I figli impossibili

Giovanni, Iole e Mariachiara, anno 2008

Iole si è sposata a trent’anni compiuti: un matrimonio d’amore.
Volevano subito un bambino e quando mia sorella si accorse di essere incinta fu la piena felicità, ma verso i due mesi ci fu uno strano aborto.  < Un incidente >, disse il professore,
< lei, signora, non avrà problemi per la prossima gravidanza >.

Un guaio può capitare a tutti, ma quando mia sorella ebbe un altro aborto più o meno simile al primo, non si poteva proprio pensare a un secondo caso. Non si capiva bene che motivo ci fosse stato e stavolta Iole, che si tenne troppo a lungo il bambino morto sperando che potesse, in qualche modo sopravvivere, rischiò anche la setticemia, ad una ad una le unghie dei piedi divennero viola e caddero. Psicologicamente era distrutta.
Una sera Iole si trovava a casa di Pierina, che in pratica è la nostra terza sorella adottiva, era ora di cena, ma mia sorella piangeva guardando un poster che parlava dell’aborto, dove erano stampate fotografie di feti  nel ventre della mamma durante i vari mesi di gestazione e lei pensava che così erano i suoi figli e chissà quanto avevano sofferto. Si trovava momentaneamente sola nella stanza . Pierina l’aveva ancora chiamata per mangiare quando Iole ha sentito una vocetta, mi ha detto, come di bambina piccola che ha patito: < Mamma, ma adesso noi non soffriamo più >.

Una mattina  ero a casa di Iole, parlavamo, a un tratto l’ho guardata fissa  e dalla bocca, meccanicamente, mi è uscito detto: < Tu avrai un figlio >. < Lo dici da te o te l’ha ispirato il Signore ? > ha chiesto lei. < Non darmi retta > ho concluso.
Era difficile affrontare un’altra gravidanza, < Non me la sento > mi disse Iole, < non ne ho il coraggio >, ma poi dovette sentirsela per forza perché un terzo bambino si annunciò inaspettato.
Iole si mise a letto per ordine del medico, era estate, sudava, si sentiva continuamente male. Veniva quasi ogni mattina una donna, madre di famiglia, per i servizi, mi ricordo che una volta, mentre le rifaceva il letto, guardai mia sorella e pensai che sembrava tanto malata e tanto poco incinta. Era gialla in viso, dimagrita, con gli occhi enormi e ansiosi, vomitava e sputava sempre. Dopo qualche tempo il risultato dell’analisi di gravidanza ha dato negativo, significava che il bambino era morto come gli altri. Proprio il giorno prima Iole mi aveva dichiarato di avere chiesto al Signore: < Se muore anche questo, fallo risorgere >.
Mio cognato piangeva e diceva cose sconnesse abbracciato a sua moglie nel letto, compreso che aveva pensato di suicidarsi senza tornare a casa e lei aveva la forza di consolarlo.

Ho percepito dentro di me che dovevo “ compromettermi davanti a lui “, in un momento in cui li ho sentiti piangere di meno sono entrata e ho detto:
< Giuseppe, chiediamo un miracolo alSignore >, e lui :
< Io Dio l’ho sempre rispettato, non l’ho mai maltrattato, ma oggi l’ho ripudiato >.

Io e mia sorella ci siamo messe a pregare chiedendo al Signore che facesse risorgere il bambino, il cognato si è addormentato di colpo. Era martedì e abbiamo detto il più doloroso dei nostri rosari dolorosi, appena ha aperto la farmacia sono andata a comprare un test di gravidanza, ricordo che mentre tornavo, in tutto quel caldo, col pacchetto in mano, ho detto a Gesù:  < Un errore è possibile, ma io lo crederò sempre un miracolo >.

