Mi sveglio così

Ballerina che gira


Fuoco di aquile strappate a volo
verso la fornace bianca
cielo interno
e battiti. Adesso
obliqua caduta in delizie.

Tutto è gioia, le fanciulle
muovono i passi del girotondo
mentre il vento scuote le gonne
dicendo i sibili amati.

Amore e dolore che giocano
in arsione.

Nascosta in una nicchia di erba
accoccolata,  respiro
sulla terra.

La poesia a frustate di luce
e applausi d’ali. Ho firmato
la vita umana
in semplicità. Argentea
guizzante in brulichio
che canta l’urlo
e il gemito.

 

Domenica Luise (Mimma)

( Quadro di Domenica Luise, olio su tela, 70 per 50 )

 

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25 pensieri su “Mi sveglio così

  1. L’Aquila è il simbolo dell’anima che, prigioniera del corpo, finalmente si libera,
    dopo aver bruciato il proprio ego nella fornace dell’amore.
    Che diventa incandescente e quindi luce bianca, prima di volgere al rosso che è
    l’accesso alle delizie del “paradiso” cioè alla conoscenza di sé nell’Assoluto in un continuo presente che è anche stato di amorosa fusione con il Tutto.
    La gioia si manifesta nell’innocente esistere senza più tabù ma solo accettazione del dono-vita…
    Le fanciulle, cioè l’aspetto della vita che sta per aprirsi alla generazione di altra vita, intesa come ulteriore sviluppo del Sé (la simbologia conduce alle vergini che, dopo l’unione con il mascolino, diventano madri, generatrici di altra vita).
    Qui sono già in un cerchio, che rappresenta la completezza, l’opera che volge al compimento.
    I due elementi fondanti dell’esistenza, amore e dolore che nella fornace (Atanor: il corpo) compiono la trasmutazione del vile metallo (la materia) in Oro (l’incorruttibile spirito).
    Qui sei tu che in una nicchia (la tua casa-corpo) stai sperimentando la vita terrena.
    La poesia come lampo di “quella” Luce che ti offre la possibilità di coglierla ed esserne anche gratificata.
    Testimonia il tuo candore, la tua innocenza, questo aver firmato per esistere nella forma che adesso rivesti: è stata tua la scelta, Esso l’ha solo assecondata e messa in atto.
    Siamo co-creatori di noi stessi, è per questo che possiamo scegliere. Ad ogni attimo.
    Il lavoro è quasi al termine, nell’argento, luce lunare, l’aspetto femminile di Dio (la luna, la grande madre, ecc.) complementare all’oro che ne è l’aspetto maschile.
    Ed è anche la luce che illumina la notte della nostra coscienza, che la mente avverte come peso, ne soffre e ne urla il dolore, geme nella cecità della sua vista parzialmente oscurata in questo suo spezzone di esistenza che è la sua vita corporea e ne canta gemendo la sua nenia nel tentativo di “addormentarsi”, di non soffrire più…
    Ecco cos’è la poesia: questa nenia.
    Mimma cara,la luce avanza sempre, per vie imperscrutabili.

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  2. Immagini ventose, sciabolate di luce, voli e suoni, in un vortice di colori…
    tutto ciò sei riuscita a creare tu che

    “Nascosta in una nicchia di erba

    accoccolata, respiro

    sulla terra.”
    Bravissima
    baci
    Franca

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  3. Cristina, che commento! Quante cose m’insegni, e stavolta debbo proprio dirlo. Questa poesia mi è uscita da sola, mi sono svegliata l’altra notte col primo verso che urlava in testa, ho preso il quaderno e l’ho scritta senza capirci niente o quasi. Fa impressione come il tuo commento chiarisca questi pensieri, che mi sono venuti con tanta irruenza da soli.
    Ciao anche a te, piccola Franca, e grazie della tua presenza. Un grande abbraccio.

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  4. dopo il commento di cri, non ho parole da aggiungere.
    Vedo un sogno, delle fanciulle, 7, che davanti ad un tapee (non sono sicura sia scritto giusto), cantano.
    Una musica dolcissima, un sogno bellissimo. Questo mi hanno rammentato le tue parole e ancora mi commuovo…
    ricordi mimma?
    ti voglio bene.
    o.

