Papà Espedito


Papà che suona il violino
Eccolo qui mentre suona il violino, in una bella fotografia scattata
da sua figlia Iole nell'ingresso di casa, che allora era verde pallido
ed ora è diventato la stanza di Mariachiara.
Suonava anche, a orecchio, la chitarra, il pianoforte e il mandolino.
Col tamburo non penso abbia mai provato. Cantava, da tenore,
alcuni pezzi di opere liriche e canzoni antiche napoletane.
Scherzoso fino all'ultimo, ma profondamente solo nell'intimo.
Il suo ultimo desiderio fu di mangiare un babà al rum.
Prima andammo in chiesa, dove volle confessarsi e fare la Comunione,
dopo entrammo in pasticceria. Ricordo la faccia del signore che lo servì
quando vide quel vecchietto rifinito che, con gli occhi luccicanti, chiese la sua leccornia. Gli mise in una vaschetta bianca di plastica un babà grosso grosso
e la riempì di rum fino a metà. Pagammo col cuore strizzato.
Poco prima di morire ci disse: < Stanotte ho visto ( sognato? )
la Madonna con tutti i santi. Lasciatemi andare >.
E pochi attimi prima: < Io vado. Mangiate e non piangete >.

Facile a dirsi.
Nel punto finale volse gli occhi verso Iole ( io ero appena tornata a casa )
e le fece un gesto come a dirle che non era niente di grave.

Non solo cantava e suonava, ma anche dipingeva. Adesso smetto di parlare di lui
e vi presento quelli che chiamava " lavorucci ". 

Papà 2Papà 11

Papà 15

AlberiIl Cristo di papàUccelliniMercato 2Uomo solo di notte

Il primo è un acquerello in bianco e nero, il secondo e il terzo sono disegni a matita e gli altri tutti quadri a olio.

                                                

 

                 (La fotografia di papà è di mia sorella, Iole Luise,
                 le foto dei quadri sono mie)
                              Domenica Luise
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41 thoughts on “Papà Espedito

  1. Complimenti!
    Figlia d’arte: bellissimi i quadri del papà, altro che lavorucci.
    Molto bello avere degli ascendenti così eclettico, versatile; esser capaci di suonare tanti strumenti deve essere una bellissima esperienza.
    A me piacciono tantissimo sia la musica sia la pittura, anche se solo come usufruitrice (si può dire?) passiva, ma godere della generosità e bravura di altri artisti è un dono per me.
    Grazie, Mimma, e complimenti ancora per tanta bravura "di famiglia".
    Ciao,
    Wilma.

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  2. Mimma,sono commossa .
    i dipinti sono bellissimi ed il ricordo che hai di lui di una dolcezza struggente,genitori così in una vita ,fanno la differenza.
    ciao.
    maria attanasio

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  3. MIa dolce Mimma, un papà dotato di orecchio è una gran bella dote che, spesso, si trasmette per Dna a figli e nipoti.
    Tenero il ricordo che hai voluto dedicargli..
    E la sua serenità una testimonianza d’autore.
    Magari avessimo in tanti quella sua serenità davanti all’ultima sfida alla quale tutti siamo chiamati.
    Delle tele mi piace particolarmente quella affollata di figure e colori.
    Un abbraccio