Per avere il risultato, ai tempi, ci voleva un’ora, ma dopo soli quaranta minuti l’analisi era chiarissimamente positiva, la mattina seguente Giuseppe l’ha ripetuta in due laboratori diversi, risultato positivo, anche nello stesso posto dove il giorno precedente dava negativo. Prima di Natale è nato Giovanni, il più bel regalo che il cielo ci potesse fare, c’era placenta semiprevia, sofferenza fetale, acque verdi ed è stato necessario il cesareo a otto mesi, ma erano vivi e felici mamma e figlio ed io con loro.

Giovanni non è rimasto figlio unico. Passati circa tre anni, Iole era di nuovo incinta. Stavolta ogni settimana, il sabato, arrivava il referto dell’analisi, che era sempre uguale: il bambino non poteva vivere perché la placenta non ossigenava sufficientemente il feto.
Allora io insegnavo in un istituto professionale a poca distanza da casa, una quarantina di minuti di treno più un quarto d’ora di footing ad andare ed un altro quarto a tornare. Sabato era il mio giorno libero, che incominciava sotto tensione fin dal risveglio, quando il cognato partiva per prendere il risultato, continuava con la tensione a pranzo perché la situazione non dava speranza e si concludeva in un pomeriggio di fuoco e di preghiera.
Giovanni poteva avere tre anni e si era molto legato a me che, pur non avendo mai avuto la minima vocazione a fare la brava donna di casa, trottavo dall’alba a notte senza pietà. Il pomeriggio mi seguiva in camera, quando mi riposavo, non c’era verso che andasse via: < Io ti guardo dormire > affermava, una volta ho finto di addormentarmi e quando ho riaperto gli occhi Giovanni mi fissava serio serio.

Alla visita di controllo il professore, quello che già aveva fatto nascere Giovanni, disse a Iole:
< Signora, io non so com’è che, con queste analisi, il bambino cresce >.
A mia sorella venne in mente: “ Mio figlio cresce di Spirito Santo “.

Pregavamo con tutte le forze e Iole confezionò il vestitino di battesimo per una femminuccia: come per il primogenito, entrambe “ percepivamo” il sesso.
Anche qui fu necessario il cesareo, alla vigilia uno dei medici disse a Iole: < Signora, non ci speri : non sappiamo COSA nasce >.
Nacque Mariachiara, perfetta e formato gigante.  Il professore testimoniò il caso di mia sorella ad un convegno internazionale di medicina, non so se fosse credente, ma era una persona magnifica e sicuramente ha raccontato le ragioni della vita.

 

Domenica Luise o Mimma

( Fotografia di Domenica Luise:
Giovanni, Iole e Mariachiara, anno 2008 )

 

 

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31 thoughts on “I figli impossibili

  1. Prima di tutto il mio abbraccio a Iole, Giovanni e Mariachiara ed a te Mimma, che forse è vero, non sei la classica donna di casa, ma in quanto ad amare non sei seconda a nessuno.
    Sapevo questa storia ma leggere è stato tutta un’altra cosa.
    Io non ho la tua fede, ma è comunque bellissima.
    Un gesto d’amore che continua nei tuoi nipoti.
    Che tenerezza quel Giovanni che ti guardava dormire e quanta luce nel sorriso di Mariachiara.
    La vita riserva di tutto… anche i miracoli.
    tvb.
    o.

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  2. E’ vero, cara, la vita, talvolta, riserva i miracoli. Facciamoci coraggio perché vale la pena lottare. ogni tanto c’è per tutti un inondamento di luce.

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  3. ciao, Mimma dei miracoli… e nottambula come me.
    o mattiniera?…bah.
    Anch’io conoscevo la storia e ho comunque provato un brivido nel leggerla.
    Tu sai come la penso, nella mia anarchia confessionale, ma ai miracoli ci credo. Perchè credo nelle inconoscibili e insondabili forze che animano il mondo e nelle qualità sconosciute di cui la nostra mente è dotata. Non sappiamo servircene se non in casi disperati, mentre forse saremmo capaci di miracoli quotidiani, se appena appena ci credessimo…
    la nostra mente che è emanazione dell’Assoluto, e come tale partecipe della sua divina sostanza.
    io ne posso testimoniare a mia volta, in altri ambiti, ma di altrettanta sconvolgente evidenza.
    grazie di avercene reso partecipi.
    Un abbraccio affettuoso a te e ai tuoi cari.

