Le vittorie della poesia (pensiero mimmiano n° 6)

Bocciolo

La morte esiste così poco da essere nulla
in confronto al pensiero di un solo poeta
o ad un solo pensiero di un poeta.

                                      Domenica Luise

                                           (Fotografia di Cristina Bove)

 

 

29 pensieri su “Le vittorie della poesia (pensiero mimmiano n° 6)

  1. Sì, dolce Bea: la morte NON E’ NULLA in confronto ad un solo pensiero di un poeta, maschio o femmina che sia. Noi ci adergiamo liberi e poi spicchiamo. L’essere umano si porta tatuato dentro il bisogno del volo, della bellezza femminile e della forza maschile che comprendono anche la delicatezza e la robustezza del pensiero. Da questo sincretismo irregolare di carne anima sentire soffrire gioire giocare nasce la poesia. Sorrido quando leggo la parola ” sfrondare il testo ” nei commenti perché può uscire soltanto una poesia mediocre dal semplice tagliare qui e lì. Si tratta di esprimersi e di restare, si ottiene coagulando, scegliendo, ssostituendo, sono i movimenti razionali a mettere ordine nell’ispirazzione perché il sentire non basta.
    Sembra facile, forse, perché la poesia solitamente è breve, ma non è facile per nessuno fino a quando l’essere umano è assorbito in poesia, allora sì, respira, pensa e dice poesia. Chi non l’ha provato non può credere che esista. Per questo ho scritto che la morte, in confronto a tutto questo, è così poco da essere nulla, perde il suo pungiglione.

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  2. Accidenti, mi sono scappati due refusi: sostituendo con due s iniziali e, peggio, ispirazione con due zeta. Possibile che siano dotati di zampette libere e indipendenti, oltre che dispettose? Errata corrige e peggio per me, così rileggo con più attenzione prima di postare.

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  3. Eh,eh,eh…allora non scappano solo a me i refusi!
    Il momento di ispirazione poetica è sublime e il tempo e la morte risultano sconfitti ( almeno per un po’ )
    Buona domenica creativa cara amica
    franca

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  4. Certo che i refusi scappano, sono vivi anch’essi e appena ti distrai ti fanno marameo. Francuzza, io dico che la morte è sconfitta per sempre fin da ora, la gioia è qui, mandorla buona nel nocciolo del dolore e un solo pensiero poetico è talmente sublime da annullare ogni caducità. E quel bocciolo di rosa non importa che sfiorisca e ne venga un altro, c’è, ha fatto volare un pensiero e ha dato la sua gioia.

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  5. Mimma mi fai continuare a credere nella poesia, anche quando capita di dire: ma in fondo a che serve, a chi servirà? E a volte mi capita. Ti abbraccio e ti auguro un buon pomeriggio domenicale e un bacino.
    Angela

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  6. Cara Mimma, permetti che questa volta io dissenta, non vi è nulla di paragonabile alla vita di un figlio, niente nemmeno l’idea consolatoria che il loro spirito continui a vivere in altre dimensioni, perchè loro mi mancano qui e adesso ed io sinchè non li ri-trovo sono già morta,in sospesione, in attesa, e non c’è parola di poeta che sia vita, o riesca ad annullarne l’assenza.
    Un abbraccio
    francesca

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  7. Angela, la poesia serve e come, per noi stessi e per gli altri, è una compartecipazione insostituibile. A parte le domande e i dubbi umanissimi, che vengono a tutti.
    Francesca, tesoro: hai ragione. La mutilazione qui e adesso.

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  8. Il pensiero del poeta è eterno, vive nel tempo: è musica che vibra nell’eternità, per questo la morte è sconfitta, nulla può contro l’estro creativo che resta inossidabile e a memoria per sempre.
    Bellissimo pensiero, degno di una poetessa sublime come te, cara Mimma.
    Un abbraccio domenicale.
    Annamaria

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  9. Annamaria, per carità, non farmi fare qualche ruota pavonesca inpportuna, magari ci potrei credere anch’io, che sono una poetessa. Parola davvero grande, allora sono un tentativo, che magari qualche volta riesce un po’ meno peggio.
    Io credo che questo pensiero sulla poesia sia la realtà, ma bisogna distinguere fra quello che noi sentiamo ( i dolori per le mutilazioni della vita ) e quello che sappiamo o crediamo di sapere e comunque diamo per sicuro.

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  10. A parte le mutilazioni della vita,chi ci manca ,manca qui adesso e questa mancanza è in ogni cellula del nostro corpo,io voglio credere come Mimma che la poesia sia sempre vita in continuo divenire,e che quindi la morte intesa come fine non esista,è poetico questo credere,anche se resta a volte il dolore ed il peso della vita ,facciamo in modo che la morte ci colga in piedi,vivi ,perchè come la vita ,la morte arriva all’improvviso,in barba a tutti i programmi che uno si fa,grazie Mimma sei sempre grande,maria attanasio

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  11. Buonanotte o buongiorno, mie care, ieri sera mi sono addormentata presto, con mia sorpresa, mi sono svegliata da un’oretta, ho preparato il pranzo per oggi, ho messo in moto la lavatrice, confortato le gatte e dopo ho aperto il computer, sì, dite bene: la sofferenza, talora, è insopportabile, ma la poesia ci fa restare vive malgrado tutto. Non vinte: in piedi. Grazie, un bacio.