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  5. Ciao Mimma, a parte la bellezza della tua poesia e il commento di Cristina, che nulla fa aggiungere, e poi io sono la meno indicata a farlo, quasta tua poesia, la sento sofferente, non lo so, magari è una mia idea, comunque mi ha fatto il solito effetto, non ho parole. La devo rileggere ancora, lo farò domani. Oggi, giornata pienissima, spero di sentirti domani. Un abbraccio, Rita

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  6. E’ vero, Orsola, mi ricordo, e come dimenticare tanta magnificenza e comunicazione di anime? Però, nello scriverla, il girotondo di fanciulle non mi ha fatto pensare al tuo sogno, è venuto nuovo. Grazie, Orsola: ricambio a pieno il tuo affetto.
    Rituzza, ogni poesia che scriviamo siamo noi: amore, dolore e gioco.
    Un abbraccio e felice riposo con altri bei sogni.

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  7. Cristina ha già spiegato tutto. Però io vedo anche i 4 elementi:
    Fuoco “Fuoco di aquile”
    Aria “il vento scuote le gonne”
    Acqua le lacrime di gioia e dolore “Amore e dolore che giocano”
    Terra “Nascosta in una nicchia di erba
    accoccolata, respiro
    sulla terra.”

    Ogni strofa un elemento e per la quinta:
    il Tutto, la Luce, l’Essenza “frustate di luce
    e applausi d’ali.”

    Complimenti Mimma!

    Un bacio

    gloria

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  8. Certo che è entusiasmante, e mi fa venire i brividi, scrivere una poesia uscita da sola senza capirla quasi per niente e vedersela spiegata da te e da Cristina. Onestamente sono allibita. Quando l’ho scritta ho pensato: la capirai nei giorni seguenti.
    E’ proprio vero: siamo tutti immersi in una comunicazione come le gocce nel mare.
    Grazie, care gocce mie simili.

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  9. Il fuoco interiore liberato, sale verso i confini della pace. La gioia prende vita, mentre l’amore brucia insieme al dolore. Una nuova esistenza viene al mondo in un canto di gioia: Dio ha creato il mondo per donare all’uomo la felicità.
    Questa è la mia modesta riflessione cara Mimma, complimenti a te e alla tua intensa poesia.
    Felice giornata.

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  10. Non posso competere con un commento davvero magistrale ,come quello di Cristina ,ma oso una mia modestissima ed istintiva interpretazione.
    Sento tensione in questa tua poesia Mimma, come se avvertissi qualche impedimento alla liberazione totale del tuo spirito…aquile strappate al volo di quel cielo interno che ti spazia ,come il senso di amore che ti pervade e a cui sempre aspiri,anelando ad esso. Sai che quel cielo è gioia incontaminata presente anche nel passo e movimento giocoso ,circolare, di giovani fanciulle che aspettano l’amore …l’amore senza fughe e dispersioni ,totalizzante che è … un girotondo.
    Anche io ,come Cristina, sento qui il richiamo forte al tuo essere in purezza ed innocenza interiore che oscilla tra la tua” pars puerile” ed la tua “pars puellae” ,spiccatamente femminili e muliebri (girotondi e gonne li osservi infatti con uno sguardo partecipante). Eppure nonostante il tuo spirito tenda a spiccare il volo ,il corpo appunto reclama ed afferma la sua essenza ed esistenza e costruisce per sè ,di contro, una nicchia tutta terrena … tra fili d’erba accoccolati. Non è rinuncia al volo questo tuo cercare rifugio nella terra,ma dilatazione ,per te, voluta e ritenuta necessaria di quel tuo intimo anelito, che si traduce in una proiezione sublimante,dal carattere quasi mistico ad operare nel” terragno” … tentativo .doveroso di purificarlo dal male,atto di generoso volontariato …a distribuire e diffondere quanto di etereo e divino è dentro di te e sopra di te. Quale mezzo o strumento può effettuare questa difficile operazione se non quello della poesia,mentre ti adagi in quella nicchia ? Ed ecco che offri e doni quella luce con la quale la stessa poesia ti frusta e ti assedia, e semplicemente con il tuo agire responsabile: vivere amando chiunque ti stia intorno e cantare i tuoi versi,di dolore,intrecciati a quelli d’ amore …” urli e gemiti” .
    Bellissima, stratosferica poesia,per me, che spiega a te e a noi il perché del tuo svegliarti ogni mattina, il suo ultimo unico fine, il tuo preciso proposito nell’attimo del difficile e fatidico risveglio: donare ,donare,amare,cantare.
    Ci riesci,cara usignola a cantare e con quanta amorosa pregevolezza .