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  4. Buongiorno, Cristina, sono sveglia dalle due e qualcosa, ho innaffiato il giardino e sbrinato il congelatore mentre Coccola, interessatissima, tentava di assaggiare il ghiaccio. Ho anche messo a cucinare le melanzane a microonde, i peperoni sono già pronti. Insomma, ho fatto un po’ di faccende e adesso vado a riposare, già sbadiglio.
    Sì, Cristina: i miracoli esistono dove esiste l’amore. Li ho toccati con mano. Talvolta sono stata esaudita e talvolta no, avevo anche pregato per la guarigione di Tainella, l’amica di Alleluhia. Ciò non mi turba affatto: non conosco la ragione, ma una ragione c’è. Non credo di avere poca o molta fede né meriti di alcun genere, semplicemente provo pietà d’amore profondo. Nemmeno penso di pregare: io posso pasticciare soltanto. Non lo dico per umiltà, ma perché è vero.

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  5. tu hai proprio un dono: riesci a trasmettere amore.
    anche a me piace quel bambino che ti seguiva e vegliava.
    poi sì i miracoli sono possibili, soprattuttto la medicina della vita non può essere deltutto compresa dentro schemi preconfezionati o preconcetti, la vita è forte, comunque la si pensi.

    Abbraccio,

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  6. Mimma grazie per questo stupendo spaccato di vita. Stupendo perché a lieto fine, mi dà gioia quando dopo la sofferenza si ritrova la gioia della vita.
    Io ci credo ai miracoli, quelli che fa la forza di volontà, l’amore. C’è un Dio che ci sprona a non arrenderci ” Chiedete e vi sarà dato”se non sbaglio ci è stato detto questo, ed io ci credo molto.
    Bellissimo il sorriso dei tuoi cari. Un’abbraccio alla tua bella famiglia è una gioia vedervi.
    Grazie per questa bella storia positiva.
    Ciao Mimma un bacio

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  7. E’ vero, Ghost e Paoletta: la vita è forte. Sovrabbonda. Ed anch’io ho sempre in mente quel ” chiedete e vi sarà dato ” del Cristo, insieme al suo terribile : ” Se aveste fede quanto un granello di senape…” .
    La misericordia di Dio ha reso sufficiente quel granello di senape scarso e disperato, che supplicava a gran voce.
    Rielaborando questi episodi della mia, anzi NOSTRA VITA, sinceramente mi sono chiesta: ma come abbiamo fatto?
    Voglio dire, a trovare quel semino dentro di noi.
    Me ne sorprendo continuamente.

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  8. ciao Mimma sono Laura. Che docezza questa tua testimonianza, che bella famiglia piena di amore e solidarietà, si respira aria buona in ogni tua riga, più di quella che arriva qui in montagna a 1000 metri! Quanto ai miracoli forse li condividi meglio con nonna Pina, io mi allineo con Cristina, sul potere della forza della mente, ma chissà, la porta la lascio sempre aperta a tutto…
    Ciao, ci divide un’Italia intera in questo momento, ma viva il tuo bolg 🙂
    Laura

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  9. Grazie, Laura, ho osato mettere sul mio blog questa testimonianza verissima perché ho pensato che certe ricchezze non sono soltanto nostre. Sì, cara, conosco il tuo pensiero, quello di Cristina e quello di nonna Pina: non potrei fare a meno di amarvi e rispettarvi profondamente una per una. E ti giuro che nemmeno io so dove Iole ed io abbiamo attinto una così grande forza. E’ stata un’esperienza durissima e splendida.

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  10. Toc toc…Mimma posso? Io non ho la tua fede eppure qualcosa ci accomuna e credo che l’amore sia la vera medicina miracolosa.
    Sai, io non cercavo Dio, ma pare che ora sia Lui a cercare me. Con affetto, Lucilla.

