La cagnetta di Maddalena

 

Ora, Maddalena aveva una cagnetta tutta bianca, piccola taglia, pelo lungo e riccio, sonaglino perennemente appeso al collo perché la sua padrona potesse subito sentirla quando la cercava.

Anche Maria Vergine santissima aveva un cane, ma era maschio e tutto nero, col solo muso bianco.

I cani si conobbero durante il discorso della montagna e subito s’innamorarono, si appartarono e lei rimase incinta. Quella sera Gesù fu accompagnato a casa da due cani, non da uno come al solito. Comunque questo seguito di animali non era una novità perché le bestiole lo adoravano. Perfino i gatti, che sono reticenti per natura, lo chiamavano miagolando e c’erano alcune colombe che gli andavano ora su una spalla ora sull’altra ogni volta che predicava.

Quando Gesù le fece una carezza, la cagnetta lo adottò. Per Lui abbandonò la sua padrona, che dovette rassegnarsi al fatto compiuto, ed iniziò una vita raminga mentre suo marito, che si chiamava Nero, restava con Maria per farle la guardia in assenza del Figlio.

La cagnetta, invece, si chiamava Bianca. Nacquero tre bambini bianchi e neri, che poppavano e dormivano scrupolosamente. Per un poco la famigliola fu riunita in un angoletto della casa di Maria, ma quando li svezzò Bianca partì di nuovo appresso a Gesù.

Dormiva ai suoi piedi, mangiava dalle sue mani e disse di no ad altre offerte amorose.

Sentiva solo un bisogno: vivere sempre con Lui.

I discepoli ne sorridevano, ma a lei non importava. Poteva affrontare tutto per una sola sua carezza.

Eppure era sempre stata timida. Le piaceva guardarlo mentre parlava, anche se, di quello che Gesù diceva, capiva soltanto il tono della voce, che era pieno d’amore.

Quando, nell’Ultima Cena, dette il Pane ai discepoli, anche lei si era avvicinata, come al solito, per mangiare dalle sue mani, Egli la lasciò per ultima e, invece del Pane, le dette un osso dell’agnello con tanta polpa e grassetto, che era mille volte più buono.

Poi vide che andavano tutti in giardino per chiacchierare e digerire, naturalmente lo seguì e stette ai suoi piedi a guardarlo mentre i discepoli prima ciondolavano e poi dormivano ronfando. Gesù le fece una carezzina in fronte e le disse: < Tu sola, Bianca > e lei cominciò a scodinzolare, ma lentamente e senza contentezza perché la sua voce era tristissima.

Vide una gran luce con dentro un uomo-uccello, che lo faceva bere in un calice.

Gesù stava male e si agitava, era tutto sudato, allora Bianca, per consolarLo, incominciò a leccargli i piedi nei sandali polverosi.

Ancora una volta Egli l’accarezzò.

Dopo vennero molti uomini e un suo discepolo, l’unico che non le piacesse, lo baciò. Strano, Gesù non sembrava contento.

Un soldato le dette un calcio perché lei aveva tentato di avvicinarsi. Guaì trascinando la zampa. Ricordò che una volta si era fatta male, Lui l’aveva curata con un massaggino e subito tutto era passato.

Stavolta, però, il dolore continuava.

Ma non ebbe tempo di leccarsi un po’ perché vide che lo maltrattavano.

Si lanciò a difenderlo  e si prese il secondo calcio. Cadde battendo la testa.

Quando rinvenne si accorse che lo flagellavano. Non poteva camminare, ma gridò il suo dolore e il suo amore con ogni forza. Sentì il terzo calcio e le parole:

< Smettila, bestiaccia >.

 

Cristo morente


Si trascinò a cercare i discepoli per avere aiuto. Vide arrivare Giovanni e Maria, pallidissimi, insieme c’era Nero, col pelo arruffato e gli occhi rossi di pianto.

Tutti gli altri amici di Gesù erano scomparsi, a parte un gruppetto di donne un po’ più indietro.

Bianca seguì Gesù sul Calvario e lo vide crocifiggere.

Maddalena prese la bestiola ferita fra le braccia, l’accarezzò e sussurrò: < Gli animali lo amano più degli esseri umani. >

Allora Bianca abbaiò di nuovo perché era troppo il suo dolore e Lui non poteva più dirle niente, ma la guardò, questo sì, anzi la fissò, e la cagnetta spalancò più che poté gli occhi perché, in quell’attimo, sentì dentro di sé un qualcosa che non capiva, era troppo grande e bello, ma anche terribile. Reclinò la testa e non vide altro che buio.

< E morta per Lui > disse Maddalena, < è giusto che sia sepolta con Lui . >

E così Bianca fu posta ai piedi di Gesù e sembravano addormentati tutti e due.