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  4. Era napoletano. Dipingeva spesso il mare. Mia sorella Iole ha anche lei una bella voce estremamente intonata e con un forte senso del ritmo, potrebbe davvero dirigere un’orchestra, ma non gattesca come nel precedente post. Io ho una bella voce, un forte senso del ritmo, ma non ricordo i motivi e quindi stono. Mi sono vendicata cantando i miei balbettii ed inventando la musica lì per lì, onestamente non credevo che, in questo modo, non sono più stonata. Da qui la fiaba L’usignola stonata, che mi ha ispirata per molti anni della vita, l’ultima fatica è stata di trasformarla in fumetto. Sono contenta che i disegni e quadri del mio papà vi piacciano. Era un uomo antico, col sogno della pace campestre, il bisogno degli altri vicini e la propria solitudine uguale a quella di tutti gli esseri umani. Ha ripetuto in tutti i modi la figura dell’uomo solo, di notte, che sale la scalinata, questo quadro a colori mi piace moltissimo, voi sapete quanto io ami il colore.
    Oltre che cantare bene, Iole disegna e dipinge e scrive poesie in siciliano.
    Mia nipote Mariachiara suona la tastiera e il pianoforte e dipinge.
    Il fratello del mio papà, che si chiamava Melchiorre Luise, è stato basso comico alla Scala di Milano e ha insegnato canto al Metropolitan di New York.
    Se mi riesce di ritrovare le antiche foto che ci mandava ve le faccio vedere, purtroppo non so dove le ho messe.
    È morto molti anni fa, ma quando avevamo da poco la televisione l’abbiamo visto cantare nella Boheme, faceva la parte di un vecchio corteggiatore ed era esilarante.
    E volete sapere perché papà Espedito ha portato per tutta la vita questo strano nome? Quand’era piccolino stava morendo di non so che cosa, la madre, disperata, buttò nella culla un’immagine di S. Espedito, lui diceva sempre: il vetro si ruppe ed io sono guarito. Per questo l’hanno chiamato Espedito, anche se la rottura del vetro non c’entrava niente. Era maresciallo maggiore fra un quadro e l’altro…

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  5. Cara Mimma, un papà esemplare, un artista eccezionale, i suoi quadri sono dei veri capolavori, ma non solo era un artista completo. Ha fatto una morte come vorremmo tutti, la sua bontà e umanità sono state premiate dal contatto col mondo celeste. Questi sono ricordi speciali, grazie per condividerli con noi. Ha lasciato un grande dono a tutti voi.
    Un abbraccio speciale.
    annamaria

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  6. il sangue non è acqua, eh, Mimma?…
    era nel DNA il tuo destino di artista.
    Molto bella la foto scattata da Jole, e belli i dipinti di tuo padre, soprattutto mi piace quello che presuppongo sia una piazza con tante persone.
    mi hai raccontanto di lui, della tua famigli di cantanti e artisti.
    e adesso tocca a te, alla tua poesia, alle tue favole poetiche, ai tuoi colori.

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  7. Buongiorno e grazie, mie care. Benvenute e sempre bentornate, o mie coraggiose! Se voi osservate i quadri di papà, c’è sempre un sentimento di pace, laboriosità, ma anche una solitudine interiore dalla quale egli si difendeva scherzando sempre.  Ebbe un breve periodo in cui dipinse una serie di mercati, che immaginava senza prendere spunto da nessuna parte.  Questo che ho pubblicato è appeso nel mio salone ( saloncino…attualmente ridotto a zero dalle gatte Coccola e Cristina, ma lasciamo andare, col muratore che mi ha mollata e l’elettricista che scompare ). Come vedete tutto l’insieme del quadro manifesta un lavorio umile , quotidiano, ma pieno di gioia. C’è forza di vita. Sulle bancarelle del pesce ha anche dipinto i pesci che saltano. Gli atteggiamenti delle persone sono sereni, ognuno è intento al proprio dovere, chi vende e chi compra. Era un pittore realista, proprio diversissimo da me, che affogo tutto nei colori annullando gli sfondi.

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  8. Commossa…
    un papà speciale…

    quadri splendidi io preferisco tra tutti: gli alberi e papà 2, adoro gli acquerelli.
    Figlie d’arte allora!!!