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  11. Mimma, il tuo racconto mi ha fatto rabbrividire. E’ incredibile quanto accaduto alla tua Iole, eppure contro ogni previsione della scienza medica, che sappiamo non essere affatto esatta, tua sorella è divenuta madre di due splendidi figli, e tu zia felice. Avete pregato molto,ed in pari misura avete sofferto, ma siete state ripagate per tanta fede e sofferenza.
    La tua grande fortuna,mimma ,è che in più occasioni, da quanto riporti nelle pagine di vita di cui ci fai dono, hai percepito, con chiarezza, la costante presenza di Dio al tuo fianco,ma Dio a te, senza remore, si è voluto manifestare. Forse da Lui sei stata ritenuta particolarmente degna o forse le sei semplicemente cara; non saprei. Certo che storie come queste lasciano stupite, non sai spiegartele e ti turbano.
    Sono felice per Iole, per tuo cognato, per te e per quei ragazzi splendidi, che finalmente conosco, in foto; sono nati per grazia divina,credo, ed in una famiglia nutrita da sani principi e seguita costantemente dall’occhio onnipotente del Signore.
    Sono commossa,come madre e come donna, e spero che anche a me possa arrivare il segno tangibile della presenza di un Padre che cerco con trepidazione da tempo.

    Abbraccio non solo te,ma tutta la tua bellissima famiglia.
    nunzia.b

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  12. Mimma mi scuso,ma quel “le sei particolarmente cara ” sta per “Gli sei particolarmente cara”. Mi riferivo infatti a Dio. Una svista ,ma di cui mi sono accorta solo dopo aver cliccato l’invio al mio commento, scritto forse troppo di getto.
    Un bacio,ancora commosso.
    nunzia.b

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  13. E’ notte, mi sono svegliata e ho preso coscienza di non avere scongelato il pranzo per domani o per fra alcune ore. Così sono entrata in cucina, Coccola dormiva sul tavolino dove tengo i tubetti dei miei colori, si è fiondata a onorarmi con fusa, paste e abbraccio gattesco. Ho tirato fuori dal congelatore una cotoletta e ho aperto il computer, Lucilla, è vero: Dio ti cerca per primo, il prenderne coscienza è un momento prezioso d’amore. Non solo, ma ti ha sempre cercata e sempre ti cercherà, opporsi è più duro del cedere e rende molto meno felici. Nunzia cara, chi cerca Dio è già nelle sue braccia: in questa unione fra la persona umana e il suo Signore ci sono carenze, imperfezioni, dubbi, anche veri peccati gravi e prese di posizione tali della creatura da giungere ad una ribellione. Ma la sua misericordia è davvero invincibile. Non è stato facile, per me, rendere pubbliche certe testimonianze di vita, penso anche al tunnel di luce, eppure è avvenuto esattamente come dico e non c’è una parola di esagerazione. Possiamo soltanto stupire insieme.

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  14. Carissima, sono appena tornata dalle vacanze e ho aperto il tuo blog.
    La storia che racconti è bellissima
    e mi ha fatto riflettere su tante cose.
    Tu sai come la penso sul tuo modo di porgere, instancabilmente, amore.
    La mia fede è forte ma incostante
    ma, con te, è come se ogni volta
    una finestrella si aprisse sull’amore di Dio Padre.
    E’ un continuo fluire, da te a me,
    da me agli altri.
    Si, io credo nei miracoli
    e credo fortemente che tutti possiamo essere, se lo vogliamo,
    strumenti d’amore, portatori di
    miracoli, piccoli o grandi.
    Io so con certezza, ormai, che non
    è un caso averti incontrata e ritrovarti ogni volta che ho un bisogno più impellente dell’amore di Dio.
    Grazie Mimma.
    Tvb
    Annarita.

