Questa storia mi viene a conoscere

Dai tempi di Fedro ed anche prima
sempre
e dovunque.

Il toro disse alla pecora: < Non è posto per te
e poi il tuo biancore mi abbaglia >.

Gli rispose la pecora: < Che fastidio ti do ?
Hai tanta più forza ed amici di me >.

Allora il toro, battendo a terra la zampaccia
suonò il tam tam dei tori a raccolta

e con le frogi fumanti stabilirono il verdetto:
< Tingiti il mantello di nero >.

Subito la pecora, che le piacesse o no,
andò dal parrucchiere

e da bianca innocente divenne nera notte.

Il toro disse alla pecora: < Ma sei proprio cretina
e adesso, tutta scura, ti posso calpestare,

lo sai che ci vedo poco, mi manderai in galera
con l’accusa di omicidio volontario. Perché non te ne vai?
L’arena non è posto per una femminuccia >.

Gli rispose la pecora: < Ma qui ho comprato casa
ed ho il mio praticello >, < Va bene >, disse il toro,

< però devi portare un campanello a zampa
così ti sento e non ti schiaccio >, < Sì, maestà >.

< Insomma, cara figliola, non hai senso di misura >
si arrabbiò il toro, < con questo scampanio

tu lo fai apposta a svegliarmi dal sonno
continuamente >. < Perdono, maestà,
è stato involontario, metterò il cotone
nei campanelli >.

< Al tuo posto me ne andrei > concluse il toro,
< parlo per il tuo bene, potresti avere

un incidente. Mi piglierò io
cura della tua casa e del praticello, cioè
mi piglierò casa e praticello >.

< Sì, maestà > rispose la pecora
< è giusto, maestà. Io sono nera, rifiutata dal gregge

e con i campanelli inutili, non ho intelligenza
ed è tutto vostro,
maestà >. Il toro si accomodò
nel praticello in fiore della pecora
ma vennero gli uomini a stanarlo
e lo fecero fuori nella corrida
insieme a tutti i suoi amici.

Domenica Luise

 

27 pensieri su “Questa storia mi viene a conoscere

  1. Ben gli sta! La troppa arroganza e pretesa alla fine puniscono.
    Quante persone nella vita reale si comportano così? Quanti sbruffoni e approfittatori tormentano con le loro angherie?
    Questa favoletta in versi è molto attinente alla società umana.
    E’ sempre un piacere passare da questo blog: la tua morale è divertente e deliziosa.
    Un caro abbraccio.
    Annamaria*

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  2. Chi la fa l’aspetti…o chi troppo vuole nulla stringe alla fine…
    E’ giusto sia così….il toro ha avuto quel che si meritava… spero che quella pecora possa un giorno far valere i propri diritti …..Notte Mimma ti abbraccio forte!

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  3. Dolce Mimma, sei un’affabulatrice straordinaria!…
    Prima o poi i prepotenti e gli arroganti pagano….
    Grazie Mimma, mi hai donato un sorriso, ed io ne dono uno a te! 🙂

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  4. Il toro di solito crede di essere molto intelligente, ma è solo astuto, di quell’astuzia egocentrica che non tiene mai conto dei sentimenti altrui.
    Gli basta primeggiare, anche quando non ne ha i numeri, perché sono i suoi simili a fargli credere che ha ragione. Quasi sempre predomina con la prevaricazione e con il ricatto, fino a quando qualcuno non scopre i suoi inganni, ma ci vuole coraggio per farlo, e il coraggio può anche essere quello di una pecora che si fa da parte per non farsi travolgere. Ma prima o poi la malignità avrà quel che si merita.

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  5. Buongiorno, belle signore, benvenute, ben trovate e ben ritornate, evviva, ho appena finito di fare un tentativo culinario, poi vi dico…ah, ah, ah. Grazie dei vostri commenti. Vivete felici.

