Alta cucina

 

Alta cucina

 

Ingredienti: una poetessa gallina vecchia
che fa buon brodo, riso
o risate quattrocento grammi
sale e pepe nero quanto basta, due cucchiai
di olio di fegato di merluzzo
carota, patata,sedano, cipolle
da affettare piangendoci dentro a volontà.

Un pizzico di cicuta o veleno di vipera.
 

Bollire, addensare in gelatina
e servire freddo come vendetta
all’indifferenza.

                                     Domenica Luise

 

                            (Fotografia di Domenica Luise)

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34 thoughts on “Alta cucina

  1. Senti un pò, mia cara Poetessa, hai deciso un attentato alla mia dieta e al mio cuore?
    Scherzo, la verità è che sarei d’aiuto allo Chef. Vuoi che ti procuri altri ingredienti?
    Un tot di invidia, un altro di gelosia, un altro ancora d’ignoranza delle cose di cielo…. potrei aggiungerne, e tanti!
    La tua poesia al fulmicotrone sarebbe in grado di stendere un esercito, ma essi hanno un formidabile antidoto: la strafottenza.
    Farò un dolce buonissimo apposta per te, già dolce di te.

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  2. L’indifferenza è tanta, cara Mimma, l’empatia rara ( e magnifica ) ma non vale la pena soffrirci ( anche se ci soffriamo ). Tu ( noi ) continua a lanciare i tuoi ultrasuoni e, come per miracolo, vedrai che qualcuno saprà raccoglierli
    abbraccio
    franca

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  3. Mimma quando ho visto la pentola ho pensato mmmm che delizia, una nuova ricetta, eh, eh, mi hai imbrogliato però la poesia è fortissima, a chi lo servi questo piatto? Io sono a dieta, ehm, ci sono degli ingredienti ipercalorici, tipo il veleno di vipera :))
    Io mi abbraccio la poetessa e aspetto nuove prelibatezze da leggere !
    Baci

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  4. Ah, ah, ah, questa è per l’indifferenza alla mia poesia ( o tentativo di poesia ), per l’invidia ci penserò, andrò a prendere qualche ingrediente adatto direttamente all’inferno, sulle orme di Dante Alighieri. Altrimenti non mi diverto.
    Chi mi accompagna in tal viaggio? Ho deciso: scelgo Cristina Bove, che in simili argomenti si trova perfettamente a proprio agio. E se permettete, ah, ah, ahhhhhh. Ecco.
    Vi scriverò un racconto, già me lo sento sottopelle.

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  5. Cara Mimma,
    delle serie “cosa bolle in pentola”. Terrò da conto la tua ricetta e la cucinerò all’occasione . . . !
    Un abbraccio, con tanto affetto
    Flavia

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  6. E comunque ci sarebbero mai tanti commensali nutriti del cibo dell’indifferenza e di altri ingredienti “malsani” che mi sa dovremmo affittare un intero ristorante!!
    A presto, cara amica
    Flavia

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  7. Che bello: cucina e versi… beh io sono ancora a dieta. Ma con te e la tua leggerezza di usignola non c’è da temere l’ago della bilancia 😉

    elia

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  8. Mimma, ho apprezzato talmente tanto la tua poesia, che se mi aspetti, prendo il primo volo da Fiumicino, e vengo ad aiutarti a cucinare. Però, ricordiamoci di non assaggiare mai mentre giriamo il mestolo!
    Bella, Mimma, bella come te.
    Abbraccio, rossella

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  9. Sei una persona simpaticissima, il tuo umorismo è divertente e lo adoperi sia in prosa che in versi, è un piacere passare dal tuo blog. Buon proseguimento di giornata.
    Un caro abbraccio.
    Annamaria

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  10. In attesa del tuo succulento…
    manicaretto…ops! Racconto, andrò in cucina e preparerò “pollo alla diavola” o “penne all’arrabbiata”, che ne dici?
    In attesa ti mando un bacio
    Chiara.

    Cavolo! Un calcio alla linea.

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  11. Un po’ arrabbiata questa eh?
    Cmq divertente e “fulminante” qualcuno girerà alla larga e fa bene. Ci siamo noi Mimma, gl’indifferenti…
    che te ne fai non sene sono accorti…ma sono già morti. Io invece aspetto con ansia il “pastccio” ops il racconto sicura del divertimento.
    Una lieve carezzina sulle piume all’usignola, così riprende a cantare…
    francesca.

