La Mimma quasi furiosa

 La luna nel pozzo

Ogni mattina è la stessa colazione
a cui sempre si aggiunge il sorso
perché non sfugga il sapore dalla lingua.
 
Ma io rido di risata cachinnante
e ricorro a una vita maccherronica
con ipotetiche dell’impossibilità
a mollo nella fantasia.
 
                                                 Come stai?
Anormale.
 
Il pianeta va zigzagando nella sua ellissi
a passi di ballerina ubriaca
e chi se ne frega. Inforco l’ippogrifo
bianco, quello con la stella d’argento in fronte
perché i pensieri onorano le circonvoluzioni cerebrali
o termosifoni. La febbre
è salita, la centaura a volo
fino alla luna, dove
si sono trasferiti i sogni moribondi.
 
In realtà
non ho mai avuto i piedi per terra. Le gambe
erano inutili all’uopo e l’albatro zoppica.
 
Se faccio presto
raccolgo la luna nel pozzo
e me la bevo.
 
Domenica Luise
(Disegno di Domenica Luise)
 
 

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23 thoughts on “La Mimma quasi furiosa

  1. luna ippogrifa
    risata tintinnante

    "come stai?
    Anormale"

     il che mi pare giusto una risposta
    da centaura alata
    che se vogliamo è pure meglio di un’angiola
    o angiolessa che dir si voglia

    e guai se tu fossi "normale"

    quali ali avresti mai, per supplire alle tue gambe traballanti?
    quali voli faresti siderali  e iperborei se tu fossi normale?

    lascia che si sparecchino tavole e si lustrino scale e davanzali
    ovunque
    nelle case di corte alla tv, trono indiscusso e atteso
    come manna dal cielo a ogni rientro
    pantofole e giornale

    cenerentole sperse in giorni uguali
    spente nei desideri.

    vola, ippogrifa
    il cielo è poesia!

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  2. Che mattacchione siete, tu e Cristina, uno spasso poetico.

    La tua poesia è musica ironica, una protesta quasi, ma dai Mimma non sei anormale, sei speciale. La luna sta scendendo dal cielo solo per te carissima.

    Buonanotte, un abbraccione.

    annamaria

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  3. Cristina: ma che bel commento, certo che la normalità non fa per me. Quando noi insegnanti, riuniti in tragico consiglio di classe a giugno volevamo salvare uno che non gliela faceva con la testa, scrivevamo nel giudizio che aveva un’intelligenza " normale " ed aggiungevamo che, " con lo studio profuso " era riuscito a raggiungere un risultato sufficiente. Insomma, una bugia bene espressa.
    Isabel, da quanto ho scritto sopra risulta che sono onorata di essere anormale, o sennò come mi potrei fare le gite sull’ippogriffo dalla stella argentea in fronte?
    Marzia, non ho febbre fisica, è poetica e mentale. Quella fisica passa presto, questa è in fase esplosiva, quando più, quando meno, preferibilmente crescente.

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  4. Spero che venga anche a me una febbre "POETICA" così!
    Molto intrigante questa poesia.
     La colazione, pur se fosse sempre la stessa, quando è "da leccarsi i baffi" non vedo l’ora che venga il momento di poterla gustare di nuovo.
    Ma poi, non mi sembri tanto "furiosa" come dici nel titolo. E meglio così.
    Buon week end.
    Ti lascio un saluto di circa una settimana. Sarò di ritorno domenica 8.
    Ma se mi perdo qualcosa, poi recupero.
    Ciao, Wilma.

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  5. Wilma, spero di fare in tempo a salutarti prima che tu parta. Ciao, divertiti, dedicati a quello che più ti piace,  e per concludere una confessione a occhi bassi: non parlavo di unaa colazione " vera " che piace molto anche a me, ma del tran tran, è quello che mi scoccia e talora mi infuria o quasi.

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  6. Marzia, " furiosa " è in relazione  al viaggio di Astolfo sulla luna, nell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, per recuperare il senno perduto di Orlando, io tento un viaggio sull’ippogrifo ( che usò anche Astolfo ) per cercare qualche mio sogno moribondo. Però mi sembrano tutti morti, più che sogni i grandi desideri, le aspirazioni artistiche, la voglia di dare gioia intorno a me e tanto amore " profuso "  e " sprecato ". Ho anch’io un lato triste che non intendo soffocare, ci posso ironizzare su, mettere la vita a mollo nella fantasia, ma voglio guardare in faccia il tran tran e potergli dire: fai schifo.
    Perché è vero che il tran tran fa schifo ed io amo la verità. Poi mi rialzo facilmente dal suolo arido lunare, do una carezza all’ippogrifo e mi lascio ricondurre alla normalità anormale di tutti i miei giorni da febbre poetica.

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  7. Grande ! Eh eh, quel sorso mattuttino mi sa tanto di parole poco gradite, quella lingua che deve sempre fare il suo dovere anche a sproposito. Fortuna che tu non perdi l’allegria e quel viaggio fantastico ce lo inventiamo un po tutti, credo,ma come l’hai reso bene, grandioso.
    Mi piace molto la chiusa, è il buon umore che vince sulla sventura…
    Tanti bacioni al volo sull’ippogrifo 🙂 ciaoo kiss

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  8. Dico che è bellissima…nel tentativo di risolvere l’irrisolvibile,dal punto di vista concettuale
    ….
    e chi se ne frega

    Ricerca d’oblio, consapevolezza del dolore che è  poi la vita e forza interiore ripescata per sopravvivere. Un atto necessario , estremo, ma di per sè fantastico.
    Se faccio presto
    raccolgo la luna nel pozzo
    e me la bevo.