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  15. Cara Annarita, l’amore fluisce perché è vivo, entra ed esce dagli uni agli altri per rientrare armoniosamente ed in questo scorrere cresce moltiplicandosi. Un poeta pessimista ed incredulo come Giacomo Leopardi, in una lettera al padre, con cui peraltro non andava poi tanto d’accordo, scriveva: ” Ho bisogno di amore, amore, amore “, e parlava di un amore globale, ma anche femminile e sensuale, nel suo caso. Ed anche a lui, fisicamente deforme, è stata data almeno la consolazione di un amico.
    L’amicizia che c’è fra noi è una sublime forma di amore che fa la sua danza andando e venendo: goditi il dono e ricambialo con gioia a chiunque lo voglia.

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  16. Ciao, Mimma, sono tua sorella Iole, voglio ringraziarti per avere scritto di come i miei due tesori siano venuti alla luce, tu c’eri ed abbiamo vissuto insieme questi miracoli… Ti voglio bene e, malgrado tu non mi sopportassi molto quando eravamo bambine, il tempo ci ha reso veramente sorelle, ha affinato i nostri sentimenti e i nostri cuori. La fede ci ha unito indissolubilmente durante la nostra adolescenza e abbiamo cercato Dio per tutta la vita, pur percorrendo due strade diverse.
    Ti voglio bene, sorellina, è a te che penso quando sono triste e sono felice. Iole

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  17. Cara Iole inesperta di computer, vedo che hai imparato a guardare un blog ed a scrivere un commento: sei sulla buona strada, eh, eh, eh.
    Tu sai che bene grande io abbia per te e per la tua famiglia. Di più non sono capace, ma forse migliorerò con l’invecchiamento.
    Proprio come un buon vino. Speriamo.

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  18. Tenero l’intervento della tua Jole e bellissima questa testimonianza di amore familiare e di fede e di speranza
    Anche se sui miracoli la penso più o meno come Cristina, ti confesso che il racconto mi ha lasciato dentro una grande serenità
    Franca

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  19. Ed io, cara Franca, ho DOVUTO raccontare queste esperienze verissime, non potevo esimermi senza venire meno a me stessa. Conosco la fragilità della mia fede ed ancora oggi mi chiedo come io e Iole abbiamo potuto trovare tutta quella forza. Se è stata data a noi, veramente piccole o forse proprio perché talmente piccole, significa che tutti vi possono attingere e ne sovrabbonderà. La fede è oscura per ognuno di noi o non sarebbe fede. E’ meravigliosamente cieca. Allora noi crediamo oltre ogni logica e speriamo contro ogni speranza, così viviamo.

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  20. Dio c’è.
    Non servono prove.
    Basta stare un poco in silenzio (e quando si riesce in questo meccanismo frenetico nel quale viviamo?) e guardarsi dentro.
    Tutto ciò che di buono troviamo in noi è il segno della sua presenza.
    Sta a noi scegliere, se accettare – mai passivamente – la sua proposta e far fruttare i talenti donati oppure rifiutare.
    Come dici tu, Mimma, è molto meno appagante opporsi che assecondare la propria vocazione.
    Mi trovo spesso a pensare quale sarebbe stato il mio cammino senza mia moglie, con genitori o nonni diversi, ma, forse, è pensiero solo speculativo, puramente accademico.
    Sono qui, in un mondo reale, con i miei torti (tanti) e le mie debolezze, ma l’unica certezza che ho è che quanto mi è stato donato vada sfruttato appieno.
    Ti ringrazio, dunque, per la tua testimonianza, che mi convince sempre più di essere sulla buona strada, magari solo all’inizio, ma non ho paura di camminare.

    Ciao.

    guido
    non sono gli anni, amore, sono i chilometri (indiana jones)