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  12. Oh, ma che spasso! Io e Cristina siamo in partenza e l’angelo Francesco Pasticcio ci ha procurato due biglietti di andata e ritorno. Chi vuole venire con noi? Questo è proprio un racconto nel buio, già annunciato e ancora da scrivere. Cosa andiamo a cercare da quelle parti? Io lo so e voi no, io lo so e voi no, ah, ah, ah. Vedo che un signore si è accomodato nel gineceo, benvenuto, Elia, uomo noncurante del pericolo. Dunque, si accettano prenotazioni, chi vuole essere nominato nel racconto si faccia avanti in questo post, dopo di che siete nelle mie mani. Oggi, per telefono con Cristina, stavamo schiattando dalle risate. Ecco.

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  13. In realtà quello che vedete nella foto è un minestrone buonissimo di mia creazione, l’ho fatto con gli avanzi, ma proprio non supponevo che il miscuglio fosse una scoperta. Un avanzo di patate al forno ( io ci metto abbondante cipolla ), un avanzo di qualsiasi verdura cruda, avete presenti quelle già tagliate e pulite? Un pugno di uva passa, una confezione di pinoli, non occorre altro perché l’olio sta già nelle patate al forno, poi fate come vi piace, se ci volete pepe o che so io.
    A parte regolate in un’altra pentola la dose di acqua dello stesso peso del riso e fate bollire, quando bolle salate, versate il riso e fate bollire di nuovo, chiudete il gas, entro quindici minuti sarà pronto senza girare ed assorbirà tutta l’acqua. Ricordate la dose: tanta acqua bollente tanto riso. Mescolatelo al minestrone, cucchiaino di parmigiano e amen: i complimenti dei commensali. Non eccedete col formaggio perché ammazzerebbe il sapore delicato. Ecco.

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  14. Ah Ah! Anch’io ho offerto a Matrioska un pranzetto pasquale simile al tuo! Se vuoi posso inventare qualche ricetta….hummm
    Ciao, Mimmina non ti curar di loro e un bacione! Un giorno ti racconterò delle fritelle di riso fatte in campeggio !

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  15. Già, Yzma: ebbene sì, lo confesso, qualche volta, affettando le cipolle, non dico che ci piango dentro, ma le lacrime delle cipolle si confondono con le lacrime vere, e questo avviene non quando l’anca usurata mi fa più male, ma se le persone mi deludono inequivocabilmente. Poi mi distraggo su internet e sui miei blog, ci siete voi, le gattine sempre coccolose, scrivo un racconto che ci diverte o ci commuove. Insomma, assorbo le gioie che mi scopro intorno e trovo sempre da ringraziare. Quelli che mi deludono non perdono nulla tranne la mia confidenza. Comunque mi fanno sorridere anche loro: come possono supporre che io non me ne accorga?

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  16. Ciao Mimma, forse anch’io meriterei un assaggio di quella cosa lì… per le mie sparizioni, ma sono sparizioni, non indifferenza, dovrai inventare
    un’ altra ricetta per quelle come me… la tua poesia, quando arrivai al club dei poeti, fu una di quelle che mi colpirono da subito,
    -la poetessa ignota- fu qualcosa che mi anticipò quello che eri, sai che ti sento, ti percepisco, la tua è una Poesia bellisima, come quella che tu sei.

    Ah… per quella ricetta… qualcosa di rapido e indolore, che non sia troppo amaro ma nemmeno troppo dolce, mi fido.

    Un abbraccio grande, che ti circumnavighi !!

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  17. No Doris, questo non è possibile: io commentavo te e tu, in contemporanea, vieni a commentare me. Ma mi avevi letta?
    Qualunque cosa sia, non te la prendere, giuro che anch’io smetterò di piangere nelle cipolle e diventerò un’indifferente, ecco.

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  18. Macchè Mimma… ho visto solo ora il tuo commento e sono venuta subito qui… deve esserci qualcosa che non va perchè dopo quella poesia che tu visualizzi come ultima ne ho messe altre 4…

    così, vedi, il destino mi riporta a te e così ti riabbraccio :-))

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  19. Certo,Mimma, che il tuo estro non ha limiti, anche quando sei arrabbiatissima, come in questi versi.
    Grande temperamento ,il tuo. Conservo questa ricetta, potrebbe essermi utile, prima o poi:-)). Tu insegni sempre qualcosa di buono.

    Ciao, Poetessa!

    nunù

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