Ritratto della prof. Domenica Luise

Veramente, quando ho dettato il titolo del tema per casa: “ Ritratto della prof. Domenica Luise “, il dubbio mi era venuto: sta a vedere che qualcuno mi fa un disegno.

Ritratto della prof. Domenica LuiseDifatti. Sorpreso, poco dopo, nel momento creativo,  l’alunno Pintaudi Carmelo è costretto a consegnarmi il capolavoro, al quale segue, immediata, la mia risata e quella della classe, quando esibisco il foglio con una battuta velenosa: < Nemmeno fra vent’anni sarò ridotta così >.
L’unico perplesso è l’autore, che sembra anche preoccupato di una mia possibile “ vendetta”.
Messo in chiaro che “ il ritratto ” deve essere esposto con la scrittura e non con la grafica, traggo dai loro compiti qualche florilegio, errori esclusi.
“ Quando siamo con lei, nelle sue ore di lezione, siamo tutti contenti senza un minimo di paura “
( Ravalli Simone ).
“ E’ una persona di carattere leale, sincera, calma e affidabile ” ( Calabrese Piero ).
“ Le sue spiegazioni sono molto interessanti e anche belle perché non parla solo della lezione, ma durante la spiegazione parliamo anche dei problemi della vita “ ( Zaccone Francesco ).
“ Per me la professoressa Luise è non solo un’insegnante, ma un’amica  perché con lei discutiamo di tutti i problemi, studiamo e scherziamo. Alcune volte è un po’ severa, ma non importa ” ( Alesci Giuseppe ).
“ Alla professoressa Luise piacciono i cappelli. Io sono rimasto felice di questa professoressa perché, quando faccio lezione con lei, mi fa capire qualunque cosa.  Voglio che anche lei stia bene con noi “ ( Perdichizzi Antonino ).
“ Ci rimprovera ogni giorno, ma lo fa per il nostro bene. A volte ci mette anche voti bassi e fa bene perché così noi, vedendo che ci mette voti di poco valore, ci impegniamo di più ottenendo risultati migliori , come si è verificato in questi giorni. Si confida con noi, se abbiamo bisogno di aiuto ci dà una mano “ ( Pintaudi Carmelo ).
“ La prof. Luise, dal primo giorno di scuola, ci ha insegnato tutto ciò che possiamo e non possiamo fare…alcune volte si mette nei nostri panni… lei è stata tanto gentile da farci conoscere sua nipote, una bella stangona, per mezzo di una foto. Lei è brava, peccato che un altr’anno se ne va in pensione “ ( Molino Salvatore ).
“ Ha i capelli neri e un po’ grigi, gli occhi neri e porta gli occhiali. Qualche volta la professoressa è un po’ severa, infatti, quando non stiamo attenti, ci richiama dicendo: < La carne è debole > “ (Giardina Carlo ).
“ La prof.ssa Luise è una simpatica e affettuosa professoressa, però quando si arrabbia diventa ferocissima “ (Interdonato Giuseppe).
“ Secondo me lei è una professoressa che agli alunni li fa sentire più allegri, ma c’è lo studio, ella vuole che ci dedichiamo molto e particolarmente con serietà ed impegno. Di tutte le professoresse che ho avuto lei è l’unica che ci fa finire di mangiare il panino “ ( Mazza Alessandro ).
“ Pur non avendo una giovane età è molto allegra, simpatica, divertente. Il suo abbigliamento è alla moda, solo un po’ strano e buffo il suo cappello di colore nero, che usa per prevenire i dolori alla testa. Non è sposata per sua scelta, ma penso che tutti l’avrebbero voluta o in moglie o come parente. Vorrei che restasse con noi per cinque anni, doverla lasciare poi sarà difficile. Spero che ci permetta di andarla a trovare “  ( D’Amico Carmela ).
“ Ha subito due operazioni e non ha avuto per niente paura . Ama molto i suoi alunni, infatti fa di tutto per aiutare i ragazzi che si trovano in difficoltà “ ( Milone Francesco ) .
“ Lei non ama fare rapporti e neanche rimproverare gli alunni, però esige educazione e rispetto. La prof.ssa Luise non rende mai le lezioni pesanti  perché le espone in modo semplice, da poter capire “ ( Cucinotta Giovanni ).
“ Dopo otto anni di scuola è la prima volta che mi capita che nelle ore di italiano non mi annoio. Quando spiega io certe volte non sono attento alla lezione e lei lo capisce e interviene subito e questo è molto positivo perché un alunno capisce che la prof.ssa non si disinteressa di lui “ (Maiorana Francesco ).
“ E’ un angelo, non si arrabbia quasi mai, soltanto in alcuni casi, quando non ce la fa più ed è disperata “ ( Orlando Antonino ).
Leggo i loro compiti, correggo, rido e piango. Sono stata una così felice professoressa.

