Lode del cannolo

                                
Lode del cannolo 1
      
Iole e Giuseppe sono in
viaggio a Lourdes, Giovanni si
trova a Siena a fare un master
e zia Mimma ha invitato a pranzo
 la nipotina, o meglio nipotona
Mariachiara, che si presenta
con i cannoli.

Lode del cannolo 2     

       L'acqualina incomincia a scorrere.

Lode del cannolo 3

Il tentativo di resistenza
 è vano.

Lode del cannolo 5
Consumazione di un peccato di gola.

Lode del cannolo 6

Intanto le gatte Coccola e Cristina, dopo avere assaggiato, si sistemano sulla sedia sotto il tavolo.

Lode del cannolo 4

E qui si vede la prof.
 al suo secondo cannolo,
ma
non ditelo a nessuno.

Ricetta dei cannoli più buoni del mondo, Messina e dintorni

Per le croste: si impasta farina e vino rosso, niente altro, un po' più sostenuto di quando facciamo la pizza.
Occorrono dei tubi su cui arrotolare la sfoglia ben distesa col matterello, anticamente erano i contadini che li tagliavano un po' più lunghi di un dito servendosi delle canne che, in campagna, servono da confine con le proprieà altrui, oggi li compriamo al negozio di casalinghi.
Prendete un piattino da tè e, con la rotellina apposita, preparate tante basi rotonde.
In una coppetta mettete un po' d'acqua,  che vi servirà per bagnare appena le dita e fare aderire un lembo della sfoglia rotonda sull'altro intorno al cilindro.
Dopo di che si dovrebbero friggere nella sugna e poi mettere le croste a sgocciolare sullo scottex, ma io uso l'olio di semi, vi raccomando: di un solo seme e di buona marca, ci sono dentro meno pasticci.
Lasciate le sfoglie al loro destino, fuori dalle zampe di Coccola e Cristina o dei figli o del marito o di quello che è.
Preparate una bella insalatiera di ricotta con lo zucchero dolce più o meno secondo il gusto. Appena prima di mangiare riempite le sfoglie. In pasticceria ci aggiungono la panna perché venga più delicata, io no, i cannoli sono meno calorici e più leggeri e la differenza quasi non si sente.
Se li volete al cioccolatto sostituite, nella ricotta, una parte dello zucchero con la crema di cioccolatto, ma sappiate che è pesante e piena di grassi.
Si possono anche imbottire le sfoglie da un lato in bianco e dall'altro in nero.
Preparate una granella di mandorle tostate ( insostituibili) e tuffate i cannoli in modo che le suddette si attacchino sulla ricotta.
Ricopriteli con zucchero a velo. Si mangiano appena fatti perché la crosta deve rimanere croccante, invece preparate la ricotta la sera prima e tenetela in frigorifero fino al momento di imbottire le croste.
I cannoli non si possono lasciare perché, dopo un'ora, le croste si incominciano ad ammorbidire. Quando andate in pasticceria e ordinate un cannolo lo riempiono nell'attimo e ve lo danno.
Quindi ve li dovete mangiare tutti, regolatevi.
Avete visto dalla foto come mi sono dovuta sacrificare io.

(Fotografie di Domenica Luise e Mariachiara Crisafulli)

   


 

 

21 pensieri su “Lode del cannolo

  1. che divertente, vederti in tutta la tua smagliante golosità!
    bei quadretti famigliari, e ricetta dei cannoli da farmi venire un attacco di diabete…eppure li farò!
    grazie, mimma.

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  2. Mimma, non valeeeeeeee!
    Voi trinacri siete terribili col cibo, ci fate morire!
    Siete stupende, tu e tua nipote, felici e piene di vita, come si dovrebbe essere tutti. E vi godete i cannoli, giustamente, condividendo questa gioia (chissà quando si potranno prelevare realmente dalla foto sul monitor!!)
    Ho un amico su myspace che si fa chiamare Salvo Montalbano, vive un po’ più giù di te, molto vicino alla famosa casa del “commissario” e pubblica sempre foto di cibi siciliani, l’ultima è stata quella di
    Ripiddu nivicatu
    “Scorie dell’Etna innevate” Risotto nero, ricotta fresca e salsa piccante, e mi ha dato pure la ricetta che condivido qui, se non ti dispiace.
    Ripiddu nivicatu
    Ingredienti:
    Per 4 persone: 300 g riso per «pilav» (bianco di pasta dura), 1 cipolla grossa, 500 g di seppie 200 g di ricotta fresca, 30 g di salsa di peperoncino piccante; 100 g di estratto di pomodori, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, olio d’oliva, sale, pepe nero.