    Che Brava e che poesia!
    nunù

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  9. Mimma, Mimma…ti dirò… questa poesia mi fa impazzire, è un’altalena continua…bellissimo seguirti nelle giravolte dei tuoi dico-non dico, ma hai detto eccome! Ma a questo verso "
    "Come stai?
    Anormale." sono andata proprio fuori alla grande. Complimentiissimissimi
    piaciuta tantissimo, e cmq ti ho "visto" e sorrido nonostante…
    Un abbraccio forte-forte

    frantzisca

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  10. Oh meraviglia!!!!!!!!

    Ma come raccolgo la luna nel pozzo e me la bevo? Mimmaaaaaaaaaaaaa!
    Ti rendi conto di cosa hai scrittooooooooooooooooooooooooooooooo?????

    Una come te altro che raccogliere la luna nel pozzo e berla

    Una come te può fare anche di più!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Rossella

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  11. Buongiorno, SIGNORE  e signori, evviva le signore, sempre presenti. Nessun uomo, fino ad oggi, ha vinto il premio Giobbe, peggio per loro, invece, voi due, cara Frantzisca e Rossella, avete vinto il premio, se mi mandate una vostra fotografia preferita sulla quale lavorare oppure mi date il permesso di usarne qualcuna a scelta di Cristina.  Se preferite non comparire, ditelo, ma che c’è di male a regalare la propria faccia così com’è e come diventa con la fantasia computerizzata? Non avete l’idea di cosa ho fatto a Marzia, un risultato strabiliante, arriverà il suo turno alla prossima botta. Ed ho un’altra idea, se ne sarò capace, sennò pazienza. Voglio fare le caricature, ed indovinate un po’ chi sarà la prima?
    Dimenticavo: i vostri commenti così gratificanti mi aiutano a continuare, a NON cancellare questo blog e a credere in me stessa e negli altri.

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  12. Mimma cara, a me piacerebbe eccome comparire. Non posso estrapolare foto dal mio pc, te l’ho già spiegato. Oggi farò l’ultimo tentativo, me le studio tutte.

    grazie per avermi scelta. Dpero di essere all’altezza.

    Bacio

    Rossella

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  13. ma che bella! anche nelle sue trovate linguistiche che la rendono spumeggiante, ironica, molto viva.
    Molto bella anche l’immagine di Mimma a mo’ di Orlando Furioso, con un allargamento del vissuto in senso universale.

    ciao!!!!!

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  14. Be’ tu mi hai visto contenta tu…io non ho foto recenti abbastanza decenti se vuoi ti mando quella della prima comunione…eheheh…oppure in due pezzi al mare  (quattro anni fa) ihihih lì ci vorrebbe il talento di una maga, facciamo così farò qualche foto con l’autoscatto e vediamo che viene fuori ok?
    Ciao Orlandina, buona serata.
    bacetto
    frantzisca

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  15. Grazie, Ghost, quando mi arrabbio ottengo questi strani effetti poetici: esco più del solito dalla mia ellissi comunque a balzelloni. E pensare che una volta credevo di essere un tipo pacifico, mi fece aprire gli occhi un mio collega, che si mise a ridere e mi disse di osservare le mie pennellate furiose ( già ) con cui ricopro i quadri a manate, dal colore ai polpastrelli alle tele, meglio finire bagnato su bagnato, poi osservo a distanza, tocco, ritocco, riosservo, ci resto fissa. Dimentico anche di pranzare.
    Frantzisca, perché non mi mandi tutto? Due pezzi, prima Comunione e foto recenti, io poi ci farnetico su. Mi farebbe comunque molto piacere vederle. E poi le foto da prima Comunione di un tempo erano così innocenti, ormai i bambini stanno sotto le telecamere e le macchinette digitali da appena nati, sono piccoli attori, allora no, era una grande occasione, non eravamo così disinvolte a posare e non si poteva sbagliare tanto facilmente perché lo sviluppo costava.

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  16. Adoro fare colazione!
    Sarà che sono golosa?
    E’ magnifico essere golosa e crepi… la dieta…
    poesie così valgono senz’altro qualche chilo in più di
    goliardica follia.
    Bellisssimisssimisssima!!!
    Un bacio lo meriti proprio
    carissima amica.

    Ps: non berla tutta ( di luna), lasciane un po’ anche a me!!!
    Chiara

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  17. Ehi, Chiara! Sono in ritardo anche con i commenti sul mio stesso blog, acciderba. Quando mi piglia la botta di creatività divento preoccupante. Ma certo che non mi bevo tutta la luna, sarebbe un po’ pietrosa e pesantuccia. Per ora vado trasformando in fumetto la favola dell’usignola stonata, ci sto lavorando e rilavorando, mi diverto tanto, ma che fatica. E per aggiunta nelle mie cose sono pignola, mi debbono convincere a fondo prima di metterle fuori. C’è un punto che io " so " determinante, quando il " piatto " è pronto, allora imbandisco la tavola.

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