Domenica Luise o Mimma
(Queste considerazioni sono state scritte dai miei allievi della prima classe dell’Istituto Professionale per l’industria e l’artigianato. Erano tutti ragazzi tranne una sola femminuccia. L’articolo, disegno compreso, è stato pubblicato sul giornalino dell’istituto nel 1997. L’anno dopo sono andata in pensione).


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41 thoughts on “Ritratto della prof. Domenica Luise

  1. Mi sono emozionata, cara Mimma.
    Vedi, avevo ragione quando ti dicevo
    che sicuramente i tuoi alunni ti amavano tanto.
    Infondo un po tua alunna lo sono
    anche io.

    Con affetto!

    Annarita/ari

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  2. Sai Mimma… avessi avuto un’insegnante come te forse avrei evitato di perdere tanto tempo.
    Bellissimo il disegno, stupenda testimonianza.
    Io posso dire che sei stupenda anche come persona e come amica.
    .. ma lo sappiamo!
    quanto bene ti voglio !!!!!
    o.

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  3. Grazie, cara, di essere passata a trovarmi. Per me è stato crudele andare in pensione, per necessità di salute, sarei rimasta tanto volentieri. Noi ci siamo amati moltissimo. E’ vero. Li vorrei tanto incontrare ancora.

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  4. Mimma ciao, come mi sono divertita a leggere le loro considerazioni. Sicuramente ci mettevi l’anima nell’insegnamento e loro lo sentivano. Un’insegnante lascia sempre il segno nei suoi studenti, è un ruolo davvero importante, cerco d’immaginarti con il tuo cappello e vestita alla moda che parli di tutto e li ascolti.
    Un abbraccio da Paola.
    Ps. Quanto piove stasera qua nelle marche !!

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  5. E’ un vero peccato che le mie figlie non abbiano potuto avere una insegnante come te. Non sai quanto lo avrei voluto ed esse con me. Commovente ogni ritratto che i tuoi alunni,Mimma, hanno saputo fare di te. Nessuna piaggeria ,tanta sincerità,affetto ed ammirazione: è questo che riflettono. Se tu poi conservi ancora le loro parole autografate, è il segno di quanto amore hai profuso nell’esercizio del tuo insegnamento e di quanto quei ragazzi ti siano rimasti nel cuore.
    Sei splendida,Mimma; mi autorizzi a chiamarti di tanto in tanto…Prof ???!!!
    Ti abbraccio
    nunzia.b/nunù

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  6. E’ notte e, nella solita insonnia, ho aperto il solito computer, le vostre parole mi commuovono e l’insegnamento mi manca moltissimo e mi è mancato da subito. Il primo giorno di pensionamento mi è iniziata una strana caduta di capelli, proprio a mazzi. Ho tentato di fare qualcosa per evitarlo, ma sono rimasti diradati sul cocuzzolo. Quando mi guardo allo specchio penso sempre a com’è avvenuto: la perdita intellettuale è scivolata sul fisico.
    Li penso sempre.

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  7. Ah Mimma, che bel regalo ci hai fatto. Guarda, io ti ringrazio davvero. Tu non puoi immaginare i sorrisi e l’emozione che mi ha strappato questa testimonianza. Sono cose impagabili queste eh dolce Mimma?
    L’unico che mi ha fatto ridere é stato questo:
    “ La prof.ssa Luise è una simpatica e affettuosa professoressa, però quando si arrabbia diventa ferocissima “ (Interdonato Giuseppe).
    MIO DIO !!
    E questo è stato il massimo della dolcezza:
    “ Pur non avendo una giovane età è molto allegra, simpatica, divertente. Il suo abbigliamento è alla moda, solo un po’ strano e buffo il suo cappello di colore nero, che usa per prevenire i dolori alla testa. Non è sposata per sua scelta, ma penso che tutti l’avrebbero voluta o in moglie o come parente. Vorrei che restasse con noi per cinque anni, doverla lasciare poi sarà difficile. Spero che ci permetta di andarla a trovare “ ( D’Amico Carmela ).
    Grazie cara Domenica Luise, sapessi come li capisco tutti questi ragazzini che ti adorano…Un abbraccio, buona giornata, Doris

