconoscerla. Subito lei telefonò al veterinario, che le parlò di stato preagonico del cane, la padrona scappò in farmacia e gli fece una puntura sul dorso. Più tardi arrivò il veterinario, che confermò la diagnosi: Lupo stava morendo.
Gli fece altre iniezioni, ma così, per scrupolo. Quando se ne andò la padrona pregò per lui e disse al Signore:
< Non farlo morire adesso che sono da sola. Se Tu vuoi, Tu puoi guarirlo >.
Poi la padrona se ne andò a fare la pennichella, però quella volta non poté dormire anche se lui non abbaiava dietro la porta né sotto le finestre. Poco dopo tornò, mise la sedia di plastica bianca accanto a lui, che giaceva sempre per terra e gli disse: < Non darmi il dispiacere di non riconoscermi >.
Subito, all’istante, Lupo sentì qualcosa che gli riscaldava le vene scorrendo forte, si alzò, il suo pelo così morbido divenne nuovamente lucido, le si mise di fronte, muovendo dolcemente la coda ed aspettando le carezze, che non mancarono. La padrona restò a lungo con lui, che dapprima era un po’ malfermo sulle gambe, poi prese forza, fece pipì, mangiò i croccantini, bevve l’acqua, riprese a girare per il suo giardino e, quando lei sbalordita rientrò in casa, si rimise a fare la guardia e ad abbaiare.
Per altri quaranta giorni Lupo stette con me. Perché questa è una favola vera, avvenuta proprio così. Pimpante, allegro, affettuoso. Ebbe solo un altro malessere il mattino di Pasqua, e quella volta non ero da sola, ma con mia sorella, il cognato, Giovanni e Maria Chiara. Gli passò subito tutto al pensiero: “ Signore, non farlo morire proprio il giorno di Pasqua”.
Lo vedevo in perfette condizioni e partii per tre giorni di convegno, mentre ero lì, il mattino del 24 aprile, lo trovarono morto in giardino sotto la cycas ed i suoi cari, venuti apposta da Messina, lo hanno seppellito in giardino ed io non c’ero a fargli l’ultima carezza, ma gliene avevo fatte tante prima.
Sei stato l’unico cane della mia vita e mi ricorderò sempre del tuo sguardo marrone posato su di me. Nessuno al mondo mi fissa con tanto amore e non si stanca mai di me.
Sono anche sicura che adesso tu provi le carezze divine ed hai in Paradiso una tua coscienza d’amore: te la sei meritata.

                                                                Domenica Luise

( Fotografie di Domenica Luise. La mia foto con Lupo è stata scattata da un allievo )
 
 

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17 thoughts on “Il cuore di un cane

  1. Commossa per tanta tenerezza.
    Questi cari amici hanno accompagnato sempre la mia famiglia, ne hanno sempre fatto parte, perfino nei tanti traslochi ci sobbarcavamo ad affitti maggiori pur di non far mancare loro un giardino.
    Ora ho un cane-cavallo, preso da mio marito al canile, spacciato per taglia media-piccola… ahahah.
    In prima istanza sono stata tentata di liberarmene cedendolo a qualcuno, ma poi ho pensato che può rimanere, nel grande recinto dietro il giardino, perché non faccia danni.
    Capisco il tuo commemorare una bestiola così affettuosa, ora anche il mio Argo forse terrà compagnia a Lupo. chissà…
    ciao, buona settimana
    cri*

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  2. Oh, Cristina, cosa mi hai fatto pensare…sai le chiacchierate fra Lupo ed Argo. Ripensando all'episodio accaduto proprio come l'ho descritto, mi pare impossibile che quella bestiola si sia rialzata istantaneamente da terra e gli sia passato tutto. Ho ricevuto le foto del tuo cagnone attuale, è proprio bello ed ha la faccia fiera.
    Dovrei andare a mettere a posto l'armadio, lo farò più avanti. Non ho voglia. Vado nel tuo blog e nel giardino dei poeti, poi vedremo per l'armadio e la mia roba tragicamente sparsa intorno. Uffa, che tedio.

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  3. Che bello, è vero, ha uno sguardo dolcissimo, che amore deve essere stato, molto sensibile e timoroso.  Un vero compagno di dolcezze che ti ha lasciato ricordi bellissimi e struggenti nei suoi ultimi giorni.

    Grazie di questo bel ricordo che hai condiviso…bacini

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  4. Nel paradiso dei nostri amici non gli mancherà compagnia ci sono anche il mio Lello, Lilla e Leo, e Joy e Billy, Lola e Kronos, questi i cani della mia vita.Ma anche i gatti  Mambo e Grigia, Furia e Roscio, e Pisolo e Mammona.
    Cara Mimma quanti ricordi affetto e tenerezza ci danno.
    Grazie per aver condiviso il tuo bel ricordare.
    Un abbraccio affettuoso

    frantzisca

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  5. Sono teneri i cagnolini, soprattuto quando sono piccoli, ma non mi è mai capitato di vedere un cane che avesse paura, tranne quando si incontrano tra loro due cani che non si conoscono e "si guardano in cagnesco" capisco che uno dei due farebbe ben volentieri a meno dell'altro.
    So che sono una buona compagnia ma danno anche molto da fare.
    Da come ne parli del tuo, Mimma, si capisce che l'hai proprio amato e che l'affetto era reciproco.
    Bel ricordo e bel ritratto!
    Ciao,
    Wilma.