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  21. Sono d’accordo, Guido: Dio c’è, ed è amore. Tutte le nostre domande sono inutili in realtà, vorremmo capire com’è la radice della vita e non possiamo, nessuno può. SE io fossi nata non in Sicilia, ma a Verona, SE fossi nata cent’anni prima o cent’anni dopo, se fossi stata atea invece che cattolica o mussulmana oppure una pantera nera invece che donna. Io penso che l’attuale forma di vita sia il mio meglio d’amore. C’è troppa bellezza nel mondo e nell’universo, e viene dall’amore, ma c’è anche una lotta con i limiti che tutti abbiamo sia fisicamente che moralmente e spiritualmente e coi quali dobbiamo convivere evitando il giudizio, che non può mai essere “giusto” perché non sappiamo. Gli episodi avvenuti a Iole, e dei quali sono testimone e partecipe, sono estremamente significativi e non sono stati gli unici nella nostra vita. perfino il cane mi ha fatto rialzare dall’agonia e me lo ha lasciato per altri quaranta giorni bellissimi. Vi racconterò come e vi metterò le foto di Lupo, da piccolino e da adulto.
    Altre volte NON MI HA ESAUDITA, il perché non lo so, ma lo accetto come amore.
    Grazie, Guido, per le tue preziose considerazioni e la tua partecipazione a questo piccolo blog tutto mio: ci sono cose che DEBBO proclamare, anche se ne ho pudore.

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  22. Ciao Mimma, grazie di avermi lasciato questo link.
    Non sappiamo perchè alcune cose accadono ma di certo accadono. Io posso capire tua sorella, anche se a me è successo il contrario: ovvero dopo due gravidanze che hanno avuto termine con la nascita dei miei figli ne sono capitate tre che si sono interrotte senza che me lo sapessi spiegare. Avrei voluto che anche gli altri bambini nascessero ma non è andata così. L'ultima volta (è stato nel 2008) ho tenuto il bambino per più tempo invece di andare in ospedale subito perchè speravo riprendesse a vivere. Quando sono stata costretta ad andare in ospedale perchè eran diverse settimane di emorragie ed ero in avanzato grado di intossicazione per la presenza di quel bambino morto, era estate. Sono entrata da sola perchè mio marito impegnato coi bambini, i miei genitori via.. e quando son tornata a casa non ho potuto nemmeno prendere un paio di giorni per riprendermi. Pensa che durante le due ore di sala operatoria una signora mi telefonò per lavoro al cellulare e quando lo riattivai perchè volevo sentire i miei, lei infischiandosene del fatto che ero stata in sala operatoria mi disse: "Lo capisco dottoressa ma io l'ho cercata e le ho telefonato 6 volte!" ( ma se ero sotto i ferri come le rispondevo? vi chiederete cosa aveva di importante, sinceramente nulla.., mi rimase impresso.. non aveva nulla di importante eppure non le fregava di me ma solo che non ero disponibile a risponderle).

    E' stato lungo riprendermi, sia nel fisico che nello spirito.. Ancora oggi se ci penso rivedo il cinismo della gente e guardo tutto in modo diverso.  Certo penso spesso ai bambini che non sono mai nati. Tutti dicono: sono cose che capitano nella vita di una donna. Si, sono cose che capitano…
    I miei figli invece sono due miracoli viventi. Secondo i medici nemmeno sarebbero potuti andare avanti. Secondo loro per avere un figlio avrei dovuto per forza ricorrere alla fecondazione assistita. Ma io non l'ho mai fatto.. eppure Dio me li ha voluti donare lo stesso.
    Non sappiamo perchè le cose vanno in un modo piuttosto che in un altro. L'unica cosa che so è che ringrazio Dio.
    un caro saluto e un abbraccio fraterno a te e alla tua famiglia, cara Mimma.

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  23. Cara, sei Letizia, non è vero? Vedo che sia a te che a noi sono stati concessi due figli: gli altri li rivedremo in cielo. Oh, sì, io ci credo. Non mancherà nessuno e niente, in Dio svelato ci sarà sempre ogni gioia e nessun dolore mai più.
    Io stamattina ho sentito interiormente di lasciare questo link nel tuo blog. Tu hai mai pensato che in Paradiso riavrai per sempre i tuoi bambini perduti? Coraggio allora e vivi felice anche in questo dolore.
    Hai visto? Sei stata miracolata anche tu. Prendiamone coscienza per ringraziare insieme. Un abbraccio di gioia.

