Carezze

 

 Robin e il bosco


L’universo sussulta
al pettirosso che zampetta e lo stupore
afferra gli innocenti.

 

RobinNon esistono piccole cose.

La bellezza gioca con la terra
in germogli da morte in vita.

 

 

 

E tutto è amore che trasforma
le lacrime in acqua pulita

quando la vecchia salta di gioia
e l’accecato vede dentro.

Adesso le parole dei poeti
accarezzano le orme sulla neve.

                                               Domenica Luise

 

 

                         (Fotografie concesse da Augusto Chiesa,

           il pettirosso si chiama Robin ).

 

 

 

I nostri amori n° 4

Marbe e la rosaA Marbe ( Beatrice Zanini ) piace molto questa sua foto
piuttosto sfocata,
allora ho " montato " la sua figura come un primo piano e ho tenuto
a fuoco  il vaso di fiori azzurri in secondo piano,  non so cosa
vi sembri del risultato, io di più non sono capace di fare.
  L'ho sistemata in questa categoria
 perché i fiori belli sono uno dei nostri amori.

Beatrice

 Aggiungo anche
un'altra foto di Beatrice un po' più chiara.

  

La raccolta delle pallineE qui si vede la nostra Franca Canapini, che festeggia
 il Natale con le nipotine, notare la faccia orgogliosa
 della giovane nonna.

gigi e marghe8Ecco Margherita Pruneri ( Ghostdaisy )
 col suo cagnolino Gigi: li ho avvolti entrambi
 in una nuvola colorata per mettere in evidenza
 il " loro " sorriso felice.

Elisa LitteraVi presento Elisa Littera con dietro un suo quadro, le piace
molto dipingere le tigri dallo sguardo fiero com'è lei.
La pittura: un nostro grande amore insieme
alla poesia.

annarita agosto 08 2

Alla vostra destra, il volto di
Annarita Campagnolo ( Ari ),
col suo sguardo pulito.

Paolam

                     E alla vostra sinistra il sorriso altrettanto pulito di Paolam ( Paola Marasca ).

1998 il delfinoPer concludere in azzurro e con una visione
estiva, ecco il nostro Augusto Chiesa ( Longobardo )
fotografato mentre gioca con un delfino
 a Santo Domingo, nei Caraibi.
                

( Fotografie concesse da Beatrice Zanini, Franca Canapini, Margherita
Pruneri, Elisa Littera, Annarita campagnolo, Paola Marasca e Augusto Chiesa )

 

LAUREA AD HONOREM

 


Università degli studi di  Mimmania

 

 

 

Oggi, 23 febbraio 2009, la chiarissima prof.

 

 

Dominica De Luisis,

insegnante di Poesia in codesto Ateneo,assegna la  laurea ad honorem in  Poesia

Alla scrittrice  Cristina Bove

Per la qualità dei propri scritti, la prolificità dell’ispirazione , la generosità di aggregare gli autori più vari  nel Giardino dei poeti e l’impegno profuso con passione quotidiana promuovendo la poesia ignota.

Il prestigioso premio, unico nel suo genere, consiste in questo certificato virtuale, che si può stampare e incorniciare, ed in una medaglia virtuale al valore poetico, anch’essa stampabile,  con fiocco e fotografia della rinomata autrice da distribuire

agli ammiratori , che quotidianamente

Medagliafanno la fila ai suoi blog.                

 Firmato: Domenica Luise

Piuma di pavone

Piuma di pavone
Stamattina  vi voglio regalare una fotografia bellissima,
che ho scattato molti anni fa, quando ancora non
esistevano le macchinette digitali, usando la mia Canon
ed una macrolente:  Piuma di pavone.
Due miei ex alunni erano venuti a trovarmi e mi
avevano portato, con atteggiamento orgoglioso,
una composizione di fiori secchi tra i quali c'erano
anche cinque piume di pavone.  A quei tempi si
usavano molto e le vendevano dapertutto, perfino
al mercato, cosa che io mal sopportavo.
Li ho rimproverati dicendo che non avrebbero
dovuto acquistarle per non assecondare lo
sterminio dei pavoni, mi hanno guardata con facce
talmente deluse che non ho avuto il coraggio di
insistere, tanto avevano capito.
Una mattina sono entrata nella mia sala da
pranzo e il sole batteva su una delle piume
suscitando colori di bellezza inaudita.
L'ho fotografata immediatamente. Amo molto
le foto senza flash.
Poiché ieri i  vostri auguri per il mio compleanno
mi hanno fatto fare molte ruote pavonesche,
facciamo finta che questa mi sia scappata per voi.
Guardate quale magnificenza.