    Simpaticamente una lieta giornata anche se qui piove!
    Un sorriso
    un abbraccio
    Chiara

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  9. Ciao sorellina, sono Iole, mi sono molto commossa nel vedere le immagini del nostro papà e di alcuni dei suoi lavori, li penso ogni giorno i nostri cari,  la nostra vita e come siamo lo dobbiamo a loro. Papà, oltre ad averci lasciato nel DNA  l’amore per l’arte in genere, ci ha ha insegnato ad essere oneste, lui lo era fino alle ossa, incapace di profittarsi di chicchessia. La mamma ci raccontava sempre che ogni tanto " lo fregava", come quella volta che si presentò alla nostra porta un pescatore, a cui lui aveva fatto del bene, con una cesta piena di pesce fresco e pregiato, la mamma lo accettò con un sorriso e quando tornò papà e ne voleva conto lei gli disse con candore che quel signore non le aveva detto il suo nome e che aveva asserito che era merce che le mandava papà stesso…Erano gli anni cinquanta e si faceva certamente fatica con la miseria e la distruzione che aveva lasciato la guerra!

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  10. Grazie, Chiara, è bello leggerci e commentarci a vicenda, conoscere qualcosa di quello che abbiamo dentro: una grande ricchezza vicendevole.
    Iole, mi hai fatto tornare alla mente un episodio sepolto, ah, questi mariti! Tutti uguali. E le mogli, poverine, che a quei tempi tiravano la cinghia per fare quadrare pranzo, cena e colazione. Mi ricordo ancora il surrogato che la mamma mischiava nel caffè, poi adesso mi viene davanti agli occhi un’altra scena: io inginocchiata sulla sedia, appoggiata al tavolo della cucina, la mamma che, con l’imbuto, mischiava l’acqua nel vino da portare in tavola, guardavo interessatissima, lei mi fece: < Non ti fidare di dire niente a papà >. Forse quella volta ci aveva aggiunto un po’ troppa acqua, papà portò il vino alle labbra, io guardavo curiosissima, e se ne accorse subito, disse : < L’hai battezzato? >, la mamma giurò di no, ma poi dovette spiegarmi cosa fosse questo battesimo. Poi papà chiese a me: < L’ha battezzato ? > scossi la testa timorosa dei rimproveri che mi sarebbero toccati se avessi fiatato. Quanto eravamo felici.

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  11. Tanta serenità traspare da questo tuo racconto e tuo padre ne emerge anima grande di artista. Ecco da chi hai ereditato il tuo estro!
    I lavorucci di papà Espedito mi sembrano davvero più che lavorucci: era proprio bravo.
    E’ bello e commovente ricordare i nostri cari, è come trattenerli ancora un po’ con noi.
    un abbraccio

    franca

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  12. Cara Mimma, dolce ragazza, hai tanti bei ricordi del tuo papà sei fortunata.
    Era un vero artista altro che lavorucci!!! Ha uno sguardo molto dolce.
    Ed ecco risolto il mistero della tua ecletticità artistica. Mi sono molto piaciuti i dipinti tra i quali non saprei scegliere, sono uno più bello dell’altro.
    Un abbraccio affettuoso cara amica, e grazie per aver condiviso.

    frantzisca

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  13. Più si vive e più si accumula il dolore nel doversi separare dai propri cari, è così per tutti gli umani. L’alternativa è anche peggio: morire giovani. Allora io preferisco aggirare l’ostacolo e pensare all’amore che mi hanno lasciato, allora mi viene la forza di sorridere ricordando. A voi grazie per la vostra presenza e l’affetto.

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  14. Mimma complimenti immensi e cari alla splendida figura che dev’essere stata il tuo papà, ora capisco molte cose…
    Ma che bravo! Beh, ora mi è tutto chiaro…
    Era una persona eclettica, mi è piaciuto molto quello che ho letto e le opere che ho potuto apprezzare. Devi averne un bellissimo ricordo.
    Sono molto felice per te, mimma.
    PS Strepitosa anche la foto dell’orchestrina "gattesca", o gattaiola.
    Un abbraccio
    Angela-anais

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  15. un papà artista non poteva che avere una figlia come te
    mia cara usignola
    sono bellissime le sue opere
    e quel violino mi pare di sentirlo suonare
    un grande abbraccio

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  16. Buonasera, signore, grazie delle vostre parole così affettuose. Mi è di conforto pensare che lo rivedrò insieme a tutti gli altri tanto amati e saremo insieme per sempre in una vita ignota, che deve essere bellissima. L’amore è eterno: ne sono sicura, me lo sento.