    Preparazione:
    Pulire le seppie, avendo cura di conservare le borsette del nero. Tritare finemente la cipolla e rosolarla in tegame con olio puro d’oliva,aggiungere le seppie tagliate a pezzetti, non appena la cipolla ha finito di rosolare, e far cuocere per circa cinque minuti. A questo punto aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco secco e l’estratto di pomodori, quindi il nero delle seppie messo da parte. Allungare d’acqua quanto basta per ottenere il condimento sufficiente per il riso e far cuocere per circa due ore; poi aggiungere sale, pepe nero o peperoncino, secondo i gusti. A parte cuocere il riso secondo il sistema pílav e, dopo cotto, amalgamarlo con la salsa nera di seppie. In un vassoio di forma ovale versare al centro il riso nero, sistemandolo a tronco di collo, cioè spianando la cima. Sopra plasmare la ricotta fresca setacciata, completando cosi’ la montagna. Fare una conchetta sulla sommità e versare, su quello che è divenuto ormai il cratere del vulcano, il fuoco di una salsa piccante al peperoncino pestato con l’aggiunta di qualche goccia d’olio e salsa rossa di pomodoro: ora l’Etna è davvero in eruzione. Per ottenere una perfetta resa la pietanza va servita calda (il riso nero) e si dovrà aver cura di prendere con la posata, partendo dal basso, contemporaneamente: riso nero-ricotta salsa piccante, senza però amalgamare tutto. I diversi gusti, cioé, debbono fondersi in bocca. Posso assicurarti che l’effetto è sorprendente.”

    Baci

    glo

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  3. Mariachiara, Gloria… vi ci mettete anche voi? Come se non fosse bastata Mimma…. ore 11.35 ….. vi sembra corretto?????
    e adesso chi resiste fino alle 13.30?
    ….. mmmmmmm …….
    trovo sia un attacco scorretto!

    :-):-):-) o.

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  4. Che delizia il cannolo, qua non credo si trovino anche così, sono fatti di pasta sfoglia, sono comunque una delizia e credo che contengano tante più calorie. Questo che tu ci mostri mi ricordo di averlo mangiato una volta ma non ricordo più dove. Ho in mente benissimo la croccantezza, troppo boni, adesso che arriva il freddo cercherò di cucinare un po’ di più. Ma dimmi che tipo di ricotta ci vuole? Di mucca o di pecora?
    Mimma ora abbiamo scoperto anche la tua golosità, è quasi impossibile guardare a stomaco vuoto queste immagini sai… eh, eh
    Tu e tua nipote siete meravigliose.
    I gattini sulla sedia sembrano soddisfatti anche loro, che belli che sono!!!Ormai si vede che sono inseparabili, deliziosi

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  5. Mimma!!! Mi hai fatto venire una voglia di cannoli!! E pensare che non li mangio mai, neppure quelle due volte che ho visitato la tua Sicilia. E pensare che a Messina c’erano certe pasticcerie traboccanti…forse non dovevo sacrificarmi
    Durante le vacanze giuro che proverò a farli non foss’altro per vedere se riesco a preparare le croste.
    Certo che questo blog diventa sempre più intimo e casalingo
    Complimenti per tutto: ricette, poesie, pitture e calore
    Franca

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  6. Ah, ah, ah. La ricotta dovrebbe essere di pecora, ma io preferisco quella di mucca proprio perché è più leggera e non mi piace il sapore del grasso.
    Sono contenta di avervi divertito.

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  7. Mimmina, con questo computer continuo a litigarci, questa mattina avevo visto i tuoi cannoli, avevo fatto un commento di odio feroce, perchè li avrei voluti mangiare anch’io, poi l’ho inserito da un’altra parte, non so se sul libro di Mitla o i nostri amori, vabbè, se passi in quei paraggi butta un occhio, coì pareggi quello di Mitla. Ciao, a presto, Rita

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  8. Mimma come sei simpatica in queste vignette! Mi piace anche la nuova rubrica delle foto, si possono mandare anche foto di figli non bambini? Chiedo così per dire, un abbraccio mimma ciao.

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  9. Si possono mandare foto di tutti quelli che amiamo, figli, suocere, nonni, mariti, mogli, purché nitide e ben riuscite altrimenti non le posso mettere. Forza e avanti!

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  10. Non sarà un’impresa facile, lo so, ma un giorno o l’altro mi ci voglio cimentare a cucinare questa squisitezza!
    Poi ti saprò dire!
    Intanto approfitto per ringraziarti di tutto quello che hai fatto per la realizzazione dell’antologia dei poeti!
    Un bacio
    giovanna

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  11. Mimma,Gloria,è ora di cena …ammicco quel riso al nero di seppia e quei cannoli per… fine pasto. Ho già l’acquolina :-)). Ma sapete cosa ceno? Una semplice piadina farcita di speck ,formaggio ed insalata. Vi sembra giusto?!!! Mancando i cannoli, mi rifarò con tanta cioccolata e qualche biscottino di pasta frolla…meglio di niente:-))!!!!!
    Mimma, riferisci a Mariachiara che è splendida. Complimenti, zia!
    nunù

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  12. Nunzia, ah, ah, ah, sì, lo so e capisco, la fame è fame. Ma quanto mi diverto! Sta venendo fuori un blog pasticciato come me. Mi piace. Ruota pavonesca spennacchiatissima. E guardate tutti nella categoria I nostri amori, ho in serbo una sorpresa travolgente.

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