                                                                (Fotografia di Domenica Luise)

A me stessa

Ritratto di zia Mimma

Le rose di plastica diventano vere
ed io compio vent’anni e un giorno.

In brulichio rinascono le ossa dei morti
alla coppa divina. Le ragazze dell’affresco
escono dal muro e bussano ridendo
sulla porta della mia camera da letto, che fai ?

Svegliati.

C’è un canto di prospettive altre
dall’interno verso l’esterno.

Hanno seppellito l’invidia e la superbia
con tutti i mali sfuggiti al vaso di Pandora.

E viviamo di sole all’innocenza. Non chiamatemi oltre
sono pronta. Depongo l’aereosol
e smetto di tossire.

                                                         Domenica Luise (Mimma)

(Ritratto di zia Mimma, eseguito a matita
da mia nipote Mariachiara Crisafulli.
Se volete vedere o rivedere l’affresco di cui si parla nella poesia,
fate clic su categorie – affresco alla vostra sinistra)

 

Mimma e le faccende domestiche

 Nocciolino accucciato


Mi sveglio con una poesia o prosa o quello che è in testa, però sembra poesia, stavolta l’intitolo “Il picnic dei nani”.

Giudicheranno i selvatici del club cos’ho scritto, nell’insieme ci azzeccano ed io mi diverto molto, qualche volta mi arrabbio, qualcuno pigro dice che non  sa scrivere i commenti, qualche altro fa finta di non vedermi dopo essere stato commentato, stavolta lo lascio smaniare, ah, ah, ah. Sennò che gioco è?

Oppure mi scrivono, tramite club, email affettuose e congratulazioni, ma in pubblico niente, peggio per loro.  Cattolica sì, cretina no: è il mio motto.

Chi mi vuole mi piglia, gli altri debbono mollare. E dire che sembro buona buona, anche i miei alunni si illudevano, eppure glielo dicevo: < Io vi boccio sorridendo >.

Bastò farlo una volta al raccomandato del preside, lo meritava in pieno. Si mise a studiare e mi disse: < Lo so che è stata lei a farmi ripetere l’anno, ma io mi sono affezionato >.

I ragazzi cercano sincerità e i poeti del club pure.

Vado a mettere i panni in lavatrice, speriamo che entrino tutti. Uffa. Odio le faccende domestiche. Sulla lavatrice c’è il sacchetto dei croccantini del gatto,  lo afferro e faccio per riempire il contenitore di plastica da buttare tra i panni sporchi al posto del sapone.

Me ne accorgo in extremis e meno male.

Tra poco arrivano la sorella, il cognato e i nipoti perché li ho invitati a pranzo.

Estraggo a viva forza  il sacchetto dei piselli, che si è ghiacciato e appiccicato nel congelatore, senza confonderlo né coi croccantini né con il sapone e li metto a bollire nell’acqua senza niente.

Come una ladra ritrovo due bocce di ragù pronto di una nota marca, tre ore di fatica risparmiata, lo mischio ai piselli, che così lo ammorbidiscono.  Nemmeno sotto tortura confesserei quello che ho fatto. Lavo subito le bocce e le nascondo in bagno, all’ombra.

E’ scomparso uno dei coperchi con sopra scritti titolo, ditta e immagine del piatto di pasta fumante, debbo ritrovarlo sennò mio cognato se ne accorge.