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  24. Bellissimo, commuovente post, Mimma!
    Abito non lontano da Mesero, provincia di Milano, dove riposa Santa Gianna Beretta Molla, la mamma medico che volle salvare la creatura in grembo anzichè lasciare che curassero lei stessa, malata, scomparsa poi subito dopo la sua nascita, nel 1962. 
    Era innamorata della vita, dal desiderio grandissimo di avere figlioli, per amore a Dio, un unicum di profonda, intensa, vissuta spiritualità con il marito, l'ing. Pietro Molla (è stato amico di mio padre), e a legarli era una profonda intesa di comunione spirituale, un grande amore per la vita, i figli…
    I figli, questi stupendi immensi doni dello Spirito… e durante la lettura del post pensavo all'intensità di chi ama la vita, nel voler figlioli!
    Mentre oggi tutto è egoismo, aridità, nessun figlio, al massimo il figlio unico, l'optional, da aversi il più tardi possibile, da venerare poi come un dio e al quale riversare il proprio egoismo…
    La fede, l'amore alla vita perchè innamorati di Dio… eppur soltanto quella è la via della vita!
    Grazie.
    Un caro saluto.

    Abele
    (dal blog di elleletizia)

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  25. Il commento 22 delle 10.38 il 30 ottobre, era proprio il mio Mimma 

    Ciao Abele, ricordo che mi avevi detto di Gianna Beretta Molla, a suo tempo quando ho fatto un post dedicato a lei.

    Un saluto a tutti
    (letizia)

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  26. @letizia #25

    Sei un portentoso computer! Un Pico della Mirandola al femminile…
    Cliccando "elleletizia agisci" appare infatti quel bellisimo post del 19.07.2010 (con un commento nel quale assicuravo il mio ricordo alla tomba di quella grande santa, scomparsa a soli 39 anni).
    Ricordo che porterò anche domani, giorno di Ognissanti: che strana coincidenza!
    Quella santa mamma è sicuramente vissuta con la sensibilità profonda ed intensa che solo voi donne sapete vivere!
    Grazie, elle, anche per la tua bella testimonianza nel commento #22.

    Abele.

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  27. Benvenuti, amici. Queste cose riscaldano il nostro cuore continuamente bersagliato dalla disumanità imperante. Esistono anche, e fortemente, il bene, l'amore, la capacità di sacrificarsi con gioia. La storia di Gianna Beretta Molla mi ha ispirata in una delle mie "favole", un viaggio immaginario nei tre regni oltretombali insieme alla mia amica Cristina. Nel Paradiso c'è un'angiolessa bellissima che ha preferito la morte per dare la vita. Difatti Gianna può essere solo un angelo, che letteralmente significa messaggero (dell'amore di Dio). Altro che messaggini scemi col telefonino.

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  28. Oggi, due novembre, un pensiero e un ricordo per te, per tutti coloro che sanno infondere amore per il prossimo, che si impegnano a voler bene, pur fra mille sacrifici, difficoltà, incomprensioni… davanti alla cappellina dove è sepolta la Santa Gianna Beretta Molla.

    Abele.

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  29. Grazie, Abele. Da parte mia una corrispondenza piena perché le cose belle della vita e gli avvenimenti che ci fanno sperare siano messi in evidenza come questo episodio raccontato così com'è avvenuto, nudo e crudo. O magnificenza e compassione divine. Come ringraziare?

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  30. @Abele

    Leggo solo ora. Ti ringrazio, sei davvero gentile.

    @Mimma
    Grazie per  la tua grande disponibilità. A proposito: sabato coi piccolini del primo anno del catechismo ho spiegato nuovamente la S.Trinità con l'esempio del cappuccino… La cosa li ha molto divertiti. Beh, vedremo in seguito… Magari vengo a curiosare per qualche altra idea
    Un abbraccio

    letizia

     

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  31. Ah, ah, ah, cara Letizia, come sono contenta. Non penso che lo dimenticheranno più ed ogni volta che ci penseranno potranno riassaporare quei momenti belli di armonia con la catechista.

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