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  8. Cara Doris, sarebbe meglio che io non tornassi sempre a questa testimonianza, ogni volta mi viene il groppo. Però adesso ci siete voi, un’altra gioia non minore. Eppure gli “asini” del Professionale, con me, hanno interpretato poesie ermetiche e ci sarebbe voluta una telecamera per immortalare le cose che hanno detto. Naturalmente prima gli ho spiegato cosa fosse l’Ermetismo, il subcosciente e tutto. Poi hanno scritto le poesie con un altro tema in classe a sorpresa. Perché io me lo potevo permettere quando mi pareva: .
    Conservo quelle poesie con le mie correzioni, qualcuna è finita sul giornalino dell’Istituto.
    E’ stato bellissimo.
    Grazie delle tue parole e della tua tenerezza, ma non lo diciamo a nessuno altrimenti ci accusano di essere smielate. Ah, ah, ah.

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  9. Mimma buongiorno!
    Insegnare era dare tutto l’amore che avevi dentro. Ma vedi come nella vita tutto ritorna, hai un sacco di scolarette sparse per il web, tra cui me.
    Io mi metto in seconda fila e ascolto e prendo appunti 🙂
    Un abbraccio da Paola

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  10. oh, ma allora facevi la guerrigliera o magari la fumettara 🙂 , scherzo! ma guarda che ritratto, manca un sigaro e sembreresti una dura.
    ma lo sei lo sei, mix giusto di severità e dolcezza
    e sì
    una professoressa molto amata.
    lo so, ti amiamo anche noi. o almeno io 🙂

    Margherita

    che bello questo post! davvero, anche struggente-

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  11. Beh, ragazze, proprio non mi ricordo bene cos’ho mai combinato per fargli scrivere che diventavo ferocissima. Forse era che cercavo di essere sincera e gli dicevo quello che pensavo subito, reputo che sia necessario per il livello educativo. Per esempio talora bisognava fare il tema in classe , che so, dopo due ore di matematica e loro erano stanchi. Un pochino si poteva sopportare, ma oltre un certo limite (elastico) glielo dovevo dire chiaro: .
    Altrimenti la volta successiva mi avrebbero ballato sulla pancia.
    Con i figli è lo stesso: bisogna intervenire subito perché da soli non capiscono le cose scomode, aspettare significa soltanto peggiorare la situazione per anni e anni.
    Senza capacità decisionale l’educazione fallisce. Ma tutto deve trasudare un amore così vero e sicuro che essi non ne debbono dubitare mai. Allora ti ascoltano e fanno l’incredibile.

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  12. che bello questo ritratto che viene fuori dalle parole dei tuoi alunni, davvero oltre che una stupenda persona sei stata anche un’insegnante di quelle che non si dimenticano.
    Io ora dovrei fare miei tutti i commenti che ti sono stati fatti ed aggiungere , prof, “il piacere è tutto mio”.
    un abbraccio grande
    cri

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  13. Bei ricordi questi commenti, capisco come ti possano mancare gli alunni. Ma una mi ha fatto morire e la riporto:
    Pur non avendo una giovane età è molto allegra, simpatica, divertente. Il suo abbigliamento è alla moda, solo un po’ strano e buffo il suo cappello di colore nero, che usa per prevenire i dolori alla testa. Non è sposata per sua scelta, ma penso che tutti l’avrebbero voluta o in moglie o come parente. Vorrei che restasse con noi per cinque anni, doverla lasciare poi sarà difficile. Spero che ci permetta di andarla a trovare “ ( D’Amico Carmela ).
    Baci
    glo

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  14. Si percepisce la freschezza, la semplicità e anche la fiducia che hanno avuto in me. Sì: i ragazzi sono sorprendenti. Ed io li ho amati moltissimo e un giorno saranno tutti intorno a me, anche quelli che ho bocciato. Una folla d’amore, né può essere diversamente.

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  15. Cara Mimma, avrei voluto avere una prof come te, ma soprattutto ti avrei voluto per mio figlio. Ce n’era una che lo ha amato molto a dire il vero ma non è riuscita a conquistarlo evidentemente. Mi è piaciuto molto quello che hanno scritto i ragazzi, loro colgono nel segno senza mezzi termini e sono sempre veri. Amo i ragazzi e attraverso il tuo racconto viene fuori il ritratto di un’adolescenza pulita e lontana dai preconcetti di questi tempi. Credo tu ci sapessi fare, hai dato il tuo contributo importantissimo e sicuramente qualcuno ne raccoglierà i frutti. I tuoi consigli sono sempre preziosi e spero anch’io di essere un’alunna diligente. Un abbraccio con affetto,
    Angela-anais

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  16. Angela dolce, riuscire a farsi amare non è facile per nessuno, ma tutti lo vorremmo. Dicono bene Glodis e Cristina: l’unica cosa che io posso veramente fare è di dare amore. Il ricambio è gratificante, ma non sempre arriva.
    I genitori conoscono molto bene questa dura realtà.
    E poi c’è un’altra cosa bellissima: nessuno è mio alunno, ma tutti sono miei amici. Intendo tutti quelli che mi vogliono, passano da qui e lasciano una parola d’affetto e simpatia, da questo si capisce che prendono il dono di me, altrimenti l’acqua può sgorgare, essi guardano, ma non bevono.