    Ciao grande Donna,Ciao Grande Mimma.
    nunù

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  11. Toc, toc! Posso? E’ mai possibile che la poesia è caduta così in basso? Ed il valore dei commenti? Triulu, malanova e scuntintizza si sono dati appuntamento alla fiera delle vanità per foraggiare ipocrita illusione di chi non riesce a capire che di questo passo ha smarrito completamente quel barlume poetico
    da lei un tempo posseduto. Abbandonate i blogs, mentre siete ancora in tempo e tornate a fare poesia al cospetto del libero confronto aperto a quelli come il sottoscritto che ancora credono nella possibilità di un rapporto democratico. E’ inutile che faccia i nomi, ma visto che vi seguo sempre con tanto affetto, non posso non notare costernato che siete sempre le stesse che vi complimentate a vicenda. Ha un senso tutto questo? Nemmeno per lenire le vostre piaghe mentali, ritengo.

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  12. -Nascosta in una nicchia di erba
    accoccolata-

    E’ lì che verrei a prenderti Mimma, lì…per abbracciarti forte.
    E’ lì che sei raccolta, raccolta ma separata da qualcosa e guizzante in brulichio che canti l’urlo e il gemito.

    Una poesia molto intensa.Bellissima.
    Ciao mia fata, un bacio
    Doris

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  13. Mimma carissima, ti capisco, succede che le parole escano come un fiume in piena senza capirne immediatamente il significato, ma solo dopo scoprirne una bellezza infinita. Secondo me, l’amore e il dolore che sono maturati dentro te hanno messo radici immense mescolando il tutto al tuo sapere e alla tua saggezza, ed ora escono queste delizie. Io la trovo rilassante ma anche piena di vitalità, molto, molto bella Mimma
    Un abbraccio!

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  14. … BEH ci sono anch’io a divertirmi con voi :-):-):-)
    e vaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii… e in barba all’avarizia mi faccio delle gran risate.
    baciooooooooooooooo
    o.

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  15. ….. lasciatemi dire che la poesia vola in alto eccome….
    in APERTURA ALARE D’AQUILA…:):)
    e occhi che sanno vedere oltre le montagne che sorvola e cieli aperti solo a chi la sa apprezzare… senza sconfinare…
    Posso unirmi al divertimento???
    Ops dimenticavo Mimma, ma forse si è capitooooo, mi è piaciuta un mondo e più….
    Un abbraccio e un sorriso:)

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  16. Evviva, evvivissima. Il girotondo delle fanciulle diventa sempre più numeroso. Noi facciamo le monelle in libertà, però sono invitati anche i signori, dove sono finiti? Guai a voi, non vi comento più. Ecco.

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  17. Ciao Mimma, ti ho trascurato un pò questi giorni, ma dicembre è un mese pieno per me, come per altri credo, di tante cose. Sto lavorando molto, però mi sono ripromessa di sentirti al più presto. Ho riletto la tua poesia, e mi ha dato la solita dolcezza. Buona notte e un abbraccio, Rita

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  18. quella fornace bianca galvanizza questa bellissima poesia
    dove la parte centrale diventa emblema

    Amore e dolore che giocano

    in arsione.

    Nascosta in una nicchia di erba

    accoccolata, respiro

    sulla terra.

    che versi, mimma!!!!

    ciao

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  19. Ciao Mimmina, questa poesia mi piace proprio tanto, sono d’accordo con le frasi di Ghost, bellissime
    Ciao, Rita, spero di sentirti presto, ma ho un paio di giornate di fuoco.
    Un bacino, Rita

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