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  6. Buonasera, signore e signori, benvenuti a tutti. Appena uscito il post, com'è mia consuetudine, l'ho riletto per controllare ancora se c'era qualche refuso e ho notato che c'è scritto il giorno in cui Lupo si rialzò dall'agonia in quel modo istantaneo e con una semplice preghiera: era il 15 marzo.Anche oggi è il 15 marzo, ma io non ci ho pensato finché il post non è apparso.La coincidenza non è stata voluta da me.Chissà se stanotte sognerò di chiacchierare col mio cane come una volta ho sognato?Buonanotte, state allegri e dormite tranquilli.

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  7. E' banale dire che mi hai fatto pensare ad Argo, il cane di Ulisse, ma è proprio così. E' proprio un bel ricordo che hai regalato a Lupo e lo hai fatto un po' rivivere anche in noi lettori.Sempre tanto bravaun abbracciofranca

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  8. Sì, Francuzza, l'episodio è impressionante per come è avvenuto, l'ho scritto immediatamente proprio per non dimenticare nessun particolare.Era proprio un bel cane pieno d'amore. Una volta scese per le scale dell'ingresso un uomo che mi portava lo stipetto della cucina, Lupo tremava di paura in tutte le membra, ma si mise davanti a me per difendermi. Gli dissi dolcemente di stare tranquillo perché non c'era pericolo e lui subito si calmò.

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  9. Ciao Mimma, mi sono commossa a leggere la storia, anche se la conoscevo, del tuo Lupetto, quando venivamo noi voleva sempre la pasta al ragù, ti ricordi? Proprio poco fa ho visto passare da dietro il cancello del mio giardinetto un cane tutto nero… com'era triste, tutto sporco, con il pelo arruffato e tanto stanco… ma come si può abbandonare un cane? Io penso che in assoluto sia l'animale che soffre di più per l'abbandono del suo padrone, mi ha fatta soffrire vederlo camminare con la testa china di chi non si aspetta più niente di bello dalla vita. Anch'io ho perduto tanti animaletti, li ho tutti nel cuore, speriamo che ci sia anche per loro la sopravvivenza in un giardino felice… anche e di più per i randagi che qualcuno ha preso come un gioco per un po' e poi ha buttato via!… Iole.

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  10. Iole, mi viene un groppo al vedere il suo musetto sul mio blog. Già, la pasta al ragù, ogni volta che mangiavamo insieme e gli arrivava l'odore lui ci chiamava dal giardino, sapeva che c'era la sua porzione ed aveva fretta. Un giorno sono andata a Messina e, poiché al ritorno non avrei avuto il tempo di cucinare, ho comprato due porzioni di pasta al forno al ristorante, l'abbiamo mangiata una per uno. Fraternamente.Un abbraccio, sorella unica e irripetibile.

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  11. Cara zietta.. vedere il piccolo Lupetto mi ha commossa…eri bellissima in quella foto con lui in giardino!Il reciproco amore che avete provato l'uno per l'altra vi ha senza alcun dubbio arricchiti..E' bello poterne fare tesoro perchè è un amore puro!Mamma è fuori a controllare le violette del pensiero che ci hanno omaggiato ieri..ho scoperto solo oggi che sono le "panzè"!Mi raccontava quella birbante di tua sorella che da bimbetta se ne andò dalla nonna a cantare un motivetto sentito alla radio, quello faceva"panzè mia, panzè tua in ricordo del nostro amor…"e lei la tramutò in "panza mia panza tua..etc"la nonna ovviamente le girò uno scappaccione intimandole di nn dire più certe parole!!!Povera mamma..e povera nonna..se avesse visto la realtà in cui siamo immersi..altro che schiaffoni ad una bimba che parlava di "panza"!!!!

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  12. Già, davvero altri tempi, quando l'innocente sembrava trasgressivo. Rimangono i bei ricordi di quelli che ci hanno amato, compresi i cagnolini e i gatti uno per uno: le bestiole non si ammodernizzano, per fortuna.Già gli antichi greci si lamentavano della gioventù di allora.  E mi viene da sorridere, se facessero un salto al mondo d'oggi direbbero: non esistono più le mezze stagioni. Ai miei tempi…Tutte cose che si dicono quasi d'obbligo. I tempi passano e cambiano, di fedele, è sicuro, resta il cuore di un cane o di un gatto.Talvolta, forse, anche un cuore umano.