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  17. Qua Mimma, ti abbraccio forte forte di commozione, lo sguardo dolce del tuo papà e il racconto delle sue ultime parole, che belli che sono, racchiudono tanta bellezza e serenità, me la trasmettono. Amare la musica, la pittura, lo rendeva sicuramente un uomo speciale.
    I suoi quadri sono uno spettacolo, si vede il tocco sicuro dell’artista.
    Io che amo gli scenari naturali sono rimasta colpita in particolare dal viale alberato, con quei colori, quelle luci…ma sono bellissimi anche gli altri, riusciva a dare quel tocco di chiarore alle persone, ai paesaggi, illuminando l’atmosfera in positivo.
    Non sono un esperta, ma in queste sue immagini dipinte e disegnate ci vedo un animo buono, pronto a cogliere il sentimento delle cose…
    Mimma, tu e Iole siete il frutto di due stupende persone, tra cui un papà immerso nell’arte fantasiosa della vita…ecco perché siete speciali anche voi due, bacissimii

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  18. Leggo ora il tuo commento Mimma, infatti anch’io avevo notato questo ripetersi dell’uomo solitario, come un desiderio di pace, d’intimità con il proprio animo, nell’osservare la vita e il suo svolgersi e quel chiarore che si espande in tutto…molto bello
    Un abbraccioneee

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  19. Paola cara, sapessi quanto mi conforta potermi comunicare su questo blog veramente per quello che sono ed amo. Talora qualcuno corrisponde. È per me gioia e pienezza. I quadri di papà da un lato erano il suo sogno di pace campestre ed interiore, dall’altra il suo sentimento dell’operosità umana ( i mercati ). Ce ne sono altri dove ha evidenziato la fatica del vivere, molto intensi e dolorosi, ma ne ha fatti pochissimi, ne abbiamo uno di minatori che è un pugno nello stomaco. Ha anche espresso la sua religione in alcuni volti di Cristo, è strano quel cielo azzurro, ti pare? L’avremmo immaginato tempestoso. Ho anche fatto il giro degli amici per fotografare i quadri che egli generosamente regalava. Grazie, Paola, per la tua costante presenza nella mia vita e sempre benvenuta.

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  20. Cara Mimma, è proprio vero: quando si riceve amore si è capaci di darne. Sono molto belli i ricordi che tu e tua sorella avete del papà e della mamma.
    Tutto questo mi ha fatto venire in mente un libro di Daria Bignardi, che s’intitola Non vi lascerò orfani, dove lei parla della sua famiglia, e in particolare del suo rapporto un po’ conflittuale ma molto affettuoso con la madre.
    Ma la cosa più bella che dice è riferita al significato del titolo, scelto da una frase del Vangelo di Giovanni scoperta su una lapide, e che l’aveva molto colpita, quando lei era "fresca di lutto": il senso è che quando si riceve tanto amore dai propri genitori si sente così tanto questa pienezza d’amore che non solo non ci si sente orfani, ma si è così pieni che quell’amore trabocca nei propri figli e così di seguito…
    Anche a me è molto piaciuta questa frase e spero che mio figlio mi senta a sua volta presente (anche "dopo") per tutto l’amore di cui ho cercato di riempirlo, così che non si senta orfano (quando accadrà… spero più tardi possibile, perché la vita è troppo bella, può essere faticosa,  ma forse non esiste una vita brutta).
    Ho voluto condividere con te questa mia lettura perché si addice anche alla tua situazione di figlia amata.
    Un abbraccio,
    Carmen