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  17. Ciao Mimma, eccomi, ce l’ho fatta. Finisco le ferie oggi e domani, di sabato, rientro a lavoro. Pazienza poi sarò di nuovo in ferie ad Agosto

    lo sai che fare l’insegnante mi sarebbe piaciuto tanto. Però ho fatto la mia tesi di specializzazione con i bambini dai tre agli undici anni stando con loro in aula per vari giorni.
    Un’epserienza fantastica.

    Un bacio Lisa

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  18. Carissima Mimma, se ce l’ho fatta devo ringraziare Paola che, in chat, mi ha spiegato benissimo come fare. Grazie Paola sei una maestra bravissima. Spero ti faccia piacere se ti invio una poesia scritta da una bambina. Per me è splendida.

    I giocattoli sono morti

    Vorrei saper chi c’era alla guida
    del primo carro armato partito per la guerra.
    Sicuramente un uomo.
    Per me anche quell’uomo è la guerra.
    Nelle sue mani c’è tutta la forza del carro armato.
    Lo guardo mentre abbatte una casa e uccide tutti
    quelli che non hanno fatto in tempo ad andarsene.
    Io sono scappata con la mamma e il fratello.
    I miei gatti, i miei cani, le mie galline, le mie oche,
    sono rimasti lì.
    Ho dovuto lasciare anche le mie bambole e i miei libri.
    Lo scaffale è sicuramente andato distrutto,
    non c’è più vita per i giocattoli.

    Ana Veljaca, 8 anni,
    Ex Jugoslavia

    Dalla Mostra “MIR! Volti, storie, parole, segni di ragazzi della Ex Jugoslavia”, Trieste

    E questa l’ha scritta un bambino italiano che la guerra l’ha vista solo in televisione.

    La guerra e i bambini

    Nella guerra ci sono i bambini piccolini
    che soffrono come bestie anche se non hanno fatto niente.
    Piangon sempre per i padri e per le madri
    che son morti con le bombe e le granate.
    I soldati senza pensare uccidono i bambini
    che vanno a giocare nei cortili e nei palazzi
    con la palla e con la corda per saltare e divertirsi
    … e non pensare alla guerra.

    Andrea , 8 anni,
    Iglesias

    Queste poesie risalgono al 1995

    Un caro abbraccio Lisa

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  19. Lisa cara, benvenuta. La tua presentazione di queste poesie di bambini è davvero intensa e commovente. I “signori della guerra” mandano gli altri a morire e tengono le mani aperte per pigliare il bottino.
    Paolam, grazie infinite per avere insegnato a Lisa come si apre un blog e si sistema l’avatar, adesso prenditi cura di Nunzia Binetti perché, del mio primo quintetto, è l’unica che ancora viene fuori come “utente anonimo”, ma contemporaneamente scrivi pure a me tutti i passaggi uno per uno in un’email : voglio imparare, sono curiosa e intendo diventare sempre meno ignorante in questo campo.

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  20. Io aggiungerei: della prof.ssa Domenica Luise (Luise è molto bello, mi riporta a Thelma e al loro viaggio..) ci si può fidare. Riesce a suggerire letture e percorsi con un sereno tono di voce. Bella la foto dei biscotti…sono belli grandi..saranno 150 gr a pezzo?
    Evviva la colazione a casa tua!

    ters

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  21. Cara Puffetta, quelli sono biscotti per gente affamata, la teglia che vedi, nell’insieme, ne contiene due chili e ho fatto il conto delle calorie: 375 ogni cento grammi, un’enormità proibita, un peccato di gola, una voluttà della nostra debole carne.