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  13. Ciao Mimma…
    quanto devo al tuo lupo! Tu ben sai che io avevo il terrore dei cani e terrorizzata ero quel giorno di marzo 2001, quando Lupo  mi accolse al cancello di casa tua. Non avevo mai osato toccare un cane e poi, il miracolo: decisi di provare ad accarezzarlo e lui se ne stava lì fermo accanto a me. Mi facesti una foto perchè, ti dissi, " a casa nessuno crederà mai che io ho toccato un cane. Grazie a Lupo vinsi tutte le mie paure e tornata a casa, comprai Maggie, la mia bassottina e poi due anni dopo, Camilla l'altra bassottina. Sono le altre mie "figlie", le amo immensamente e non avrei mai provato la gioia di condividere la mia vita con loro, di ricevere tanto amore , se Lupo non avesse , miracolosamente, cancellato le paure ( vere e proprie fobie) che mi trascinavo da tutta la vita.
    Io credo che se il Paradiso c'è è più frequentato dai cani che dagli uomini, e Lupo sarà lì a correre nella luce.
    Ti voglio bene Mimma, anche se in questo periodo ho una vita difficile, ma ti penso e non ti dimentico. Ti abbraccio forte forte. Maria Perrini.

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  14. Maria cara, che gioia il tuo commento e sapere che, malgrado tutti i guai della vita nei quali ci aggiriamo, non ci dimentichiamo l'una dell'altra. Lupo è stato delizioso con te, ha come capito la tua paura e ti è venuto incontro. Mi manca ogni giorno, sì, credo anch'io che ci sia un paradiso per i cani, per i gatti e per tutto ciò che vive ed ama. Il colloquio con un animaletto è un mondo precluso a chi lo rifiuta a priori. Sono così innocenti. Buonanotte, adesso, stasera sono proprio stanca. Vivi felice.

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  15. Chi non ha mai amato un cane non ci può capire, persino una mia sorella (ne ho due), pensa che sia solo una fatica, soprattutto il mio che è un bestione che si agita come un cucciolo e fatica a trattenersi appena vede qualcuno. E' il mio secondo cane, anzi il terzo, il primo dopo pochi giorni, era un cuccioletto, lo vidi morire proprio sulla Nazionale che stava sotto l'azienda agricola dove abitavo. Non ho più avuto un cane, ma sempre gatti, fino a vent'anni fa circa. Nell'89 andai a scegliere un cane da una cucciolata su incarico di mia sorella che lo avrebbe voluto… ma la prima notte me ne innamorai e visse con me per 17 anni.
    Che bei ricordi, ti capisco perfettamente! La loro compagnia è unica e da loro s'impara sempre qualcosa.
    Un bacione

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  16. Mimma..ma cosa mi fai leggere..
    Sei entrata nell'anima come una scheggia con questo ritratto tenero e onesto di Lupo Cuor di Leone!
    Ma che vicenda dolce e vera hai voluto lasciare…
    Sai, mi lasci commossa oltre ogni dire: mio figlio e la ragazza, a due riprese, si son portati due cagnolini abbandonati a casa, ma uno lo abbiamo dovuto dare via perchè non c'era spazio. Ahimè..
    Mio figlio prima di andare all'Università, lo chiudeva nello scantinato..povero Chicco ( la casa di città era appena di 55 m.quadri)
    Lo aveva chiamato così, Chicco e fu operato..
    S'era fatto male ad una zampa che gli fu amputata..rileggendoti provo il dolore che provai allora..ma ancora vivo manco se il tempo non fosse strascorso.
    Mio figlio stette male male..
    Oggi non avrei il coraggio di tenere un cagnolino, sai Mimma..??
    Morirei con lui, come capitato ancora qui al paese con un micetto e un altro cane piccolino..

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  17. Le vostre parole sembrano una pomata rinfrescante sulla scottatura.  Grazie di questi cuori aperti che mi corrispondono.  Io penso sempre alle mie bestiole che non ci sono più, ma anche, fortunatamente, ai gattini vivi che mi stanno intorno attualmente. Oggi sono andata a Messina da mia sorella, al ritorno ho chiamato l'appello e nessuno era presente, entro pochi minuti stavano tutti e quattro dietro la finestra del bagno, festosi e miagolanti. Il loro sguardo onesto mi consola. Sì, dopo questo evento Lupo è vissuto con me altri quaranta giorni contro il parere del veterinario, però impressionante è stata la ripresa istantanea, il pelo era diventato opaco e si è rimesso a scintillare.  Quando i più cari muoiono rimane una ferita, soltanto chi la prova può conoscerla, si sente un dolore e la mancanza. Non avviene come per le persone, è la qualità del sentimento diversa. Poco dopo la morte di Lupo ho sognato di parlare con lui ragionando come faccio con voi, ecco, io credo che il Paradiso sia per tutto l'amore, un'eternizzazione dinamica dell'amore. Chi ama deve esistere per forza poiché soltanto l'amore è.

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