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  21. Il titolo del libro di Daria Bignardi è azzeccatissimo, cara Carmen. È vero che il ricordo è struggente, ma è un dolore buono, che deriva dal tanto amore scambiato. Oh, i conflitti ci sono sempre: si tratta di generazioni diverse che stridono a confronto, eppure sono sempre conversazioni d’amore. Dopo la morte dei nostri cari percepiamo la diversità di piani nei quali ci aggiriamo senza incontrarci in maniera sensibile. Mi mancano, ma non mi sento orfana di loro. Grazie della tua costante presenza nella mia vita.

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  22.  Cara Mimma, si si ora non ho paura a scrivere cara perché il ricordo di tuo padre mi ha afferrato il cuore. La sua partenza me ne ha ricordata un’altra e un’altra ancora, mio padre, mio suocero….
    semplici uomini ma………. che uomini.
    Come tuo padre.
    Ce ne vorrebbe il mondo pieno.
    L’ultimo quadro è stupendo
    l’immagine commenta 
    ciò che le tue parole hanno dipinto.

    Il falconiere

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  23. Grazie, caro falconier. Mi hai fatto venire il groppo in gola, ma è una sofferenza buona perché sofferenza d’amore. Abbiamo tutti vissuto questi momenti e ne conosciamo il gusto spinoso, possiamo quindi venire con compassione gli uni verso gli altri e così aiutarci vicendevolmente e farci un po’ di coraggio perché talora la carne è debole e si pone tanti perché senza risposte. Papà diceva che certe persone non dovrebbero morire mai, lo diceva degli amici cari, di Totò, di qualche cantante lirico che gli piaceva. Ecco, anche lui era una di quelle persone.

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  24. Ho guardato con commozione e capito da dove viene il ‘tuo estro’
    un papà speciale e dipingeva veramente bene.
    un abbraccio Mimmuccia, da un ‘figliol prodigo’ che ti vuole sempre bene.
    o.

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  25. Cara Orsola, ma quale figliol prodigo o figliola prodiga che sia. Purtroppo a qualcosa si deve rinunciare, anch’io non mi sono più potuta occupare del club poeti né di facebook, o scrivo commenti oppure poesie e racconti e faccio pittura e file immagini, insomma, meglio creare. Ad un certo punto ho dovuto scegliere anch’io, e con vero rammarico. Sto anche portando avanti il fumetto dell’Usignola stonata, che non è piccola cosa, esige impegno a livello creativo, ma anche tecnico perché i fumetti sono fatti in un certo modo ed io non posso sovvertire a modo mio tutte le regole. Poi io e Cristina abbiamo in animo una sorpresa insieme, ma questo è ancora tutto da programmare. Come vedi sono anch’io una figliola prodiga!  

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  26. il tuo papà continua a vivere in te e  nella tua arte…i racconti della tua infanzia mi lasciano sempre rapita a bocca aperta..sono così nitidi, semplici e pregni d'amore! un caro saluto a te Mimma
    Laura

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  27. Grazie, Laura, è vero, ho molti ricordi nitidi e pieni d'amore. Ero una bambina vivace, che correva sempre, si buttava dalle scale e cacciava le dita in tutte le prese della luce, dove ne trovavo. Una calamità. Per tenermi ferma dovevano procurarmi giornali a fumetti, per i quali impazzivo, li leggevo e rileggevo, li imparavo a memoria. Ne ricordo ancora i titoli: Bambola (il mio preferito), Bimbebelle, Il corriere dei piccoli, Topolino, Paperino, Tiramolla. Dovevano guardarmi a vista, quando non piroettavo e non mi precipitavo per il corridoio della casa come il vento ero ancora più pericolosa perché ne inventavo una ogni poco.