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  6. Sai bene, Mimmina, che molto spesso Cristina parla anche per bocca mia… almeno su certe cose(= persone…). Dunque… hai capito!… Un baciotto, amica mia dolce come una cuzzupella (tipico dolce pasquale calabrese). GRAZIEEEEEE

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  7. ho rilettala fiaba, c’erqualcosa che non mi convinceva…poi ho capito: gli uomini che stanano il toro! Parli di uomini, e quindi, suppongo, di uomini veri, non di pupazzi che fanno finta di stanarlo e invece gli portano il mangime…
    come conosceva bene la natura delle bestie, Fedro!…

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  8. C’ è sempre una giustizia, chi fa male trova male.
    Il mondo è pieno di tori e di pecore;
    spesso, essendo donna, mi sento percora, (con in casa tre tori), lascio e dico accomodati:
    generalmente il toro poi è sempre quello che perde le corna. …E vaiiiii!
    Un salutone e un abbraccione
    Chiara

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  9. Sì, cara Cristina: parlavo di uomini veri perché ogni prepotente trova sempre qualcuno più forte di lui, che gli piglia finanche la ciccia.
    Certo, Chiara: anch’io spesso mi sento pecora e dico :
    invece di mandare al diavolo il toro di turno poichè egli ha le corna ed io no, ho visto però che il toro non solo, per natura, ci vede poco fisicamente, ma è anche scemotto a livello mentale: non capisce che una donna gli legge dentro e prevede tutte le sue mosse. Basta la donna a castigarlo e a fargli rosicchiare le zampe. Se poi c’è anche un gruppo di amiche a sostegno, moltiplicando le intelligenze, quasi quasi il toro mi fa pena.

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  10. Cara Mimma,novella Fedra..anche io avevo scritto una poesia sulla pecora ,povera…ma la tua diventa di nuovo bianca oppure diventa toro?Trovo che hai estro particolare a narrare e dai tutta te stessa.Questo mi piace assai,cara
    Tinti

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  11. Ciao, Tinti, naturalmente la mia pecora ritorna bianca e riprende possesso della sua casa e del praticello! Tuttavia, per mio consiglio, le pecore faranno bene ad allearsi fra di loro o interverranno altri tori e aspiranti tali.

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  12. CUORE

    Nelle sillabe aggiunte per caso
    negli occhi che non vedono
    nelle gambe che non camminano
    nelle orecchie che non sentono
    nei cartocci sulle panche
    alla stazione
    nei colori di un tramonto
    nei tuoi abbracci muti
    nei sospiri di un treno
    nella terra che piange,
    lì,
    e ancora, lì,
    c’è il cuore.

    Grazie carissima amica Mimma
    un abbraccio.
    Chiara

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  13. Chiara, E’ BELLISSIMA. Grazie per averla pubblicata nel mio blog, me ne sento onorata. Questo colloquio virtuale, privato della presenza fisica e magari anche di una voce telefonica, sta assumendo colori e profumi inaspettati, che non sapevo esistessero. Cade in uno spirituale poetico denso. Mi è venuta ora una meravigliosa idea, sì, è meravigliosa, metto subito un post.

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  14. Credo sia più felice la pecora, nella sua umiltà lascia vincere il prepotente che non riuscirà mai a trovare felicità in ciò che ha rubato con tanto egoismo.
    Però quella pecora si deve anche svegliare sennò si trova senza prato e cibo, non può passare tutta la vita a scansarsi :)))
    Molto bella !

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  15. Con immagini semplici, detti la tua filosofia di vita ed il tuo desiderio di giustizia. Mi piace quel tuo essere sempre dalla parte dei più deboli. Quanta grandezza è in te,mimma!!!! Sei esemplare.

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  16. La pecora non è scema, ha solo fatto la finta tonta per salvarsi la pelliccia. Farà alleanza col gregge, tornerà nel suo praticello in fiore e vivrà felice e contenta figliando regolarmente quale madre opulenta. E ai suoi figli insegnerà che l’unione fa la forza: Che faccio, vi ci metto la seconda puntata? Certo che sto dalla parte dei deboli, cara Nunzia: lo sono!

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  17. Qua chiedono il seguito della storia. Come mi diverto, ebbene sì: l’avrete. Un abbraccio e felice notte con felici sogni. Ari, aspetto la tua poesia sulla vita, grande dono.

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