La lavatrice fischia come una locomotiva, il ragù coi piselli borbotta ed io sbuccio le patate e le cipolle per farle al forno: a Giovanni e Maria Chiara piacciono salate, stracotte e appiccicate per bene. Anche ai grandi, veramente. Ogni volta che sbuccio patate mi viene l’ispirazione, stavolta è duplice: la poesia appena sveglia e il racconto a mezza mattinata. Sono le dieci e cinque,  mi ricordo di prendermi i miei tre quarti di anticoagulante quotidiano, che mi fa campare. Per vivere, invece, mi occorrono la fede e la poesia, in parole povere amore.

Le patate squillano dal forno, è finita la prima mezz’ora di cottura, vado a rimestarle e vedo che ho dimenticato di metterci l’olio. Lo aggiungo filosoficamente, le rimetto dentro per altri venti minuti, dopo di che vedremo cos’ho combinato stavolta e se fanno o no la crosticina che piace a tutti noi.

In questa casa le patate vanno a sacchi.

Per secondo, quale raffinatezza, preparerò filetto ai funghetti champignon trifolati: qui quelli che vogliono affrontare la mia cucina mangiano solo champignon perché gli altri  tipi di funghi non mi piacciono.

Naturalmente aprirò un sacchetto surgelato senza confonderlo coi croccantini, col sapone e nemmeno coi piselli. Una volta sola in vita mia ho ripulito i funghi freschi e ne conservo ancora il trauma.

Uffa. Il pavimento è sporchissimo,  andrebbe almeno spazzato, lo farò a fine pranzo.

Meno male che arrivano sempre in ritardo, ai ragazzi la mattina piace dormire quando sono liberi e mio cognato va in campagna prima, a raccogliere le uova e fare mangiare le sue galline.

E’ un contadino mancato.

La sorella, Iole, mi consegna le uova: “ Queste sono di stamattina, queste di ieri “.

I ragazzi corrono ad assaggiare le patatine.

Il cognato annusa l’odore del ragù e afferra la pentola grande dove facciamo la pasta.

Il gatto gli ha fatto l’incontro, li ha accompagnati in casa e adesso si striscia scrupolosamente sulle gambe di ognuno, alla fine dà una ripassata anche a me. Tutti lo coccoliamo e lo chiamiamo Nocciolino perché ha le macchie e gli occhi arancioni.

Lui risponde con miagolii a modulazione di frequenza, poi resta a bocca aperta a guardarmi, come mi sento ammirata.

 

Mariachiara e Nocciolino

Conclusione:  grande successo delle patate  infornate senz’olio per la prima mezzora, come sono morbide, come sono buone. Non ne è rimasto niente. Abbiamo creato una nuova ricetta.

 

Anche il ragù con i piselli è andato bene, il filetto e gli champignon trifolati. Ci siamo dimenticati soltanto i pesciolini crudi macerati nel limone, ne assaggiamo uno per devozione io  e il cognato, che li ha preparati, ne sono golosissima.

 

Alla fine un vinello dolce zibibbo e la torta fatta dalla sorella e dalla nipote. Signori, qua c’è gente che mangia. Concludiamo con un robusto caffé , Maria Chiara ha pietà di me e si fa la cucina, Giovanni intanto mi mette a posto il videoregistratore che ieri sera ha perduto i canali, mio cognato si fa consegnare le ricevute della farmacia da inserire nella mia dichiarazione dei redditi,  la sorella osserva i capelli che sono scoloriti e pendenti e decide che andremo insieme dalla parrucchiera nei prossimi giorni, Nocciolino entra ed esce, è il padrone di casa, lui.

 

Domenica Luise

 

(Fotografie di Domenica Luise)

 

Mimma e Nocciolino

Mimma e Nocciolino
Queste fotografie risalgono all'estate del 2007
e qui si vedono la prof. Domenica Luise col suo gattino,
una delizia di affettuosità ronfante.
Il tempo di crescere e un brutto giorno non è più
tornato a casa.
Con lui voglio iniziare una nuova categoria,
 " Gli indimenticabili ".
Se volete, potete partecipare. Sarà un modo
per non farli scomparire del tutto.

(Le foto dove ci sono io sono state scattate da mia sorella Iole Luise,
quella del micio in primo piano l'ho fatta io)

                                                Domenica Luise