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  28. anch'io ero una peperina, soprattutto quando ci siamo trasferiti dalla città alla campagna: che universo meraviglioso! farfalle e grilli da rincorrere, i girini, le lucciole ma soprattutto il mio primo cane, le gare in bici, le partite a biglie, le partite a pallone e le sere d'estate tutti in missione a "rubare" nell'oscurità fragole e ciliege!!! e in lontanananza mia mamma che mi chiamava a più non posso!!! Il papà, che ho perso quando avvevo quattordici anni (e che è sempre con me) era più serioso ma pagherei per aiutarlo ancora a impastare il cemento per fare il vialetto di casa con i sassi presi al fiume..vederlo come pota le rose, come cura il suo orto, come fa crescere alberi da frutto, come addenta i pomodori appena colti mentre se ne sta a ciampettare a piedi scalzi nell'erba…stare accanto a lui, lavorare nel silenzio e in pace, con il sole che ti brucia le spalle e sentirti al sicuro…
    hai visto cosa mi hai fatto ripescare? Grazie!!!
    un bacione
    Laura

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  29. L'amore scambiato, cara Laura, è sempre dentro di noi e sono le piccole cose a dargli sapore: lo sguardo del mio papà abbracciato al violino e il gesto del tuo quando potava le rose. Ci lasciamo così, passando verso una vita diversa, nella quale si entra a passi terribili e di cui nessuno sa niente, anche se io penso che sarà bellissima, fatta non solo di non dolore, ma anche di tutta gioia, conoscenza e coscienza.  Tu, intanto, vivi felice dando felicità. A me ne dai.

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  30. grazie cara Mimma per le tue parole….ogni volta mi dai la reale sensazione che stiamo conversando amabilmente di persona, tanta è l'empatia! E grazie per la carica e la gioia che mi sai dare, Buona Domenica!
    Laura

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  31. Mimmina, è vero, quell'azzurro  spicca sulla sofferenza del volto di Cristo, secondo me è un desiderio di pace, di bellezza, di chiarezza, come lo può essere un cielo sgombro dalle nuvole che a  vederlo a volte ci sentiamo piccoli e disarmati di fronte a tanto chiarore…
    Questi papà quanto li abbiamo amati e li amiamo ancora in segreto…

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  32. E mettere in comune fra di noi tanto amore ne rievoca la presenza, i gesti, gli insegnamente, anche le debolezze che essi avevano come tutti ne abbiamo. Grazie a tutti per la vostra presenza in questo blog.

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  33. Sono andata a vedere gli indimenticabili, come hai detto, ed sono rimasta affascinata dal tuo micione nero … veramente una piccola pantera … ma nel rollare i post mi sono soffermata su quello dedicato a tuo padre.
    Ora ho capito da chi hai preso… una famiglia di artisti !!!
    Caspiterina … ma tuo padre sapeva fare tutto !!!!
    Magnifici i quadri.
    Ti abbraccio forte mon amie
    Cristiana

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  34. Buonanotte, Cristiana, benvenuta e grazie per la tua sensibilità. Ed hai notato che stile diversissimo abbiamo io e il papà? Anche mia sorella Iole dipinge, ma con un altro stile, ed anche mia nipote Mariachiara, anch'essa in modo diverso. La più pazzoide sono io, che amo l'irregolarità, la macchia, la nebulosità e i forti contrasti di colori.
    Per quanto riguarda il mio Kalòs, sì, era bellissimo.

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  35. Ciao Domenica, sono una studentessa di giornalismo e facendo delle ricerche per la mia tesi laurea ho trovato un articolo sul settimanale messinese “La Scintilla” che penso possa essere attribuito a tuo padre, se vuoi ti posso inviare le foto del pezzo.

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    • Grazie, Valeria, sì, papà scriveva regolarmente su La Scintilla, sei davvero gentile. Un abbraccio. Ho tardato tanto a risponderti perché non funzionava internet e, prima di trovare il guasto, ci sono voluti tempo e soldi.

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