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  22. Se penso a quello che mi mangio io la mattina faccio cadere giù la povera puffetta. Troppo troppo, ma quei biscotti fanno al caso mio, almeno non vado piluccando in seguito, come dice Mimma. Devo provare.
    Un Bacione alla padrone di casa che tiene aperto questo delizioso salottino e ci offre anche i biscotti eh eh. Ciao ragazze a domani

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  23. Quando, a settembre, riprenderò la scuola ho idea che proporrò anch’io un tema di questo tipo ai miei alunni. Chissà cosa diranno? L’esito lo vedo incerto e pericoloso per la mia autostima. Però alla fine dell’anno scolastico lascio che mi facciano le imitazioni. Diventano attori bravissimi, attenti a captare e a drammatizzare tutti i tic gestuali e vacali che mi sono propri
    Siccome rido da scompisciarmi durante lo spettacolino, mi guardano di sottecchi quasi stupefatti che sia così divertita dalla caricatura di me stessa. Sento i loro pensieri “Allora non sei così feroce ” ” Ehi, ma ti diverti davvero”
    Dovresti vedere un tale Federico ( vagabondaccio ) quando mi imita mentre mi esibisco nella declamazione di terzine dantesche…
    Ho divagato, lo so, ma quando si parla di alunni mi sciolgo e capisco quanto ti manchino. Loro riempiono le giornate e non ti permettono di fare cattivi pensieri.
    Naturalmente il tuo racconto un è racconto d’autore che si apprezza anche se non si possiede la conoscenza diretta delle cose
    Cara Mimma stai bene
    Franca

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  24. Sì, Franca: sono i nostri tesori, prolungamenti dei figli carnali,mi mancano orribilmente. Capisco che dovevo ritirarmi perché non gliela facevo più fisicamente, ma tu ti rendi conto che io, oggi, potrei ancora essere sulla cattedra in mezzo a loro?
    La tua presenza mi fa bene, sa di scuola. Un bacio.

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  25. Ehi, Maria! Anch’io ho avuto la fortuna di averti come alunna prima e come amica dopo. Un abbraccio con l’augurio che ogni problema si risolva subito in bene e sempre meglio. Mimma

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  26. Cara Mimma.
    (valorosa guerrigliera…della vita e della cultura. Quella vera). Puoi essere soddisfatta, come pochi possono esserlo. Affettuosamente.
     Ciao.
     Bluewind

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  27. La professoressa Luise è una parte del mio cuore, Insegnante, madre, esempio, confidente, amica. Una presenza continua nella mia vita da oltre 30 anni. La professoressa Luisa è calore, arte, sensibilità. La professoressa Luise è semplicemente amore. ( Maria Perrini, 2°C Istituto Pizzini, Paola, anno 1978). Baci

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  28. L'alunna Maria Perrini è fatta di tenerezza. È capace di un amore a vita e poco importa se passa i mesi nel silenzio, presa dai propri guai come un po' tutti siamo. Quando riappare l'alunna Maria Perrini risplende. Condensa in sè tutto il meglio di tutto l'amore che io ed i miei allievi abbiamo scambiato anche lottando, com'era giusto che fosse. Non ne dimentico nemmeno uno. Ti ricordi, Maria, che giornate belle quando Iole ci prestava la macchina e partivamo, tu ed io, alla ventura senza direzione, solo per gioia, ed ogni baggianata era bellissima?  In pratica abbiamo gironzolato un po' a casaccio. Quell'anno 1978 è stato unico, e ricordo Patrizia.

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  29. e certo che me la ricordo la Panda di Iole a cui si bloccava la portiera. Altro che Camilleri, la gita a Tindari l'abbiamo "scritta" io e te eheheheheheh.
    L'alunna Maria Perrini ha ancora un pò di cose da mettere a posto e naviga a vista, ma appena si cheteranno le acque ( del lavoro, il resto è a posto), verrà ancora a riabbracciarti. Baci

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  30. Espressioni di affetto, grande e sincero come solo i ragazzi ,quando sono loro semplicemente ( e non è riduttivo ) , sanno dare. E quanta intelligente sensibilità nelle loro frasi: ho sorriso con dolcezza nel leggerle, pensando che anche tu sorridi e le senti come può fare una madre affettuosa. Grazie per aver condiviso con noi i tuoi ricordi
    Flavia

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  31. RIcordi…..Sai, sono persuasa che i tuoi alunni abbiano recepito il giusto. Penso che un’insegnante debba non tanto farsi amare per sé stessa, piuttosto far amare la materia che insegna. Così gli studenti non si annoiano e partecipano attivamente alle lezioni. La conseguenza viene da sé: anche l’insegnante sarà amato e ricordato con affetto. Quel tuo ritratto è caricaturale, ma secondo me lo studente ha colto …l’attimo fuggente! Si vede che sei tu,anche se ti ha imbruttita, come del resto accade in tutte le caricature! Un grande abbraccio, splendida Mimma!

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