Nero li annusò un’ultima volta e dopo seguì le donne a casa, Cercava di stare il più possibile vicino alla Madonna, che era silenziosissima e sembrava che nemmeno respirasse.

Passò un po’ di tempo. Bianca volava in un tunnel di luce. Lui era all’uscita, più bello di prima, col suo odore indimenticabile. Indossava un mantello bianchissimo.

La cagnetta aprì gli occhi sentendo le Sue carezze: l’interno del sepolcro era immerso in uno splendore tranquillo e Gesù le sorrideva.

< Vieni, Bianca > le disse, < risorgiamo! >

                     Domenica Luise

                         (Acquerello di Domenica Luise)

 

 

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30 pensieri su “La cagnetta di Maddalena

  1. Oggi grande dolore…
    mi hanno rubato i cani, sermbra una
    storia finta ma è la realta…
    RUBATIIII….
    Perchè? Tutti e due,
    i miei amori, le mie gioie,
    sembra assurdo,
    ma più ubbidienti dei figli…
    sono addolorata
    tremendamente addolorata…
    ARRABBIATA, MOLTO ARRABBIATA.
    Scusami lo sfogo,
    ora con calma leggerò la tua storia.
    Un abbraccio
    Chiara

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  2. Care, buongiorno e vivete felici, sia pure in mezzo alle amarezze quotidiane: come si fa a rubare due cani. Chiaretta, ti auguro di ritrovarli prima di domani, perché tu possa festeggiare anche con la loro presenza. Mi vergogno di essere umana quando sento certe cose.
    Bea, ma che bella colomba! Mi è tanto piaciuta.
    Cristina, grazie dei fior, lo sai, ne vado matta e li amo uno per uno.
    Felice primavera ed una Pasqua trionfale a tutti i miei amici.

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  3. Bellissima, mi hai fatto sognare. L’epilogo è così giusto, gli animali, amano più degli uomini, a volte è così. E’ un piacere leggerti cara Mimma, ti auguro una Pasqua serena.
    Un abbraccio, Annamaria.

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  4. Grazie Mimma, a ricordarci che siamo sempre, e solo noi, causa delle sofferenze che affliggono l’uomo. E’ vero le bestie siamo noi.
    Anche a me anni fa, hanno rubato un meticcio, perchè era molto bello e piccolissimo più piccolo di un gatto. Mi avevavo chiesto di regalarglielo
    ma come si fa a regalare un cagnetto che ti ama? Così dopo qualche giorno è sparito dal giardino.
    Ciao cara, sempre belli i tuoi racconti.
    Ti auguro una Felice Pasqua in compagnia dei tuoi cari.
    francesca

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  5. Risorgere dal dolore della vita è davvero bello. La fede cristiana prende forza da questo evento e ognuno può sentirsi sollevato dalle sue sofferenze. Gli animali hanno una loro purezza che commuove
    Mimma grazie per esserci con le tue parole bellissime
    Un dolce Pasqua di serenità a tutti !

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  6. Purtroppo cara Mimma,
    nessuna notizia, le abbiamo cercate in lungo e in largo: niente….sparite…
    Oggi proviamo ad andare ai canili…chissà.
    Ti ringrazio molto per la tua sensibilità e vicinanza,
    grazie ancora.
    Un abbraccio Chiara

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  7. Buongiorno a tutti e buonissima Pasqua: credeteci.
    Non perché lo dicano i cattolici, ma perché lo dice l’amore.
    La resurrezione è per tutti, il come non lo sa nessuno. E nessuna religione ” sa ” tutto e non sbaglia mai.
    Chi sbaglia nell’amore è comunque fuori da ogni religione.
    E l’amore è impegnativo, costringe al servizio, a dare prima che ad avere, a prendersi cura del dolore altrui, senza limitarsi alla propria, piccola cerchia.
    Chiara, io e mia sorella Iole abbiamo pregato insieme perché tu possa ritrovare le tue cagnoline. Comprendiamo benissimo la tua pena, noi che da sempre viviamo tra cani e gatti. Gli zii, ai tempi, avevano perfino la tartaruga. Lo zio si era fatto fare, in giardino, una voliera con tanti uccellini e la casetta della colombe, compresa la fontanella ai piedi perhé ci facessero il bagno con lo schizzo. Io, da piccola, mi sono sempre riiutata di mangiare i piccioni, li vedevo soltanto liberi e in volo.
    Oggi è Pasqua: auguri a tutti, uno per uno. Che oggi si realizzi un desiderio bello per ognuno di noi.

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  8. Quanta dolcezza e quanta generosità. Tornerò a leggerlo quando avrò quella sete… quella sete beate e dannata.