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  12. Ci può consolare l’idea che, anche se di pochi poeti, le poesie andranno oltre la loro morte. In questo senso, il tuo pensiero è grande.
    Ciao, meravigliosa Mimma.
    Rossella

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  13. E quei pochi poeti sono i portavoce di tutta la storia umana, come se fossimo un grande corpo interagente, costituito da unità personali e uniche che siamo ognuno di noi. E’ consolatorio, ma non basta al cuore umano, bramoso di amore da dare e ricevere per sempre e di una sopravvivenza infinita propria e dei propri cari. E’ questa la fame del volo. Vogliamo ” andare ” nell’immenso. La religione aiuta, ma non risolve perché la fede è oscura per tutti, malgrado le visioni, i messaggi, le speranze e le convinzioni più varie. L’essere umano vive comunque immerso in domande irrisolte e fa quello che può per restare a galla.

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  14. La poesia non può sanare, né può riportare in vita chi non c’è più, però aiuta. A ricordare, a ritovare e ritrovarsi. E le parole, a volte anche quelle prosaiche, riescono a mitigare il dolore, a salvare.
    Un saluto affettuoso!

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  15. Sì: aiuta molto, anche se non risolve e se c’è amicizia sincera tra diversi poeti aiuta di più moltiplicandosi. Io vi sento molto vicini, anche quelli che passano e non commentano, so che ci sono e ne avverto il tepore.

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  16. Cristina, le tue foto sono bellissime, sono subito venuta ad ammirarle e le consiglio a tutti gli amici del mio blog. Ma a te bastano cent’anni di vita su questa terra nella crosta di carne? Io non ci posso pensare. Voglio la sopravvivenza eterna.
    Ciao, Ghost, è vero: la morte non esiste. E’ una distrazione della vita oppure una soglia, anche una punizione per avere mangiato la mela proibita o raccolto il fiore tabù, insomma, poco importa: non c’è. Soltanto ” una cosa ” da attraversare senza pensarci troppo.

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  17. Curi “l’arredamento” ai tuoi versi mettendo le foto di cristina: matrimonio artistico, si dice.

    Perchè di arte si tratta, quando si entra qui e…

    elia

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  18. Ciao, Elia, benvenuto. Le foto di Cristina Bove sono semplici e stupende, è per questo che le pubblico, s’intende, lei consenziente. Gli amici sono molto generosi con me, che li ricambio gioiosamente. Ciò è bello, nessuno può resistere nella solitudine, con la fantasia nel cassetto, si cerca sempre qualcuno che ti respiri a fianco, io ho trovato voi. Posso dire che la mia storia artistica ha avuto un lieto fine.

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  19. ciao carissima,
    argomento delicato d’affrontare, la morte.
    Dolore per chi resta, per chi va è un passaggio.
    Certo i poeti con la P maiuscola (come te) lo sanno e riescono a sconfiggerla con le loro parole.
    Ma per chi la vive o la vissuta è più complicato descriverla, se non con il dolore che scava giorno per giorno
    un solco di distacco.
    Io so per esperienza che il dolore, se viene scritto in poesia è liberatorio, di qualunque natura sia.
    Spero di essermi spiegata.
    Ti abbraccio e ti ringrazio
    sei sempre carissimissima.
    Chiara

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  20. Chiaretta, lo sai che ti sono vicina in tutta la tua gioia poetica e in tutti i tuoi dolori come, lo sento bene, lo siete voi per me. Questo blog che ho aperto, la fiaba dell’usignola stonata, i racconti allegri, le poesie, i pensieri e tutto quello che ho e vi do ha lo scopo di suscitare amore e sollievo o refrigerio. La possibilità di scrivere, dipingere o cantare improvvisando senza sapere nulla di musica, anzi… non è opera mia, ma un dono, che non è solo per me. Vi voglio annunciare questa gioia che è nitida anche se passa attraverso il dolore come l’acqua di fonte che attraversa strati e strati di terra e pietre per sgorgare pulita. Voi avete capito che i miei blog sono gesti d’amore o non sareste qui.
    Adesso ci vogliamo bene e condividiamo gioia e sofferenza: quando so che qualcuno di voi sta male io ne partecipo ben più che se non vi avessi mai conosciuto perché adesso c’è l’affezione e la stima. Per questo godiamoci l’incontro che la vita ci ha regalato e cerchiamo di farci coraggio per quello che la vita ci ha tolto e ci toglierà, conoscerci è stata una cosa molto più bellissima assai oltre.

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