    Complimenti. Meraviglioso il dipinto.

    Elia

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  9. Una fiaba religiosa dolcissima. Solo chi ha grande fede ed un cuore che batte per amore e d’amore poteva scriverla.
    Mi stupisci ,mimma.
    E’ ancora Pasqua: Auguri.
    nunù

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  10. non ho mai letto niente di più bello cara Mimma,la leggerò ai miei figli che adorano come me gli animali. Hai una grande Sensibilità ed un cuore buono.Mi tocca particolarmente questo racconto perchè in questo periodo un randagino che io e mia sorella stiamo curando è odiato dal vicinato ed abbiamo problemi,ci fanno tutti storie. Lui è buono e dolcissimo,non fa niente di male ma la gente non capisce,non capisce..
    ti abbraccio forte dolce Amica

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  11. E volevo aggiungere che chi non ama gli animali e non ha pietà del loro bisogno non è nemmeno in grado di amare gli umani né la propria madre né i figli né se stesso. Ecco. E a parte tutto non sa cosa si perde.

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  12. Mimma la cagnetta Bianca mi sembra l’antitesi di Pietro: proprio a dimostrare l’amore incondizionato. E’ una fiaba dolcissima, tenera, sai m’intenerisce pensare a Gesù che va a spasso col cagnolino, diventa ancora più “umano”.
    Baci baci.

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  13. Ho letto il tuo splendido racconto,
    molto significativo,
    ho pianto.
    Mi mancano…!
    Ogni volta che sento abbaiare esco a guardare,
    ogni cane che passa, vorrei fossero le mie.
    I cani hanno un cuore grande,
    sanno consolarti con una leccatina,
    nell’animo sofferente;
    scodinzolano vanitosi,
    appena li riempi di complimenti…
    Un saluto
    Chiara

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  14. Cara Angela, hai ragione, gli uomini tradiscono, i cani no. Ed è triste. Ma chissà quante cose umanissime faceva Gesù come avere un cane oppure preferire il vino rosso a quello bianco o il pane più croccante. Chissà.
    Chiara, mi sono tanto dispiaciuta per la sparizione delle tue cagnoline, non avranno fatto una fuga d’amore? Appena ritornano avvisami subito. Un abbraccio che ti conforti un po’.

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  15. Buongiorno Mimma!
    Prima tornando dalla spesa c’era un cagnetto magrolino, tutto solo, credo abbandonato, mi ha annusato e per un po’ mi è venuto dietro, vedo che Chiara ancora non ha ritrovato le sue bestiole…

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  16. Ciao, Bea, che deliziosa fotografia. Paoletta, gli animali percepiscono la pietà degli umani verso di loro, altrimenti non si spiegherebbe perché, quando andavo a scuola la mattina, i gatti mi chiamavano e i cani mi seguivano, cosa che poi ho scritto anhe in questa fiaba. Le colombe no, non venivano, adesso non esageriamo.
    In pratica il cagnetto magrolino ti avrebbe voluta come padrona e, nel caso tu lo avessi potuto prendere, ti avrebbe ricoperta di gratitudine fino al suo ultimo respiro.
    Spero e prego che le cagnette di Chiara si ritirino a casa.

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  17. Mi rendi felice, Mimma, coi tuoi racconti sempre colmi di generosità, di sensibilità, di buoni esempi.
    Sai, due mesi fa le mie figlie hanno portato a casa una cagnetta abbandonata. In un primo momento mi sono opposta, pensando al disagio e al lavoro suppletivo che avrebbe comportato la sua permanenza in casa. Col passare dei giorni, ho sentito sempre piu’ forte l’amore che ci “collegava”. Bastava e basta guardarci negli occhi!
    Grazie, Mimma, dell’Amore che dispensi a piene mani! Ti sono grata, di tutto. Ti voglio bene.

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  18. Buongiorno, gioventù!
    Mentre vi scrivo la mia gattina Cristina, riconosco la voce, non soddisfatta della mia breve apparizione nella sua zona, mi chiama da dietro la porta e sembra che dica: mamma, mamma…
    Vuole fami le feste e ciucciare sulla vestaglia.
    Coccola tace e aspetta pronta alle capriole.
    Cara fatina blu, adottare un cane o un micio è un gesto meraviglioso d’amore, ma sicuramente siamo più noi a ricevere.
    E’ vero, sanno solo dire miao e bau, ma ben pochi al mondo mi hanno mai guardato come loro.

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  19. oh Mimma mi hai fatto piangere con il tuo racconto tanto bello…quando leggo di bambini o di animali il mio cuore non ce la fa
    la leggerò oggi a mio figlio
    grazie e un abbraccio*

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  20. Pingback: Azzurra | domenica luise

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